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Pietro Sermonti, il bel medico della fiction che è diventato Stanis La Rochelle

Penelope H. Fritz
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Pietro Sermonti
Pietro Sermonti
Photo: Niccolò Caranti / CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita25 ottobre 1971
Rome, Italy
ProfessioneAttore
Noto perI Can Quit Whenever I Want, I Can Quit Whenever I Want 2: Masterclass, I Can Quit Whenever I Want 3: Ad Honorem
PremiRoma Fiction Fest

Sul set del melodramma a basso costo in prima serata che si gira dentro Boris, il protagonista è Stanis La Rochelle, una star vanitosa convinta di essere destinata a Hollywood e pronta a disprezzare a gran voce il modo di recitare degli italiani. Pietro Sermonti lo ha interpretato per quattro stagioni e un film, e il pubblico non si è lasciato sfuggire la stoccata della battuta. Poco prima, Sermonti era stato proprio quel tipo di star: il bel medico di una fiction familiare di successo su Rai. Non è mai riuscito davvero a liberarsi da quell’etichetta. L’ha ribaltata, e quasi tutto ciò che di buono ha fatto da allora nasce da quella scelta. Quest’autunno torna su Netflix con la seconda stagione di Maschi veri, distribuita all’estero con il titolo Real Men, nei panni di un marito che non sa più cosa ci si aspetti da un uomo.

Suo padre era Vittorio Sermonti, scrittore e studioso di Dante; sua madre, l’imprenditrice Samaritana Rattazzi, è figlia di Susanna Agnelli, appartenente alla famiglia industriale torinese il cui nome è legato alla Juventus da circa un secolo. Sermonti è cresciuto a Roma e, all’inizio, voleva soprattutto giocare a calcio. Ha fatto la trafila nelle giovanili della Juventus, finché alcuni problemi fisici non gli hanno chiuso quella strada.

Roma, dove è nato il 25 ottobre 1971, gli ha dato anche la sua formazione scolastica, al Lycée Chateaubriand; in seguito ha frequentato laboratori di recitazione, alcuni dei quali tenuti da membri dell’Actors Studio, per poi perfezionarsi a New York al Lee Strasberg Theatre & Film Institute. Prima è arrivato il teatro: nel 1995 ha recitato in Re cervo di Valerio Binasco, poi in Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Luca Ronconi. Ancora più decisiva è stata la collaborazione con due giovani autori, Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre: alla fine degli anni Novanta Sermonti è stato protagonista dei loro spettacoli Tutto a posto e Piccole anime. Il film del 1998 di Ciarrapico tratto da Piccole anime ha segnato il suo debutto sullo schermo.

La televisione lo ha reso famoso nel 2003. Quell’anno è stato Beppo in Elisa di Rivombrosa e, soprattutto, Guido Zanin, il medico protagonista della terza stagione di Un medico in famiglia, un successo di ascolti per Rai 1. È rimasto anche nella quarta stagione, ma poi, nonostante gli ascolti continuassero a essere alti, ha rifiutato la quinta. È il primo segnale di una tendenza: Sermonti tende a lasciare un ruolo comodo prima che finisca per definirlo, ed è tornato nella serie solo per una breve apparizione, nella sesta stagione del 2009.

Nel frattempo era arrivato Boris. Scritta da Ciarrapico, Torre e Luca Vendruscolo e trasmessa per la prima volta nel 2007 sul canale satellitare Fox, la serie segue la troupe di una fiction televisiva a basso costo e prende in giro, scena dopo scena, le produzioni generaliste che le reti italiane sfornavano negli anni Duemila. Il pubblico satellitare era esiguo; il passaparola e, paradossalmente, la pirateria l’hanno trasformata in un cult. Stanis era il bersaglio più affilato della serie e Sermonti lo interpretava senza un briciolo di ironia indulgente: è anche per questo che il personaggio funziona. Nel 2008 il Roma Fiction Fest lo ha premiato come miglior attore di sitcom. Nel 2011 è arrivato Boris – Il film, mentre nel 2022 Disney+ ha distribuito una quarta stagione. Nel mezzo, Rai 1 lo ha scelto per il ruolo di Archie Goodwin in Nero Wolfe, accanto a Francesco Pannofino, il René Ferretti di Boris: i satirici erano stati assorbiti dal palinsesto che prendevano in giro.

