Calcio

Como-Manchester United 4-1: l’allenatore Cesc Fàbregas ha trovato lo spazio che lo United ha scelto di concedere

Kenji Nakamura
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Al Sinigaglia, il Manchester United ha trascorso la serata a discutere con sé stesso di pressing. Cesc Fàbregas aveva già risolto la questione prima del fischio d’inizio. L’allenatore del Como aveva costruito la squadra per occupare proprio gli spazi che il piano dello United era pensato per lasciare liberi; quanto è successo in Champions League è sembrato meno un colpo di scena che uno schema eseguito alla lettera.

L’attenzione si è concentrata sul dopo: un capitano che mette in discussione il proprio allenatore in televisione, un allenatore che si scusa con il settore ospiti. È tutto vero, ma riduce il crollo dello United a una questione di umore. La lettura più convincente è quella strutturale e parte dall’altra panchina, con un allenatore il cui nome la stampa inglese ha già accostato alla panchina di Michael Carrick.

Il piano descritto da Bruno Fernandes

Il capitano dello United ha spiegato con maggiore chiarezza l’approccio degli ospiti nell’intervista concessa a TNT Sports, citata da Reuters. «È una decisione dello staff tecnico non pressare a uomo e, a volte, lasciare spazio alle spalle e provare a recuperare il pallone, aspettando che siano loro a muoversi», ha detto Bruno Fernandes, «ma a volte, quando concedi spazio a queste squadre, acqu acquistano fiducia». Alla domanda se stesse criticando Carrick, ha risposto: «Spetta all’allenatore e allo staff capirlo, non a me».

Messa da parte la polemica, Fernandes sta descrivendo un blocco medio a zona: mantenere le distanze, lasciare il pallone agli avversari e uscire solo quando entra nella propria zona. Contro una squadra che costruisce l’azione con calma, è una strategia coerente. Il punto debole è il giocatore che non appartiene a nessuna zona: un blocco che aspetta invece di seguirlo non lo prende mai in consegna, ma si limita a passarlo dall’area di un difensore a quella del successivo.

Nico Paz, libero tra le linee

Fàbregas aveva quel giocatore e gli aveva lasciato libertà già il giorno prima. Secondo QuiComo, entrambe le squadre si sono schierate con un 4-2-3-1, ma il Como ha adottato una variante volutamente sbilanciata: nella conferenza stampa prepartita Fàbregas ha confermato che sarebbe stato Tasos Douvikas a guidare l’attacco, anziché riproporre Nico Paz come falso nove, lasciando l’argentino alle sue spalle, libero di svariare.

Dopo la partita, Fàbregas ha ricondotto quel ruolo ai tempi in cui giocava, come riportato da Football Italia. «Quando Pep Guardiola mi schierava da attaccante, mi piaceva molto», ha raccontato. «A Messi e a me veniva data la libertà di intuire dove si trovassero gli spazi e di andare a cercarli. Mentre gli altri si concentravano sul gioco posizionale, noi potevamo fare qualcosa in più».

Il gol che ha sbloccato la partita è stato lo schema in miniatura. Lucas Da Cunha ha servito Paz al limite dell’area e, nel resoconto di 101 Great Goals, l’argentino «ha avuto fin troppo tempo per girarsi» prima di battere Senne Lammens con un tiro a giro di sinistro. Nessuno lo aveva seguito, perché il piano non chiedeva a nessuno di farlo. Il secondo gol del Como è nato da una combinazione tra Da Cunha, Martin Baturina e Paz, conclusa con l’assist di quest’ultimo per Douvikas, secondo quanto riferisce il resoconto ufficiale del club.

Un pressing rivolto al centrocampo dello United

L’altra metà del piano riguardava ciò che il Como faceva senza palla. «Cerchiamo di studiare i loro punti deboli, senza però dimenticare ciò che sappiamo fare meglio», aveva detto Fàbregas prima della partita. Nel suo resoconto in diretta, QuiComo ha segnalato ripetuti errori di Noussair Mazraoui in fase di costruzione dal basso prima dell’intervallo; il terzo gol è arrivato quando Paz ha intercettato un passaggio cieco di Carlos Baleba, entrato a centrocampo nell’intervallo, e si è involato a segnare.

Quando la nostra redazione ha presentato la partita, la domanda aperta era se Fàbregas avrebbe indirizzato il pressing sui centrocampisti dello United. Quel gol ha dato la risposta. Il quarto ha mostrato la fiducia di cui aveva parlato Fernandes: il difensore centrale Jacobo Ramón è entrato in area senza essere marcato e ha colpito di testa un cross del subentrato Kaiki.

Cosa ci dicono i numeri

Paz ha segnato al 2° e al 57° minuto e ha servito l’assist a Douvikas al 49°; Ramón ha portato il risultato sul 4-0 al 76°, prima del gol della bandiera di Joshua Zirkzee nei minuti di recupero. Secondo Opta, il Como ha chiuso con 2,04 gol attesi contro gli 1,05 dello United; prima del calcio d’inizio, i titolari del Como totalizzavano 62 presenze in Champions League, contro le 242 dello United. Per la prima volta dal 2015, lo United è ora senza vittorie da sette partite in tutte le competizioni.

Carrick non si è sottratto alle responsabilità. «Mi assumo la responsabilità della squadra e della prestazione nel loro complesso: tutto si ferma a me, e per me va bene così», ha detto a TNT Sports. «Devo scusarmi per la prestazione». Su CBS Sports Golazo, Jamie Carragher ha rivolto la critica tattica al capitano, sostenendo che «da anni Bruno Fernandes fa sì che il Manchester United non riesca a pressare». Qualunque dei due abbia ragione, il blocco attendista è stata una scelta dettata da un limite, e Fàbregas ha costruito il suo piano proprio intorno a quella scelta.

L’allenatore sull’altra panchina

Tre anni fa il Como era in Serie B; la scorsa stagione ha chiuso al quarto posto in Serie A. Fàbregas, arrivato al club da giocatore e poi passato dalla squadra giovanile alla guida della prima squadra, prima della partita si è rifiutato di dire se vorrebbe la panchina dello United, «per rispetto di Carrick e di un’istituzione come lo United». Dopo, ha richiamato l’inesperienza della sua squadra: «alcuni dei nostri giocatori stavano disputando la terza partita di Champions League della loro intera carriera».

La prossima avversaria dello United nella competizione sarà la Roma, il cui staff avrà a disposizione le stesse immagini. Lo spazio tra le linee dello United è stato una scelta, non un incidente, e l’allenatore più spesso indicato come possibile successore di Carrick ha appena mostrato a tutti come sfruttarlo.

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