Cinema

Heartstopper Forever su Netflix chiude la storia di Nick e Charlie con un film, non una quarta stagione

Liv Altman

Heartstopper è stata la serie che ha deciso che una storia d’amore adolescente tra due ragazzi non aveva bisogno di una tragedia per giustificarsi. In tre stagioni Nick Nelson e Charlie Spring si sono innamorati, si sono raccontati alle persone che contavano, hanno vacillato e hanno resistito, e la cosa peggiore che la serie abbia fatto loro è stata farli aspettare. Quella dolcezza non era un caso di tono: era l’argomento intero, una risposta a decenni di storie in cui essere giovani e queer significava pagarne il prezzo.

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Heartstopper Forever chiude la storia come lungometraggio e non come quarta stagione. Il film adatta il sesto e ultimo volume dei graphic novel di Alice Oseman insieme al suo racconto «Nick and Charlie», il capitolo in cui la certezza della coppia incontra la minaccia più comune di ogni romanzo di formazione: il calendario. La scuola finisce, l’università si avvicina e la domanda non è più se Nick e Charlie si amino, ma se quell’amore sopravviva a due città diverse.

Ecco perché il cambio di formato conta, ed è la prova più dura della serie. Una serie può tenere una storia d’amore sospesa in un presente tiepido quasi all’infinito; un finale deve lasciar correre il tempo. Oseman, che ha creato l’opera e ne firma la sceneggiatura adattando le proprie pagine, affida la conclusione a un nuovo regista, Wash Westmoreland, le cui Colette e Still Alice ruotavano attorno a persone che negoziano la propria identità contro l’orologio. Sostituisce il regista della serie, Euros Lyn, e la scelta annuncia un registro più cinematografico per l’addio.

È qui che Heartstopper si misura con la propria genealogia. La tv per adolescenti britannica ha una lunga memoria della crudeltà, dalle overdose di Skins alle umiliazioni comiche di Sex Education, e Heartstopper è stata la correzione consapevole, più vicina a Young Royals o a Tuo, Simon: il queer filmato come un primo amore e non come una ferita. Il rischio di ogni finale è che chieda una posta in gioco, e la posta più facile è il dolore. Il vero compito del film è chiudere la porta senza rompere ciò che rendeva la serie diversa.

Il cast che torna porta questa storia sul volto. Kit Connor e Joe Locke sono cresciuti dentro questi ruoli sotto gli occhi di tutti, come il pubblico che ha iniziato a guardarli a quattordici anni. Tornano Yasmin Finney, William Gao, Corinna Brown, Kizzy Edgell, Tobie Donovan e Rhea Norwood come il gruppo di amici che ha sempre contato quanto la coppia. Un cambiamento peserà ai più fedeli: Olivia Colman non torna nei panni di Sarah, la madre di Nick, e il ruolo passa ad Anna Maxwell Martin.

Heartstopper Forever
Heartstopper Forever. Photo: Samuel Dore/Netflix

Ciò che un finale costruito sulla gentilezza non può restituire è la sospensione stessa. Il piacere di Heartstopper stava nella sensazione che quei personaggi avessero tutto il tempo del mondo; crescere è scoprire che il tempo correva da sempre. Resta da vedere se una storia così votata alla dolcezza possa reggere quest’addio senza tradire ciò che la rendeva unica.

Heartstopper Forever dura 111 minuti, prodotto da See-Saw Films, e arriva in tutto il mondo su Netflix il 17 luglio, con Derek Jacobi ed Eddie Marsan tra i nuovi volti.

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