Musica

Eddie Kramer, il tecnico del suono che remixa ancora la storia del rock che ha registrato

Penelope H. Fritz
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Eddie Kramer
Nascita19 aprile 1942
Cape Town, South Africa
ProfessioneTecnico del suono, produttore discografico
PremiPremi0 Emmy per Miglior Mixaggio Sonoro per Programmi Non Fiction

Ogni pochi anni qualcuno consegna a Eddie Kramer una scatola di nastri che ha già ascoltato. Questo autunno tocca ai KISS: sono le registrazioni multitraccia realizzate in un teatro con il palco al centro, a Nanuet, nello Stato di New York, che Kramer ha remixato per un cofanetto celebrativo del 50º anniversario. Prima c’era stato Jimi Hendrix, ancora e ancora. La domanda che accompagna Kramer è quella che i suoi dischi più famosi sembravano voler tenere nascosta: quanta parte di quel suono che il pubblico considera dal vivo, ruvido o incontaminato è stata costruita in seguito, da un uomo alla console intento a decidere come avrebbe dovuto suonare la musica?

È originario di Città del Capo, dove nacque da Sonny e Minna Kramer, genitori appassionati d’arte e di musica, contrari all’apartheid, che per ragioni politiche lasciarono il Sudafrica per trasferirsi a Londra. A quattro anni aveva già iniziato a studiare pianoforte classico e proseguì gli studi al South African College of Music, prima che il jazz e il rock lo conquistassero, con grande disappunto del padre. Raggiunse i genitori a Londra a 19 anni e cominciò a registrare gruppi jazz in uno studio casalingo con attrezzature rudimentali, mentre si guadagnava da vivere installando impianti hi-fi in mobili d’antiquariato.

Nel 1962 iniziò a lavorare in studio agli Advision e l’anno dopo passò alla Pye, dove assistette alle sessioni dei Kinks, dei Searchers e di Petula Clark. Nel 1967 era agli Olympic Studios, che accolsero i Beatles quando la loro sala abituale alla EMI non era disponibile: lì curò la registrazione di «Baby, You’re a Rich Man» e «All You Need Is Love», lavorò a Mr. Fantasy dei Traffic e avviò la collaborazione destinata a definirne la carriera. Per Are You Experienced, Axis: Bold as Love ed Electric Ladyland, Hendrix gli dava indicazioni usando i colori. «Fallo suonare verde» significava, in pratica, aggiungere riverbero.

Nel 1968 Kramer si trasferì a New York, soprattutto per continuare a lavorare con Hendrix; l’estate successiva, lui e la sua squadra registrarono il suono del festival di Woodstock. Fu anche l’ingegnere del suono di Led Zeppelin II, la cui produzione era accreditata a Jimmy Page. I due lo mixarono in una maratona di due giorni e Kramer in seguito descrisse il passaggio centrale di «Whole Lotta Love» come un momento in cui loro due «volavano qua e là su una piccola console, girando ogni manopola conosciuta dall’uomo». Lavorò poi a Houses of the Holy, oltre che a sessioni confluite in seguito in Physical Graffiti, e all’album dal vivo The Song Remains the Same.

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Il progetto che avrebbe dovuto coronare gli anni con Hendrix finì per segnare una svolta. Kramer contribuì a convincere Hendrix a trasformare il Generation, un nightclub ormai chiuso del Greenwich Village, in uno studio di registrazione, e progettò gli Electric Lady Studios insieme all’architetto John Storyk, assecondando i gusti del chitarrista fin nei dettagli: finestre rotonde e illuminazione colorata. Hendrix vi registrò per circa dieci settimane. La loro ultima sessione di missaggio si tenne il 24 agosto 1970, la festa d’inaugurazione due giorni dopo; circa tre settimane più tardi, Hendrix era morto. Kramer rimase alla guida del reparto tecnico fino al 1974 e, nel frattempo, produsse l’album di debutto di Carly Simon, Carly Simon.

Nel 1973 un gruppo newyorkese in difficoltà registrò con lui un demo di cinque brani agli Electric Lady e poco dopo firmò un contratto con la Casablanca Records. Due anni più tardi i Kiss chiesero a Kramer di produrre un doppio album dal vivo. Alive! fu la svolta commerciale della band e le regalò il primo singolo di successo, «Rock and Roll All Nite». Kramer produsse poi Rock and Roll Over, Love Gun, Alive II e, molti anni dopo, Alive III; fu inoltre coproduttore dell’album solista omonimo di Ace Frehley del 1978, Ace Frehley, che conteneva il successo «New York Groove». A proposito di Love Gun, racconta che fu lui a suonare il piano in «Christine Sixteen», mentre Gene Simmons gli stava alle spalle intimandogli di «suonare come un Neanderthal».

