Cinema

Break Free, la commedia dello yakuza che diventa virale ballando, chiude il festival di Lund

Il film di Yu Nakamoto con Akito Fujii, successo di Fantasia, debutta in Europa come titolo di chiusura del festival svedese
Camille Lefèvre
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Il cinema di yakuza scrive il proprio necrologio da mezzo secolo. I film cavallereschi della Toei hanno lasciato il posto alle cronache insanguinate di tradimenti di Kinji Fukasaku; Takeshi Kitano ha lasciato i suoi gangster ad ammazzare il tempo con giochi in spiaggia in attesa della morte; Yakuza and the Family di Michihito Fujii ha mostrato clan strangolati dalle ordinanze antimafia e uomini ridotti a paria. Break Free di Yu Nakamoto riprende quell’elegia esattamente dove si interrompe, e le risponde con un passo di danza.

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La premessa è aritmetica di genere vista di sbieco. Kunio, interpretato da Akito Fujii, è il picchiatore di punta del clan Mikami, una famiglia all’antica superata da rivali moderni, stretta da nuove leggi e, in breve, al verde. Quando una ragazza lo riprende mentre affronta un passante arrogante, la regola che vieta di toccare i civili lo costringe a improvvisare: al posto di un pestaggio, una danza minacciosa e surreale. Il video esplode su TikTok. Il suo boss, prima umiliato, poi conta le visualizzazioni e vede un affare, e Kunio finisce iscritto alla scuola di un’ex ballerina professionista, dove deve nascondere il suo vero mestiere.

Ciò che solleva l’idea al di sopra dello sketch è quello che dice sul corpo del genere. Il cinema di yakuza è sempre stato una coreografia: l’inchino rituale, la lama sguainata, il rito del dito mozzato. Nakamoto, che firma anche la sceneggiatura, si limita a rendere letterale il sottotesto. Il suo lungometraggio precedente, The Slit-Mouthed Woman Rises, attingeva a una delle leggende metropolitane più tenaci del Giappone; qui scambia il terrore con il ritmo. Fantasia, dove il film ha avuto la prima nordamericana nella sezione Horizon, lo ha definito uno dei film più divertenti dell’anno, lodandone il ritmo perfettamente controllato e segnalando Fujii, noto agli appassionati di genere per Baby Assassins: 2 Babies, per una prova comica costruita su un uomo che reprime la voglia di menare le mani.

Il Lund Fantastic Film Festival, il festival svedese del cinema fantastico, si svolge dal 28 ottobre al 4 novembre e ha scelto Break Free come film di chiusura. La prima europea è in programma il 4 novembre al cinema Kino di Lund. Nell’annuncio, il festival lo presenta come uno scontro divertente ed energico tra tradizione yakuza, danza e amicizia, sul trovare una nuova direzione quando meno te lo aspetti. Il film, una produzione giapponese di 104 minuti, è anche in gara nel Concorso internazionale.

Festivalgoers walking into the Kino cinema in Lund past a Lund Fantastic Film Festival banner
Photo: Jimmy Seiersen, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

La serata si apre con Mom Says This, Dad Says That, cortometraggio della regista di base a Lund LéaCati Vallier: una voce locale ha la prima parola prima che il gangster venuto da lontano scenda in pista.

Per un festival fatto di mostri, fantasmi e perturbante, è un’ultima immagine perfetta: il rito più antico del genere, la minaccia, provato fino a diventare spettacolo, e forse una via d’uscita.

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