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Ginevra Francesconi, l’attrice di Una figlia che il cinema italiano vuole sempre figlia

Penelope H. Fritz
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Ginevra Francesconi
Ginevra Francesconi
Photo: Déluge / CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita22 aprile 2003
Sora, Italia
ProfessioneAttrice
Noto perMy Name Is Vendetta, The Nest, Genitori vs Influencer
PremiNastro d'argento · Premio Kinéo

Contiamo i padri. Francesco Montanari, un vedovo che ha rinunciato alla propria musica perché lei potesse cantare. Fabio Volo, un insegnante di filosofia sconvolto dal fatto che lei voglia diventare un’influencer. Raoul Bova, protagonista di una lunga saga familiare in onda su Mediaset. Alessandro Gassmann, un ex sicario della mafia che la porta in fuga dopo che vecchi nemici sterminano il resto della famiglia. Stefano Accorsi, un vedovo la cui figlia uccide la donna di cui lui ha appena cominciato a innamorarsi. Ginevra Francesconi ha trascorso gran parte della sua carriera sullo schermo nei panni della figlia di qualcuno, e ciò che la rende interessante da seguire è quanto raramente abbia accettato che quel ruolo fosse soltanto di supporto.

Il fenomeno dipende in parte dall’abitudine dell’industria di richiamare il volto che ha conosciuto per primo. È arrivata giovanissima, dopo aver sfilato sulle passerelle per bambini, con una presenza aperta e attenta che i registi hanno continuato ad accostare a quella di un uomo più maturo con qualcosa da nascondere. A cambiare le cose è stato il modo in cui ha affrontato quei ruoli. In Una figlia di Ivano De Matteo, il cui titolo non significa altro che «una figlia», ha trasformato la parte in un atto d’accusa e ha vinto un premio come miglior attrice. Ora Il profilo dell’altra di Francesco Bruni le affida un personaggio il cui legame più importante è con un’altra donna, e il cui pubblico si misura in follower, non in familiari.

Da Sora a Il nido

Sora, la cittadina in provincia di Frosinone dove è nata il 22 aprile 2003, è molto lontana da un set cinematografico. È cresciuta lì, sorella minore di Ludovica Francesconi, anche lei diventata attrice, e dal 2008 al 2014 ha sfilato nelle manifestazioni di moda per bambini. Nel 2014 è arrivato un cortometraggio, Non puoi nasconderti. La televisione l’ha scoperta prima del cinema, con singoli episodi di Che Dio ci aiuti nel 2017 e di Don Matteo l’anno successivo.

Il cinema è arrivato con un horror. Il nido (2019) di Roberto De Feo, una storia gotica ambientata in una villa isolata dove un ragazzo cresce sotto le regole imposte dalla madre, l’ha scelta per il ruolo di Denise e le è valso un premio rivelazione agli RdC Awards. Un anno dopo è stata protagonista di un film. Regina di Alessandro Grande, l’unico titolo italiano in concorso al Torino Film Festival del 2020, l’ha affiancata a Montanari nei panni di una quindicenne che sogna di cantare e cresce con il padre vedovo, finché un incidente non cambia la vita di entrambi. Anche lei aveva quindici anni quando si è presentata ai provini. Ha ammesso di essere «un po’ spaventata» dal ruolo, ha raccontato all’agenzia askanews, perché sentiva di avere «una responsabilità importante».

La commedia di Michela Andreozzi Genitori vs Influencer (2021) ha rimescolato gli stessi elementi. Francesconi interpretava Simone, la figlia sempre attaccata al telefono di un insegnante vedovo interpretato da Volo, e nell’aprile di quell’anno, al talk show di Canale 5 Verissimo, ha chiarito senza giri di parole la distanza tra sé e il personaggio: «Sono molto timida, non mi espongo sui social». Nel 2021 i Nastri d’argento le hanno assegnato il primo Premio Graziella Bonacchi per entrambi i film, nella stessa edizione in cui sua sorella ha ricevuto un premio distinto come giovane attrice. Quell’estate ha anche concluso il liceo scientifico a Sora.

