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Il posto del coach Dan Quinn: la star dei Packers Micah Parsons dice che Jayden Daniels gliel’ha «probabilmente costato»

Jack T. Taylor
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Micah Parsons ha passato abbastanza tempo della sua carriera a inseguire quarterback da sapere che aspetto ha il panico dall’altra parte della linea. Di Jayden Daniels non l’ha colpito il sack, ma il modo in cui si è rialzato, con calma e senza fretta, mentre intorno a lui i supplementari volgevano al termine. Nel suo podcast, The Edge with Micah Parsons, la stella dei Packers l’ha detto tutto d’un fiato: «Jayden Daniels probabilmente è costato il posto al mio amico Dan Quinn, a essere sincero».

La frase ha fatto il giro perché sembra un difensore di punta che attacca un quarterback di punta. Ma basta ascoltare le parole in mezzo: «il mio amico». Parsons ha giocato per Quinn a Dallas e il suo giudizio è un gesto di lealtà, un modo per attribuire la colpa al giocatore e scagionare l’allenatore. Il problema è che la parola scelta da Parsons, preparazione, riguarda lo staff tecnico tanto quanto chiunque indossi un casco. Quinn se n’è già assunto la responsabilità.

Cos’è successo nel finale di Commanders-Giants

Washington ha avuto un’occasione nel finale dei supplementari, quando Daron Payne ha strappato il pallone dalle mani del running back dei Giants Cam Skattebo a circa due minuti dalla fine, secondo Pro Football Network. Daniels ha portato i Commanders fino alle 24 yard di New York, in zona da field goal. Con circa 50 secondi sul cronometro e senza timeout, Washington non ha più eseguito uno snap finché non restavano solo pochi secondi. Daniels ha tenuto il pallone su un’azione di passaggio, è stato placcato e il tempo è scaduto prima che qualcuno potesse schierarsi per calciare. La partita è finita 27-27.

Per Daniels era la prima partita dopo essersi nuovamente lussato il gomito sinistro nella Week 2 contro Dallas, e aveva giocato bene: 17 passaggi completati su 25 per 199 yard, altre 103 yard su nove corse e due touchdown. Nulla di tutto questo è sopravvissuto all’ultimo snap. A Get Up di ESPN, Adam Schefter ha paragonato il finale al «Miracolo nella Meadowlands» dei Giants del 1978: il fumble che costò il posto al coordinatore offensivo Bob Gibson la mattina dopo e quello all’allenatore capo John McVay al termine della stagione.

Micah Parsons su Jayden Daniels: «È imperdonabile, fratello»

Parsons non si è fermato al titolo. «Non c’è modo che io mi faccia mettere a terra con un sack a 14 secondi dalla fine e senza timeout», ha detto. «È il tuo lavoro, fratello». Si è definito un grande tifoso di Daniels, ma ha comunque giudicato quel momento «imperdonabile». La sua diagnosi è stata una lista di mancanze: «Preparazione insufficiente, mentalità insufficiente e nessun senso dell’urgenza». Come riporta ProFootballTalk, il suo punto era che un quarterback al terzo anno, già sceso in campo in una finale della NFC, non dovrebbe commettere un errore del genere.

Parsons parla da dentro il mondo di Quinn. Dal 2021 al 2023 Quinn è stato il suo coordinatore difensivo ai Cowboys, prima di accettare l’incarico a Washington. Parsons, ora a Green Bay, è nella lista dei giocatori impossibilitati a scendere in campo dopo essersi rotto il legamento crociato anteriore lo scorso dicembre: ha quindi guardato la partita come tutti noi, ma l’ha giudicata da uomo che è stato allenato da Quinn.

Perché la colpa continua a ricadere su Dan Quinn

È qui che la difesa si ritorce contro sé stessa. Quinn ha rifiutato la via d’uscita che Parsons gli aveva aperto. Secondo quanto riportato da OutKick, ha detto che la colpa «non ricade» su Daniels e ha spiegato ai giornalisti che la decisione sul cronometro era sua: benché l’ultima giocata fosse stata chiamata dal coordinatore offensivo David Blough, la responsabilità parte dall’allenatore capo. Anche Daniels si è assunto la sua parte di colpa: «In definitiva, è colpa mia».

La guardia sinistra Chris Paul ha detto a 7News DC che, prima dello snap, in huddle si era parlato dell’assenza di timeout. I giocatori sapevano quindi qual era la situazione. Eppure hanno lasciato scorrere il tempo. Non si tratta di un quarterback a cui mancavano informazioni: la squadra ne era al corrente, ma non aveva preparato un piano da mettere in pratica. È proprio questo che Parsons intendeva parlando di preparazione, e la preparazione è responsabilità dell’allenatore capo. Anche Mike Florio di ProFootballTalk ha ricondotto la questione alla preparazione e alla cultura della squadra.

Dan Quinn verrà licenziato?

Per ora no. La giornalista Josina Anderson ha riferito che al momento Washington non sembra intenzionata a cambiare allenatore. La previsione di Schefter è stata più cauta e gelida: «Immagino che col tempo arriveranno conseguenze per questa partita». Quinn non ha voluto dire se il suo posto sia a rischio e ha spiegato di aver parlato con il proprietario Josh Harris dopo la partita, come da loro consuetudine. Il pareggio ha portato Washington a un bilancio di 1-3-1, ultima nella NFC East, dopo una stagione da cinque vittorie. Ora la squadra farà visita agli imbattuti San Francisco 49ers nel Monday Night Football del 19 ottobre.

Parsons voleva vedere urgenza da parte del quarterback mentre si rialzava da quel terreno. Quinn è salito sul podio e si è assunto la responsabilità dell’intera sequenza. La frase di Parsons indica un colpevole e una vittima; da allora, l’allenatore insiste che siano la stessa persona.

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