Cinema

Una produttrice di «Nuovo Cinema Paradiso» punta tutto su «Ayla» per una sola sera a Londra

Nathania Ong guida un concerto semiscenico di una sola sera del nuovo musical di Romagnoli e Cucchiara al The Other Palace
Martha Lucas
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Il teatro musicale ha spesso lasciato che una partitura vivesse prima come disco, chiedendosi solo in un secondo momento se fosse in grado di reggere una sala. AYLA: A New Musical ha percorso quella strada con una pazienza insolita. Giovanna Romagnoli, tra i produttori di Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, e il compositore Gianluca Cucchiara lo hanno costruito nell’arco di diversi anni, tra laboratori, letture, concerti e registrazioni. Il passo successivo è un unico concerto in forma semiscenica a Londra, con Nathania Ong nel ruolo del titolo e una band di quattro elementi alle spalle.

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La premessa è una favola asciutta, senza imbottiture. In un futuro in cui l’agonia del mondo naturale ha diviso le comunità attraverso la paura e la lotta per la sopravvivenza, una giovane donna deve scegliere tra accettare il mondo che ha ereditato e trovare il coraggio di cambiarlo. Lo slogan della produzione lo dice in modo ancora più stringato: quando il mondo ha perso il suo fuoco, lei ha trovato il proprio.

Glass frontage of the St James Theatre on Palace Street in London, now The Other Palace
The Palace Street frontage of the venue now known as The Other Palace, photographed in 2015 under its former St James Theatre name. Photo: Alan Myers via Wikimedia Commons, CC BY 2.0

Il cast sembra un appello dei protagonisti recenti del West End. Ong, già Éponine in Les Misérables ed Eliza in Hamilton, è Ayla. Djavan van de Fliert, Kristoff in Frozen, interpreta Mohr. La cantautrice Arlissa, la cui «Hearts Ain’t Gonna Lie» ha superato i 100 milioni di stream su Spotify, è Sindah. Astrid Harris, attualmente Céline Dion in Titaníque al Criterion Theatre, è Tonah. Glenn Adamson, Strat in Bat Out of Hell, è Rooh, e Jonathan Andrew Hume, Simba in Il re leone, è Crohm. Il resto del cast deve ancora essere annunciato.

La squadra autoriale segue una ripartizione classica: testi di Andrew James Whelan, libretto di Clive Frayne, drammaturgia di Michael Conley e soggetto originale di Tony Cucchiara. La regia è affidata a Eleesha Drennan, coreografa che tra i suoi crediti annovera la supervisione delle coreografie di ABBA Voyage. Per una serata semiscenica è una scelta eloquente: quando la scenografia è ridotta al minimo, è il movimento a dover sostenere l’architettura di ogni scena.

Il luogo si presta all’esperimento. The Other Palace, in Palace Street, si presenta come una casa per la scoperta e lo sviluppo di nuovo teatro, con letture all’ora di pranzo, un podcast su come si costruisce un musical e una borsa di sviluppo. La storia dell’edificio, così come la racconta il teatro stesso, va dalla Charlotte Chapel del 1766 al Westminster Theatre del 1931, e nel 2021 è stato acquisito da Bill Kenwright Ltd. È lì che Heathers ha mosso i primi passi nel Regno Unito, prima di approdare nel West End.

Il concerto si terrà il 30 novembre 2026 nella sala principale (Main House) e durerà 1 ora e 50 minuti, intervallo compreso, con biglietti a partire da £25. La produzione avverte che lo spettacolo tocca temi come il conflitto, la guerra, la morte e la perdita, e prevede musica ad alto volume, luci lampeggianti, nebbia artificiale e fumo. L’appuntamento arriva dopo il concept album, uscito a giugno e registrato a Londra con Ong, van de Fliert e Arlissa tra le voci, e dopo un precedente concerto in forma scenica al Lilian Baylis Studio del Sadler’s Wells.

Una sola sera è una tenitura breve per uno spettacolo che ha richiesto anni di lavoro. Per una partitura che finora ha vissuto soprattutto nelle cuffie, è anche la prima vera prova per capire se la storia regge il passaggio al palcoscenico.

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