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Ella Rumpf, l’attrice che il cinema continua a scoprire

Penelope H. Fritz
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Ella Rumpf
Ella Rumpf
Photo: Quejaytee / CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita4 febbraio 1995
Paris, France
ProfessioneAttrice
Noto perRaw – Una cruda verità, Il teorema di Margherita, Contro l'ordine divino
PremiCésar · Lumière Award for Best Female Revelation · Swiss Film Award for Best Actress · European Shooting Star, Berlinale

Nella carriera di Ella Rumpf c’è un curioso errore di calcolo. È diventata un volto impossibile da dimenticare per il pubblico dei festival grazie al ruolo della sorella maggiore in Raw – Una cruda verità di Julia Ducournau: è lei a insegnare alla sorella vegetariana come mordere. Eppure, per anni, è stata presentata come una rivelazione: un nome nella lista delle promesse dell’Académie des César, una European Shooting Star alla Berlinale, una dei giovani talenti da tenere d’occhio per Unifrance. Quando è arrivato il César come migliore promessa femminile, il premio ha riconosciuto un’interpretazione lontanissima dalle ragazze ferine che l’avevano fatta conoscere, ed è andato a un’attrice che aveva già lavorato in quattro lingue. La domanda che oggi pone la sua carriera è chi diventerà, ora che l’industria ha smesso di considerarla una novità.

Suo padre, svizzero, aveva lasciato gli studi di ingegneria civile a Zurigo per studiare filosofia alla Sorbona, dove aveva conosciuto la madre francese di Ella. Poco dopo la nascita della figlia a Parigi, la famiglia si era trasferita a Zurigo, nel quartiere di Oberstrass, dove il padre lavorava come psicoterapeuta. È cresciuta parlando come lingue madri lo svizzero tedesco e il francese. In una scuola Steiner, da giovanissima, ottenne la parte di Giulietta; poco dopo, la regista tedesca Friederike Jehn la scelse per Draussen ist Sommer. Quell’esperienza la portò a Londra, al Giles Foreman Centre for Acting.

La prima immagine che il pubblico ha conservato dell’attrice, nata a Parigi il 4 febbraio 1995 e formatasi a Londra tra il 2013 e il 2015, è quella della sua testa rasata. In Chrieg di Simon Jaquemet ha interpretato Ali, un’adolescente dura e indomabile, ruolo che le è valso una candidatura allo Swiss Film Award come miglior attrice non protagonista. In Raw – Una cruda verità, vincitore del premio FIPRESCI a Cannes e del Sutherland Trophy a Londra, era Alexia, la studentessa di veterinaria che introduce la sorella, interpretata da Garance Marillier, a un appetito che nessuna delle due riesce a controllare. In Tiger Girl di Jakob Lass, girato secondo le regole FOGMA del regista, con gran parte dei dialoghi improvvisati, ha interpretato il ruolo principale: una donna berlinese con una mazza da baseball e nessuna intenzione di chiedere il permesso, al fianco di Maria Dragus. Il film è stato presentato nella sezione Berlinale Special. Nella stessa stagione ha interpretato la ribelle Hanna in Contro l’ordine divino di Petra Volpe, candidato svizzero agli Academy Awards.

La fase successiva è stata all’insegna della versatilità. In Sympathie pour le diable di Guillaume de Fontenay, ambientato durante l’assedio di Sarajevo, ha interpretato Boba accanto a Niels Schneider, nei panni del reporter di guerra Paul Marchand. Il ruolo le ha fruttato il premio del pubblico al Festival Jean Carmet di Moulins e, nel 2020, il riconoscimento European Shooting Star, assegnato da una giuria che ne ha lodato la versatilità camaleontica. Nello stesso anno è stata Fleur Salomé, una giovane medium ungherese, nella serie Netflix e ORF Freud, che ha aperto la sezione Berlinale Series. In Lindenberg! Mach dein Ding ha interpretato Susanne, il primo amore di Udo Lindenberg che il musicista ha immortalato nella canzone «Cello»; per Soul of a Beast di Lorenz Merz ha ottenuto una candidatura allo Swiss Film Award come miglior attrice.

