Cinema

Qualcosa è cambiato, la commedia che ha vinto due Oscar senza rendere simpatico il suo protagonista

Martha Lucas

Una commedia romantica dovrebbe darti qualcuno di cui innamorarti. Qualcosa è cambiato si apre, più o meno, con un uomo che butta un cagnolino nello scivolo dell’immondizia. Che Melvin Udall — bigotto, recluso, romanziere con un disturbo ossessivo-compulsivo — finisca il film come qualcuno che si desidera davvero veder amato è tutto il trucco del film di James L. Brooks, e il motivo per cui conserva tanto calore quasi trent’anni dopo.

Il motore sono tre persone che non hanno alcun motivo di aggiustarsi la vita a vicenda. Il Melvin di Jack Nicholson, l’esausta cameriera Carol Connelly di Helen Hunt e il pittore ferito e gentile Simon Bishop di Greg Kinnear si girano attorno per qualche isolato di Manhattan finché le loro solitudini separate non si scontrano e formano qualcosa di simile a una famiglia. Mettili insieme e hai una delle commedie americane meglio recitate e più citate degli anni Novanta.

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La premessa

Melvin scrive romanzi rosa di grande successo e non sopporta nessun essere umano. Mangia sempre allo stesso tavolo, si porta le proprie posate di plastica e insulta chiunque gli capiti a tiro. Poi il suo vicino gay, Simon, viene pestato quasi a morte durante una rapina, e Melvin è costretto a badare al grifone di Bruxelles dell’uomo, Verdell. Il cane è il cuneo.

Attraverso quel piccolo favore poco dignitoso, Melvin viene spinto — controvoglia — nelle vite di Carol, l’unica cameriera che ancora lo serve, e di Simon, la cui carriera e la cui sicurezza sono a pezzi. Il film si limita a osservare un uomo che reimpara a stare in una stanza con altre persone.

Jack Nicholson e Helen Hunt in Qualcosa è cambiato (1997)
Qualcosa è cambiato (1997)

La classica commedia di costume di Brooks

Brooks, che ha costruito la carriera sulla comicità televisiva più umana e che più tardi avrebbe contribuito a creare I Simpson, lo gira come una pièce teatrale nel senso migliore: stanze, tavoli, soglie, due persone e un problema. Non c’è nulla di vistoso nella fotografia di John Bailey o nella partitura leggera e discreta di Hans Zimmer: il mestiere è tutto nel ritmo e nella scrittura.

La sceneggiatura di Mark Andrus e James L. Brooks funziona come un orologio svizzero, ogni scena piazza una piccola carica che esplode due scene dopo, e regala a Nicholson alcuni degli insulti più memorabili della commedia di studio moderna.

Due Oscar, e perché sono meritati

L’Academy ha dato a Nicholson l’Oscar come miglior attore e a Hunt quello come miglior attrice, e per una volta la doppietta è difficile da contestare. Nicholson recita la crudeltà come un’armatura e la lascia incrinarsi millimetro per millimetro: il celebre “mi fai venire voglia di essere un uomo migliore” colpisce proprio perché ha passato due ore a rifiutare ogni nota più tenera.

Hunt gli tiene testa senza una sola scena a effetto, ancorando tutto alla stanchezza di una madre che lavora. Kinnear, candidato all’Oscar per la parte, è la terza gamba silenziosa, che assorbe l’omofobia di Melvin e a poco a poco la disinnesca. In tutto il film ha raccolto sette candidature agli Oscar e tre Golden Globe.

Ciò che azzecca e ciò che gioca sul sicuro

Non è un film audace. Roger Ebert ammirava i dialoghi e l’osservazione, ma notò che Brooks “non è del tutto disposto a seguirli lungo strade non convenzionali”: le asperità della malattia mentale, del pregiudizio e della classe sociale vengono smussate verso un finale rassicurante. A una storia d’amore tra un misantropo sessantenne e una cameriera che ha la metà dei suoi anni si chiede più di quanto possa del tutto reggere. È cibo per l’anima fatto con vero mestiere, non un film che voglia metterti a disagio.

Il verdetto

Ciò che resta è la recitazione e il dialogo. Poche commedie concedono a due interpreti tanto spazio e li guardano riempirlo così pienamente, e poche sono così sicure che un uomo antipatico, scritto senza scuse, possa comunque meritarsi un lieto fine. Gioca sul sicuro, ma lo fa magnificamente: Qualcosa è cambiato resta uno dei veicoli per star più caldi e taglienti del suo decennio.

Regia

James L. Brooks

James L. Brooks

Cast

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