Quella svolta è anche la prova più evidente di quanto sia infondato il mito legato al suo nome. I nastri dei concerti di Alive! erano grezzi, con accordi sbagliati e microfoni mancati; per settimane la band registrò di nuovo chitarre e voci agli Electric Lady. A quanto si dice, solo la batteria di Peter Criss rimase intatta e Kramer assemblò il rumore del pubblico prendendolo da diversi concerti. I Kiss lo negarono per anni. Kramer, a quanto pare, non se ne è mai preoccupato: «Chi se ne importa se è stato sovrainciso? L’energia si sente comunque». Quando gli Anthrax lo chiamarono per Among the Living, nel 1987, proprio perché da adolescenti Alive! era sembrato loro così autenticamente dal vivo, rifiutarono il suo primo mix, carico di effetti e riverbero, e gli chiesero di asciugarlo. In seguito Kramer definì il missaggio «conflittuale». L’ingegnere celebrato per aver catturato le esibizioni è sempre stato, altrettanto, un artefice di performance credibili; il confine tra restaurare una registrazione e riscriverla è un confine che ha attraversato in entrambe le direzioni.

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La stessa tensione attraversa il suo incarico più duraturo. Dagli anni Settanta agli anni Novanta, le registrazioni inedite di Hendrix furono gestite dal produttore Alan Douglas, le cui compilation cancellavano le parti suonate da Mitch Mitchell, Billy Cox e Buddy Miles per sostituirle con quelle di musicisti ingaggiati in studio. Dopo che la famiglia di Hendrix riottenne i diritti nel 1995, Kramer divenne coproduttore delle uscite dell’eredità artistica del musicista. Per First Rays of the New Rising Sun, nel 1997, tornò ai nastri master originali e ordinò i brani seguendo gli appunti dello stesso Hendrix; Robert Christgau definì il risultato una reinterpretazione, da parte di Kramer, del doppio album che Hendrix aveva progettato: una descrizione calzante di ciò che è qualsiasi disco postumo. Valleys of Neptune, People, Hell and Angels e il cofanetto del 2024 Electric Lady Studios: A Jimi Hendrix Vision hanno dato ulteriore seguito a questo lavoro.

Fuori dagli archivi ha prodotto Slippin’ In di Buddy Guy, vincitore del Grammy per il miglior album blues contemporaneo, ha scritto insieme a John McDermott Hendrix: Setting the Record Straight e nel 2014 ha vinto un Primetime Emmy per il missaggio musicale del documentario di American Masters Jimi Hendrix: Hear My Train a Comin’. Le sue fotografie scattate durante quelle sessioni sono state esposte dalla Morrison Hotel Gallery di Manhattan fino alla Rock and Roll Hall of Fame, mentre l’azienda audio Waves ha messo in vendita plug-in pensati per imitare le sue abitudini alla console.

A 84 anni è ancora al banco di missaggio. Il suo nuovo mix stereo di Rock and Roll Over, realizzato a partire dai nastri multitraccia analogici originali, è il fulcro dell’edizione super deluxe pubblicata da UMe, insieme ai suoi nuovi mix dei primi concerti della band in Giappone, al Nippon Budokan. Il primo assaggio, il suo mix del 2026 di «Mr. Speed», abbinato a una versione inedita di «Hard Luck Woman» registrata durante una sessione, è uscito il 16 ottobre, a un anno esatto dalla morte di Frehley. L’etichetta presenta il nuovo mix come un suono rock più moderno: proprio la questione che i fan si porranno, chiedendosi se un produttore che torna sul proprio disco lo migliori o smussi quel ruvido impatto da sala prove che amavano. A maggio Kramer si è seduto con Rick Beato per una lunga conversazione sulla registrazione delle band che lo hanno reso famoso.

Il cofanetto esce il 6 novembre, cinque giorni prima che Rock and Roll Over compia 50 anni. Ancora una volta sarà Kramer a decidere come suona una performance del 1976, proprio come fece nel 1976.

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