Calcio

Paesi Bassi – Giappone (2-2): il triplo cambio di Koeman che ha riaperto la partita al Giappone

Kenji Nakamura

Per settanta minuti al Dallas Stadium i Paesi Bassi sono sembrati una squadra che faceva esattamente ciò che il suo commissario tecnico aveva disegnato, e proprio lì stava il problema. La formazione di Ronald Koeman ha avuto il pallone — poco più del 60% — è andata avanti due volte e ha portato l’idea di gioco più nitida. Eppure ha lasciato il big match del girone F con un solo punto. La tentazione sarà attribuire il 2-2 alle ripartenze giapponesi. La verità è più stretta, e più scomoda per gli olandesi: non hanno consegnato due punti al piano di Hajime Moriyasu, quanto alla propria panchina.

Conviene partire dai moduli, perché spiegano l’ora che ha preceduto il crollo. Koeman ha schierato un 4-1-2-3, Frenkie de Jong solo in cabina di regia, davanti Gravenberch e Reijnders, un tridente incaricato di inchiodare l’ultima linea avversaria. Moriyasu ha risposto con un 3-4-3 pensato per cedere il pallone e vivere senza: esterni che rientravano in una linea a cinque, tre centrali che ingoiavano i cross, un blocco intero che concedeva campo di proposito. Era il classico duello tra possesso e transizione, e sul tabellone lo vincevano gli olandesi. Sotto la superficie, no. Nessuna delle due squadre ha raggiunto nemmeno un gol atteso in novanta minuti, una cifra che dice quanto di rado una delle due aree sia stata davvero aperta.

Ecco la prima crepa olandese: entrambi i loro gol sono nati ai margini del controllo, non dal suo centro. Virgil van Dijk ha incornato un cross al 50′, il capitano che ha colpito un traversone e non una combinazione capace di tagliare il Giappone. Quando Keito Nakamura ha pareggiato sette minuti dopo — rientrando verso il centro e lasciando partire un tiro deviato da Jan Paul van Hecke che ha spiazzato il compagno di Brighton Verbruggen — è stato Crysencio Summerville a riportare avanti i suoi, e il suo gol è stata l’unica vera penetrazione della serata: conduzione da sinistra, taglio verso l’interno, conclusione sul palo lontano. Al 64′ il progetto, a fatica, funzionava.

Poi Koeman ha svuotato la parte della squadra che rendeva pericoloso il pallone. Al 70′, tre tutti insieme: fuori Summerville — ammonito nove minuti prima per aver steso una ripartenza, quindi proteggerlo aveva una sua logica — ma fuori anche Reijnders, il centrocampista che spingeva la squadra in avanti, e con loro Malen. Dentro Koopmeiners, Quinten Timber e Memphis Depay. In una sola interruzione, i Paesi Bassi hanno scambiato l’unico rompi-linee e il portatore più verticale con giocatori che volevano il pallone tra i piedi e di fronte. Il possesso è sopravvissuto; la penetrazione no. Depay l’ha subito perso banalmente a centrocampo, e una squadra che teneva il Giappone schiacciato si è ridotta a far girare la palla davanti al suo blocco.

È questa l’idea strutturale attorno a cui è girata la serata. Il possesso è un’arma soltanto se qualcuno, dentro di esso, sa superare un avversario e scompaginare la struttura dietro la palla; togli il portatore e ti resta il campo, esattamente ciò che il 3-4-3 di Moriyasu era ben felice di concedere. Dove Koeman cambiava per amministrare, Moriyasu cambiava per attaccare la passività appena introdotta. Il suo triplo cambio al 75′ — Tomiyasu, Ogawa, Sugawara — ha rinfrescato il pressing invece di alleggerirlo, e il Giappone ha passato gli ultimi venti minuti più alto che in qualsiasi momento prima. Il pari, all’88’, è stato sporco: Ogawa ha prolungato di testa un corner, la palla ha sfiorato un Kamada ignaro, e Verbruggen ha potuto solo spingerla nella propria porta. Sporco, sì, ma invitato dalla prudenza che aveva regalato l’iniziativa.

Niente di tutto questo deve cancellare ciò che ha fatto il Giappone, e una lettura onesta lo riconosce. I tre centrali non hanno quasi concesso un’occasione pulita, le ripartenze sono state scelte con pazienza e non con affanno, e una squadra senza Mitoma, senza Minamino e senza il capitano infortunato Endo ha strappato un punto a una delle favorite del torneo perché aveva più chiaro chi fosse. È una virtù giapponese nota, e un avvertimento concreto al resto del girone F.

Ma la domanda da editoriale appartiene agli olandesi. Koeman ha costruito una squadra fatta per dominare il pallone, e a giudicare da questa partita dominarlo è la parte facile; concretizzarlo, e non tremare nel momento in cui inizia a funzionare, è quella difficile. Ha tolto l’uomo che aveva appena segnato. Sabato, contro la Svezia, non troverà una difesa compatta come questa, ma la stessa scelta e lo stesso dubbio: questi Paesi Bassi sanno cosa fare del controllo che conquistano con tanta facilità? Il Giappone, che affronterà la Tunisia, sembra già sapere esattamente chi è.

Mondiali 2026 · Dallas Stadium
Virgil VAN DIJK 50'
Crysencio SUMMERVILLE 64'
NAKAMURA 57'
KAMADA 88'
Netherlands · 4-1-2-33-4-3 · Japan
1Bart VERBRUGGEN
4Virgil VAN DIJK ★
6Jan Paul VAN HECKE
15VAN DE VEN
22DUMFRIES
8Ryan GRAVENBERCH
14Tijjani REIJNDERS
21F. DE JONG
11GAKPO
18Donyell MALEN
24Crysencio SUMMERVILLE
1Z.SUZUKI
3Shogo TANIGUCHI
16Tsuyoshi WATANABE
21Hiroki ITO
8KUBO
10DOAN ★
11Daizen MAEDA
13NAKAMURA
15KAMADA
24Kaishu SANO
18Ayase UEDA

Eventi della partita

⚽ Virgil VAN DIJK
50'
57'
NAKAMURA ⚽
🟨 Crysencio SUMMERVILLE
61'
⚽ Crysencio SUMMERVILLE
64'
66'
Junya ITO ↔ Daizen MAEDA 🔁
🔁 Memphis DEPAY ↔ Donyell Malen
70'
🔁 Quinten TIMBER ↔ Tijjani REIJNDERS
70'
🔁 Teun KOOPMEINERS ↔ Crysencio SUMMERVILLE
70'
75'
Takehiro TOMIYASU ↔ Tsuyoshi Watanabe 🔁
75'
Koki OGAWA ↔ Takefusa KUBO 🔁
75'
Yukinari Sugawara ↔ Ritsu DOAN 🔁
🔁 Nathan AKE ↔ Ryan GRAVENBERCH
81'
🟨 Memphis DEPAY
83'
🔁 Brian BROBBEY ↔ Cody GAKPO
84'
84'
Kento SHIOGAI ↔ Ayase UEDA 🔁
88'
KAMADA ⚽
🟨 VAN DE VEN
90'+1'

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