Arte

Hidetaka Tenjin, il pittore delle scatole di Macross e Gundam che ora costruisce robot veri

Penelope H. Fritz
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Hidetaka Tenjin
Nascita13 ottobre 1973
Hyōgo Prefecture, Japan
ProfessioneIllustratore e mecha designer
PremiPremio Inkpot

Hidetaka Tenjin ha studiato robotica per colpa di un cartone animato. Le macchine della polizia di Mobile Police Patlabor lo spinsero a iscriversi a ingegneria, ma gli studi gli insegnarono una lezione scomoda: i robot del laboratorio non erano in grado di fare neppure una frazione di ciò che facevano quelli sullo schermo. Così imboccò la strada opposta. Per quasi tutta la sua vita professionale, l’illustratore giapponese ha dipinto macchine inesistenti con tale realismo che moltissime persone hanno comprato un kit di plastica grigia perché sulla scatola c’era una sua immagine. Ora la sua carriera pone una domanda: che cosa fa il pittore di macchine impossibili quando qualcuno gli affida una macchina vera?

Tenjin è nato nella prefettura di Hyōgo ed è cresciuto a Saitama, imparando da autodidatta a disegnare con pastelli e colori per manifesti. Due cose definirono la sua strada quando era ancora uno studente. La prima furono le illustrazioni per le scatole dei kit originali di Macross, dipinte da Yoshiyuki Takani; la seconda fu il lungometraggio Macross – Il film, che lo rese per tutta la vita un fan della serie. Tra gli artisti che hanno plasmato il suo stile realistico cita Takani, Noriyoshi Ohrai, Shigeru Komatsuzaki, Yuji Kaida e Tsuyoshi Nagano: una tradizione giapponese di illustratori capaci di far sembrare hardware fantastico come se fosse stato fotografato durante una normale giornata di lavoro.

Tenjin, nato il 13 ottobre 1973, si iscrisse alla facoltà di ingegneria dei sistemi dello Shibaura Institute of Technology per studiare robotica. La disciplina, come scoprì, era lontanissima dalla finzione che lo aveva spinto fin lì, ma il campus gli fece conoscere la computer grafica e il piacere di creare immagini per conto proprio. Dopo la laurea lavorò come illustratore freelance di CG, realizzando copertine di album e scrivendo tutorial di software. Gestiva anche un sito di fan dedicato al VF-1 Valkyrie, il caccia trasformabile di Macross. Grazie ad alcuni amici della comunità di appassionati conobbe Shoji Kawamori, il creatore della serie, che vide i suoi lavori e gli affidò le illustrazioni per la confezione del videogioco Macross VF-X2. Da allora lavora a Macross.

La scatola divenne il suo formato. Tenjin dipinse le copertine dei kit dei caccia trasformabili di Macross di Hasegawa, una lunga serie di modelli Gundam Master Grade di Bandai, la linea di Guerre stellari di Bandai, dall’X-wing al Millennium Falcon, i caccia di Space Battleship Yamato 2199, le macchine da combattimento di Votoms e Dougram e i kit di Evangelion di Kotobukiya, oltre a copertine per videogiochi come Gradius V. Fondò la propria azienda, Studio Tenjin, per gestire questo lavoro. Un’illustrazione per una scatola ha un obiettivo commerciale molto concreto: far sembrare una busta di pezzi non verniciati una macchina pesante, con una storia alle spalle. La soluzione di Tenjin è diventata la sua firma: vernice scrostata, scie di scarico, il riverbero del sole basso su una cabina di pilotaggio, l’impressione che il mezzo abbia volato a lungo e sia stato parcheggiato alla meno peggio. All’inizio dipingeva con Photoshop e una tavoletta grafica; oggi lavora soprattutto su iPad.