Il cinema è arrivato attraverso i cast corali. In Smetto quando voglio (I Can Quit Whenever I Want) di Sydney Sibilia, la commedia del 2014 su un gruppo di accademici precari che si mette a produrre una droga legale, ha interpretato Andrea De Sanctis accanto a Edoardo Leo, Valerio Aprea e Paolo Calabresi, questi ultimi due veterani di Boris; ha poi ripreso il ruolo in entrambi i sequel del 2017. Su Rai 1, dal 2015 al 2018, è stato per tre stagioni Alessandro Ferraro in Tutto può succedere, la versione italiana di Parenthood della NBC, mentre in Bangla di Phaim Bhuiyan ha interpretato Olmo, ruolo che ha mantenuto anche nella serie del 2022.

Il rovescio della medaglia di Stanis è che era un personaggio fin troppo preciso. Un’interpretazione così accurata finisce per diventare una lettura dell’attore stesso e, per buona parte del decennio successivo, la commedia italiana ha chiamato Sermonti per riproporne alcune variazioni: l’uomo bello con una crepa dentro, il marito le cui certezze si sgretolano. Raramente è il protagonista assoluto di un film: è uno di una banda di accademici, uno di quattro amici, il figlio accanto a Christian De Sica. Può sembrare un limite e, al cinema, in larga misura lo è stato: il suo lavoro sul grande schermo è rimasto quasi interamente confinato alla commedia. Ma può anche sembrare una scelta, quella di un attore che ha lasciato una serie di successo al culmine della popolarità e continua a tornare da autori che lo inseriscono in un gruppo. Le recensioni italiane della seconda stagione di Maschi veri sono state contrastanti e Cinefilos ha rilevato che la commedia perde parte del suo slancio, pur lodando l’amicizia al centro della storia.

Lo streaming è stato il terreno più fertile per la sua carriera. Nel 2023 ha interpretato Sergio Locatelli accanto a Lillo Petrolo in Sono Lillo su Prime Video, una serie entrata nella selezione delle commedie candidate ai Nastri d’Argento di quell’anno, ed è tornato anche nella seconda stagione. Nel dicembre 2023 è diventato Alfonso in Gigolò per caso, figlio del gigolò in pensione interpretato da Christian De Sica, con Stefania Sandrelli nel cast; la seconda stagione, sottotitolata La sex guru e incentrata sul confronto tra padre e figlio e la guru interpretata da Sabrina Ferilli, è arrivata su Prime Video il 2 gennaio 2026.

Maschi veri è il più rivelatore di questi lavori. L’adattamento Netflix del successo spagnolo Machos alfa, prodotto da Groenlandia, ha debuttato nel maggio 2025 e per sei settimane è rimasto in cima alla classifica delle serie più viste sulla piattaforma in Italia. Sermonti interpreta Luigi, un uomo dedito alla famiglia e alle prese con un matrimonio in crisi, accanto a Maurizio Lastrico, Matteo Martari e Francesco Montanari. La seconda stagione, diretta da Matteo Oleotto e Milena Cocozza, è stata lanciata il 7 ottobre 2026 e ha aggiunto al cast Carolina Crescentini, la Corinna di Boris. A quasi vent’anni di distanza, l’uomo che prendeva in giro la vanità del protagonista interpreta uomini che l’hanno ormai persa.

La sua vita privata resta perlopiù lontana dai riflettori. Ciò che condivide pubblicamente riguarda il calcio e l’amicizia: è un tifoso dichiarato della Juventus, di cui ha parlato nel podcast ufficiale del club, e nel 2025 è apparso in Mattia Torre. La gentilezza del faro, il documentario sul coautore di Boris, scomparso nel 2019, le cui prime opere teatrali gli avevano affidato i suoi primi ruoli da protagonista.

Ora arriva una famiglia di tutt’altro genere. Un tranquillo funerale di famiglia, remake italiano di Massimiliano Bruno di Funeral Party di Frank Oz, uscirà nelle sale italiane il 29 ottobre 2026 con 01 Distribution. Sermonti e Claudia Pandolfi interpretano Riccardo e Daria, i figli adulti del defunto patriarca Mancuso, accanto a Diego Abatantuono, Stefania Sandrelli e Stefano Fresi. Un altro cast corale e un altro uomo che cerca di mantenere la compostezza in pubblico: una parte che Sermonti prova da quando Stanis ha perso per la prima volta la sua.

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