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Tecnologia

Spotify Family ora chiede di scansionare un QR code di persona, pena un anno di blocco

Spotify Family ora chiede di scansionare un QR code di persona, pena un anno di blocco
Spotify. Photo: AS Photography / Pexels
Adrian Kessler
Di Adrian Kessler
20 Ottobre 2026 · 4 min di lettura
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Spotify ha iniziato a chiedere ad alcuni abbonati Premium Family di dimostrare che vivono con la persona che paga: per farlo, devono scansionare un codice QR che funziona soltanto se entrambi i telefoni si trovano nella stessa stanza. Il gestore del piano apre il codice nell’app Spotify e l’altro membro deve inquadrarlo con la fotocamera del proprio telefono. Il codice cambia ogni pochi secondi, quindi non basta inviare uno screenshot su WhatsApp. Chi non supera la verifica perde il proprio posto nel piano e non può aderire ad altri piani Family o Duo per un anno.

La misura colpisce direttamente il modo più diffuso per risparmiare su Spotify. Un piano Family comprende fino a sei account Premium a un prezzo inferiore a quello di due abbonamenti Individual: con tutti i posti occupati, la quota di ciascuno scende così a una frazione del prezzo normale. Le regole di Spotify hanno sempre stabilito che tutti i membri di un piano Family debbano condividere lo stesso indirizzo di residenza, ma in precedenza bastava inserire quell’indirizzo, che chiunque poteva copiare dall’intestatario dell’account. Un fratello che abita dall’altra parte della città, un amico che vive in un’altra città o un figlio ormai adulto che si è trasferito potevano restare nel piano per anni senza che nessuno se ne accorgesse.

La nuova verifica è descritta nella pagina di assistenza ufficiale di Spotify, dove si legge che l’azienda «potrebbe chiedere ad alcuni membri di Premium Family di confermare che vivono con il gestore del piano scansionando un codice QR». Il gestore può trovare il codice toccando la propria immagine del profilo, poi «Il tuo Premium» e infine «Gestisci». La scansione funziona solo nell’app per dispositivi mobili, quindi entrambi devono avere installata la versione più recente. Tra i suggerimenti di Spotify per risolvere eventuali problemi ci sono il controllo che data e ora siano corrette su entrambi i dispositivi e l’invito a scansionare il codice «di persona, perché cambia ogni pochi secondi». I membri hanno sette giorni dal momento in cui compare la richiesta.

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Non rispettare la scadenza comporta una penalità pesante. Il membro passa subito al piano gratuito di Spotify, finanziato dalla pubblicità, e, secondo la pagina di assistenza, non può aderire a un altro piano Family o Duo per 12 mesi. È comunque possibile pagare un abbonamento Individual. Come ha segnalato 9to5Google, Spotify applicava già la stessa regola dei 12 mesi a chi non superava la verifica dell’indirizzo inserito manualmente, ma era facile falsificare un indirizzo. Un codice che cambia sul telefono di un’altra persona è molto più difficile da aggirare.

Più difficile, però, non significa impossibile. Gli utenti che hanno visto comparire la richiesta su Reddit hanno scoperto in fretta che basta una videochiamata: l’intestatario dell’account condivide il proprio schermo e l’altro membro scansiona il codice da un laptop o da un televisore, come ha riferito Android Headlines. Inoltre, la scansione dimostra meno di quanto sembri: conferma che due telefoni si trovavano nello stesso posto in un determinato momento, non che le due persone vivano insieme. Spotify non ha spiegato come scelga chi sottoporre alla verifica né se il controllo verrà ripetuto. La pagina non prevede eccezioni per le famiglie che, pur non rispettando alla lettera la regola, non intendono aggirarla: per esempio, uno studente fuori sede, un genitore che lavora all’estero o figli che trascorrono il tempo in due case diverse.

Spotify aveva già provato una misura simile, per poi fare marcia indietro. TechCrunch ha riferito di un piccolo test in quattro mercati, tra cui gli Stati Uniti, che chiedeva ai membri Family di condividere la propria posizione GPS esatta; Spotify lo ha interrotto dopo le proteste degli utenti. Il codice QR è una soluzione meno invasiva allo stesso problema, perché non richiede di condividere la propria posizione, e la pagina di assistenza sottolinea che l’azienda non tiene traccia di dove ci si trova. La novità arriva inoltre dopo che Netflix ha dimostrato che una stretta sulla condivisione degli account può aumentare il numero di abbonati paganti anziché ridurlo.

La verifica non riguarda soltanto gli Stati Uniti, dove il piano Family costa 21,99 dollari al mese, pari a circa 3,67 dollari a persona se tutti i posti sono occupati, contro i 12,99 dollari del piano Individual. Le pagine di assistenza di Spotify descrivono la verifica tramite QR in inglese, spagnolo, portoghese, tedesco, francese, svedese, turco e giapponese, e la penalità è la stessa in tutti i casi. Il piano Family costa 21,99 sterline al mese nel Regno Unito, 20,99 euro in Spagna, 239 pesos in Messico, 40,90 real in Brasile e 1.880 yen in Giappone. Spotify non ha specificato in quali Paesi le richieste siano già state inviate.

Le prime segnalazioni della richiesta sono apparse su Reddit e nella copertura di 9to5Google il 19 ottobre, e la pagina di assistenza riporta già la procedura completa. Chiunque faccia parte di un piano condiviso e riceva la notifica ha sette giorni per trovarsi nella stessa stanza dell’intestatario dell’account. Scaduto quel termine, il modo più economico per continuare a usare Spotify senza pubblicità è pagare da soli 12,99 dollari al mese.

Tag: Folarin Balogun, Meghan Markle, spotify, streaming musicale, codice QR, condivisione account

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