Anche la televisione anglofona l’ha chiamata, ma sempre ai margini della scena. Ha interpretato la Contessa in due episodi della terza stagione di Succession, Polina in nove episodi di Tokyo Vice, al fianco di Ansel Elgort e Rachel Keller, ed Eurydice in «The Song of Orpheus», un singolo episodio della seconda stagione di The Sandman.

La svolta è arrivata in francese e nel silenzio. In Il teorema di Margherita di Anna Novion, presentato a Cannes nel 2023, Rumpf interpreta una dottoranda in matematica all’École normale supérieure, impegnata a lavorare sulla congettura di Goldbach sotto la guida di un professore interpretato da Jean-Pierre Darroussin. La sua vita va in pezzi quando nella tesi viene scoperto un errore. Niente mazza, niente sangue, niente testa rasata: soltanto una giovane donna che ragiona per dimostrazioni e deve imparare a vivere anche al di fuori di esse. Nel 2024 il ruolo le è valso il César come migliore promessa femminile, il premio Lumière come migliore rivelazione femminile e lo Swiss Film Award come miglior attrice.

Quel César è anche la prova più rivelatrice di come l’industria l’abbia considerata. Era già comparsa nella lista ristretta delle rivelazioni dell’Académie per Raw – Una cruda verità, sette anni prima, e il premio è arrivato soltanto a 29 anni, dopo oltre un decennio di lavoro. L’etichetta di promessa l’ha accompagnata perché i suoi ruoli migliori continuavano ad arrivare in film a loro volta considerati delle scoperte: opere prime e titoli da festival, più che film commerciali capaci di consolidare una posizione. Il suo lavoro in lingua inglese non ha cambiato le cose: tre serie, tutte con ruoli secondari. E la prima serie di donne selvagge e fisiche rischiava di trasformarsi in un’etichetta; ci è voluto un ruolo costruito sulla quiete per mostrare che quell’intensità era una scelta, non un registro obbligato.

Dopo il César, ha continuato a scegliere esordienti. Nell’opera prima di Alice Douard, Love Letters, selezionata per la Semaine de la Critique di Cannes nel 2025, interpreta Céline, che nel 2014, poco dopo che la Francia ha aperto il matrimonio alle coppie dello stesso sesso, deve adottare la figlia che la moglie Nadia, interpretata da Monia Chokri, porta in grembo e raccogliere quindici testimonianze per dimostrare che sarà una buona madre. In Couture di Alice Winocour, presentato in anteprima a Toronto e arrivato nelle sale francesi nel febbraio 2026, è Angèle, una truccatrice impegnata alle sfilate della settimana della moda di Parigi che vorrebbe scrivere. È la voce narrante di una delle tre storie del film, accanto ad Angelina Jolie e Anyier Anei. Nell’opera prima greco-svizzera di Harry Lagoussis, Novak, interpreta Louise, accanto a Zlatko Burić nei panni di un neuroscienziato anziano.

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La più recente di queste opere prime è L’Espèce explosive di Sarah Arnold, uscita in Francia il 7 ottobre 2026 dopo l’anteprima alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes, dove ha ottenuto l’Europa Cinemas Label. In un angolo della Francia nord-orientale, dove i cinghiali hanno messo gli agricoltori contro i cacciatori, Rumpf interpreta Stéphane, la nuova psicologa della gendarmeria, accanto all’investigatore appena trasferito interpretato da Alexis Manenti.

La prossima uscita cambia scala. Jupiter di Alexandre Smia, presentato fuori concorso a Venezia a settembre, arriverà nelle sale francesi il 18 novembre 2026: un thriller su una crisi nucleare ambientato nel bunker sotto l’Eliseo, con Denis Ménochet, André Dussollier, Reda Kateb e Dominique Blanc, in cui Rumpf interpreta una consigliera diplomatica. Screen Daily ha giudicato il film teso, ma povero di sfumature. Poi farà ritorno in Svizzera, percorrendo la strada più lunga possibile. A ottobre, Variety ha riferito che Andrea Štaka l’ha scelta per Ibicaba: O Paraíso Prometido, adattamento del romanzo di Eveline Hasler sugli emigranti svizzeri nelle piantagioni di caffè brasiliane. Rumpf interpreterà una madre single che nel 1855 lascia la Svizzera in cerca di opportunità, accanto a Júlio Andrade e Ana Flávia Cavalcanti. È il ruolo principale in una storia che parla del suo paese, e nessuno potrà definirla una scoperta.

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