La figlia come atto d’accusa

La televisione l’ha resa un volto familiare in Italia. Nei panni di Sole Borghi in Buongiorno, mamma!, la fiction di Canale 5 con Bova protagonista, è stata parte del prime time italiano dal 2021 al 2025. Netflix l’ha fatta conoscere anche all’estero. In Il mio nome è vendetta (2022) di Cosimo Gomez è Sofia, un’adolescente che scopre che suo padre Santo, interpretato da Gassmann, apparteneva un tempo alla ’ndrangheta e fugge con lui a Milano. Le recensioni di quel thriller, compresa quella di questa rivista, hanno trovato familiare la trama e indicato nel rapporto padre-figlia il motivo per continuare a guardare. La serie gialla di Sky Un’estate fa (2023) l’ha affiancata a Lino Guanciale e Claudia Pandolfi, mentre la storia romantica di Nicola Conversa Un oggi alla volta (2024) l’ha vista recitare accanto al comico Tommaso Cassissa, suo compagno da quando i due si sono conosciuti sul set.

In questa serie di lavori c’è un’insidia, facile da non cogliere proprio perché i ruoli sono ampi. Nel cinema e nella televisione italiani, la parte della figlia è spesso un ruolo di supporto travestito da protagonista. La storia appartiene al senso di colpa del padre e al suo passato sepolto, mentre la ragazza è lì per metterla in moto. Un’attrice può passare anni in ruoli del genere senza che nessuno si accorga che raramente le è stata concessa l’ultima parola. I primi film di Francesconi non sfuggono a questa struttura: alla fine, sia Regina sia Il mio nome è vendetta ruotano attorno a ciò che farà l’uomo.

È con Una figlia che la struttura si spezza. Il film di De Matteo, scritto insieme a Valentina Ferlan e tratto dal romanzo di Ciro Noja Qualunque cosa accade, racconta di Sofia, che in un accesso di rabbia uccide Chiara, la nuova compagna del padre vedovo, e la segue poi in un carcere minorile, mentre Pietro, interpretato da Accorsi, cerca di capire se può ancora essere suo padre. Il film si rifiuta di spiegarla, e Accorsi ha detto che «non ci dà risposte». Francesconi interpreta il silenzio, non il rimorso, e lascia così al pubblico il compito di mettersi nei panni del padre. È uscito nelle sale italiane nell’aprile 2025, dopo la première al festival Bif&st di Bari, e alla fine di quell’estate, durante la Mostra del cinema di Venezia, il Premio Kinéo l’ha premiata come miglior attrice protagonista.

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Nello stesso anno è arrivato Squali di Daniele Barbiero, tratto dal romanzo di Giacomo Mazzariol, in cui interpreta Anna accanto a Lorenzo Zurzolo e James Franco, oltre alla serie RaiPlay Tutta scena. Nel gennaio 2026 Rai 1 ha iniziato a trasmettere Prima di noi, adattamento del romanzo multigenerazionale di Giorgio Fontana diretto da Daniele Luchetti e Valia Santella, con Francesconi nel ruolo di Diana Sartori negli ultimi tre episodi.

Il profilo dell’altra, tratto dal romanzo di Irene Graziosi e in arrivo nelle sale italiane questo autunno per Vision Distribution, la affianca a Pilar Fogliati. Fogliati interpreta Antonia, una scrittrice trentenne che ha smesso di pubblicare dopo un esordio acclamato e ora serve ai tavoli a Milano. Francesconi è Cecilia, diciottenne di una ricca famiglia milanese con milioni di follower e una nonna severa ed elegante che ne supervisiona l’ascesa. A cinque anni di distanza dal ruolo di una ragazza che voleva diventare influencer, ne interpreta una che lo è già. Tanto tornano tutti di Conversa, che la riunisce a Cassissa, è in post-produzione. La domanda che il film di Bruni le pone è quella attorno a cui la sua carriera gira da un decennio: cosa fa quando nell’inquadratura non c’è più nessun padre.

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