Cinema

Totally Killer: uno slasher sui viaggi nel tempo, ricco di ironia

Martin Cid
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La scena iniziale di Totally Killer è una vera bomba: Jamie Hughes, interpretata da Kiernan Shipka, si aggira a occhi sgranati e senza fiato in un centro commerciale illuminato al neon, immerso nell’eccesso pastello degli anni Ottanta. La sua felpa con cappuccio, decisamente contemporanea, stona con tutto ciò che la circonda. È un momento che definisce subito il tono della commedia horror elegante e consapevole di Nahnatchka Khan: un film che conosce a fondo i cliché del genere e non ha paura di giocarci. L’idea di partenza è brillante: dopo che sua madre Pam (Olivia Holt) viene uccisa dal famigerato «Sweet Sixteen Killer», Jamie viaggia accidentalmente indietro nel tempo per fermare gli omicidi prima che avvengano. Il film sfrutta a fondo l’ambientazione anni Ottanta, dalla colonna sonora dominata dai sintetizzatori alla moda e alle convenzioni dello slasher dell’epoca.

La regia di Khan è insieme giocosa e precisa. Con mano sicura, la regista dosa gli elementi comici e horror, facendo in modo che nessuno dei due prevalga sull’altro. Il viaggio nel tempo aggiunge un’interessante dimensione alla classica trama slasher e apre la strada a svolte e colpi di scena creativi. Il ritmo è generalmente solido: ogni atto costruisce su quello precedente, facendo crescere la tensione.

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Shipka offre un’interpretazione in cui la sincerità si accompagna a un’ironia tagliente, rendendo le disavventure della sua protagonista, spaesata in un mondo che non le appartiene, divertenti e in cui è facile riconoscersi. Holt, dal canto suo, brilla nei panni della giovane Pam: la sua interpretazione unisce vulnerabilità e determinazione, dando solidità al nucleo emotivo del film. La chimica fra Shipka e Holt è evidente e aggiunge ulteriore profondità al rapporto tra madre e figlia.

Il punto di forza di Totally Killer è la miscela di umorismo e horror. La comicità è spesso consapevole e ironizza sui cliché degli slasher, senza rinunciare a spaventi autentici. Una sequenza particolarmente riuscita vede Jamie infiltrarsi a una festa organizzata da Tiffany (Liana Liberato): la tensione sale quando Jamie capisce di non poter impedire l’attacco dell’assassino. La scena è costruita con grande attenzione ai dettagli, dalle luci tremolanti al modo in cui la macchina da presa indugia sulla sagoma in ombra dell’assassino prima che colpisca. È un momento in cui suspense e umorismo nero trovano un equilibrio perfetto, cifra distintiva del tono del film.

La struttura, però, inciampa nel terzo atto. La rivelazione dell’identità dell’assassino — e il successivo colpo di scena che introduce un secondo killer — appare frettolosa e contorta. Quella che era una storia compatta e piena di suspense si fa confusa, appesantita da troppe rivelazioni e da fili narrativi lasciati in sospeso. La risoluzione emotiva è soddisfacente, ma non colpisce quanto dovrebbe, perché il film fatica a ricomporre in modo ordinato tutti gli elementi della trama.

Dal punto di vista visivo, Totally Killer è una festa per gli occhi. La scenografia ricrea alla perfezione l’estetica degli anni Ottanta, dai colori vivaci alla tecnologia rétro. Merita una menzione anche il sound design: la colonna sonora intensifica con efficacia sia gli elementi comici sia quelli horror. Alcuni effetti CGI, però, soprattutto nelle sequenze di viaggio nel tempo, sembrano un po’ datati e rischiano di distrarre lo spettatore.

I temi del rapporto tra madre e figlia e della redenzione sono affrontati con sensibilità e sfumature. Il percorso di Jamie non consiste soltanto nel fermare un assassino: la protagonista deve anche capire il passato di sua madre e perdonarla per i suoi errori. Questo nucleo emotivo dà profondità a quello che avrebbe potuto essere un semplice slasher costruito secondo una formula.

Totally Killer piacerà tanto agli appassionati di commedie horror quanto a chi ama le storie sui viaggi nel tempo. Non reinventa la ruota, ma propone una rilettura fresca del genere slasher, arricchendolo con avventure temporali e una buona dose di umorismo. La combinazione di generi rende il film una proposta originale nel panorama della commedia horror, distinguendolo da titoli più tradizionali come Happy Death Day e Freaky.

Nel confronto con gli altri film del genere, Totally Killer regge bene il paragone. Non raggiunge le vette di Parasite o Past Lives, ma si ritaglia uno spazio tutto suo grazie a un’idea di partenza brillante e a interpretazioni solide. La consapevolezza di sé e la voglia di giocare con le convenzioni del genere rendono il film una delle proposte più interessanti del sottogenere horror-comedy.

In definitiva, Totally Killer è un viaggio divertente, anche se imperfetto. Non reinventa la ruota, ma propone una rilettura fresca del genere slasher, arricchendolo con avventure temporali e una buona dose di umorismo.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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