Dalle scatole passò all’animazione. A partire da Macross Zero, nel 2002, collaborò con lo studio Satelight agli effetti speciali in CG, al design dei colori, alle tavole visive e al design meccanico; in seguito realizzò illustrazioni meccaniche per Macross Frontier, nel 2008, e per i suoi due lungometraggi. Con Macross Delta, nel 2016, il suo contributo si era esteso a così tanti reparti che scelse un’unica dicitura omnicomprensiva: Macross Visual Artist. Al di fuori della serie, progettò macchinari per Hellsing Ultimate e Knight’s & Magic, la macchina del protagonista del videogioco Super Robot Wars T e i Briheight di Back Arrow di Goro Taniguchi: robot che, nelle intenzioni del regista, non dovevano sembrare né prodotti industriali né equipaggiamento militare.

Accanto alla prima, c’è una seconda carriera. Tenjin lavora come doppiatore dal 2003 e ha prestato la voce a personaggi di Ghost in the Shell: S.A.C. 2nd GIG, Hunter × Hunter e Jujutsu Kaisen – Sorcery Fight; ha partecipato al doppiaggio giapponese di Gladiator e Erin Brockovich e interpreta il ribelle Ryder Azadi in Star Wars Rebels, ruolo ripreso quando il personaggio è tornato in Ahsoka. È membro della guarnigione giapponese della 501st Legion, il club di costuming dei fan di Guerre stellari. Parla inglese e per questo è diventato un ospite abituale delle convention all’estero, da San Diego e Otakon a Japan Expo a Parigi; nel 2022 Comic-Con International gli ha assegnato l’Inkpot Award.

La contraddizione insita nella sua reputazione è facile da formulare. La maggior parte delle macchine che hanno reso famoso Tenjin è stata progettata da qualcun altro. La Valkyrie appartiene a Kawamori, i mobile suit alla lunga schiera di designer di Gundam, l’X-wing a Lucasfilm. In Giappone, le illustrazioni per le scatole sono un mestiere: il prodotto deve vendere un kit e poi finire nella raccolta differenziata; quando compare, il credito è scritto in piccolo. Il risultato di Tenjin è aver reso l’hardware su licenza più realistico delle sue fonti. È un’arte portata ai massimi livelli, ma lascia aperta una domanda: Tenjin è un artista con una propria visione o il migliore interprete di un settore al servizio di altri? I suoi artbook, dalla serie VALKYRIES di Kobunsha del 2005 a Hidetaka Tenjin’s Artistry of Macross di Udon del 2022, sostengono la prima lettura presentando le illustrazioni delle scatole come dipinti. I suoi progetti originali, argomento ancora più convincente, sono la parte più recente e meno conosciuta del suo lavoro.

È questa la parte che ora si fa avanti. Tenjin ha curato il concept e il design meccanico di BULLET/BULLET, la serie originale del regista di Jujutsu Kaisen – Sorcery Fight Sunghoo Park, distribuita da Disney+ nell’estate del 2025. Sempre nel 2025 ha fondato il team di progetto HELIOSLIVE insieme all’azienda di robotica Asratec e a Pia21, produttrice di costumi gonfiabili, e ha progettato la sua prima macchina, HL-ZERO: un robot pneumatico alto circa quattro metri e del peso di circa 200 chilogrammi, con un involucro esterno gonfiato ad aria e mosso da una struttura metallica, presentato nel settembre 2025 all’Expo di Osaka. È inoltre il designer meccanico di DARK MACHINE, un progetto crossmediale incentrato su un gioco eSport con robot giganti. La serie televisiva DARK MACHINE THE ANIMATION, diretta da Kazuo Terada con Taniguchi nel ruolo di produttore creativo, ha debuttato su Fuji TV il 13 ottobre 2026.

HELIOSLIVE presenta HL-ZERO come modello di riferimento: il primo di una linea, non un pezzo unico creato per una fiera. Se il progetto andrà avanti, lo studente di robotica convinto che i robot veri fossero troppo lenti avrà trascorso tre decenni a imparare, disegnando su cartone, esattamente che aspetto dovrebbe avere una macchina di quelle dimensioni. E potrà scoprire quanta parte di quel progetto si riesce davvero a far stare in piedi.

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