Cinema

Lionsgate apre un casting mondiale per il Team 7 di «Naruto» e scommette sulla fedeltà più che sulle star

L’adattamento di Destin Daniel Cretton chiede al mondo intero di trovare Naruto, Sasuke e Sakura: una scommessa post-«One Piece» sull’autenticità
Jun Satō

Hollywood ha trascorso gli anni 2010 a imparare, a caro prezzo, che non si può fare un casting ignorando il fandom degli anime. Ghost in the Shell, Death Note e Dragonball Evolution hanno tutti tentato di trasformare un’opera giapponese in un veicolo per una star occidentale, e tutti hanno ottenuto lo stesso verdetto da parte di chi compra i biglietti: questa non è la nostra storia. Così, quando la Lionsgate risponde alla domanda su chi interpreterà Naruto Uzumaki non con un nome ma con un invito aperto a tutto il pianeta, il casting è esso stesso la strategia — una scommessa pubblica sul fatto che la fedeltà, non la familiarità, sia ormai l’unica strada credibile per adattare un manga.

Lo studio ha lanciato una ricerca mondiale per i tre protagonisti del suo Naruto live-action, come riportato per primo da Variety, aprendo le audizioni per il Team 7 — Naruto, l’orfano emarginato; Sasuke Uchiha, il suo rivale; e Sakura Haruno, la medico che completa il trio. Il casting per i ruoli secondari seguirà più avanti, con la ricerca annunciata sui canali ufficiali del franchise. Per una proprietà i cui eroi sono, per canone, adolescenti ninja di un mondo specifico, un bando globale aperto agli sconosciuti è meno un trucco pubblicitario e più una necessità.

Alla regia e alla sceneggiatura c’è Destin Daniel Cretton, che con Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli ha regalato alla Marvel il suo primo franchise a guida asiatica e che ora sta dirigendo Spider-Man: Brand New Day. È, in altre parole, la scelta della fedeltà — un regista con ambizioni da kolossal e l’abitudine di costruire blockbuster occidentali attorno a protagonisti asiatici, non nonostante loro. “Le storie del maestro Kishimoto hanno ispirato generazioni di fan in tutto il mondo”, ha dichiarato Cretton, “ed è un onore portare il suo mondo e i suoi personaggi sul grande schermo in live-action per la prima volta”.

Quella deferenza è il punto. Il modello qui è One Piece di Netflix, che ha trasformato un manga ritenuto inadattabile in un successo proprio tenendo stretto il suo autore e intatto il suo tono. Masashi Kishimoto, che ha disegnato Naruto per quindici anni, ha mostrato lo stesso entusiasmo diretto — e la Lionsgate, studio affamato di proprietà intellettuale propria con sequel già disegnati, scommette che la benedizione di un creatore più una rete di talenti mondiale possa trasformare uno dei più grandi fandom del pianeta in un franchise cinematografico.

Avi Arad, Ari Arad ed Emmy Yu producono per Arad Productions insieme a Jeremy Latcham, mentre Cretton produce attraverso la sua Hisako con Jeyun Munford. Cretton è salito a bordo del progetto nel 2024; nessun cast né data di uscita sono stati fissati. Il materiale originale non è cosa da poco: il manga di Kishimoto è uscito su Weekly Shōnen Jump dal 1999 al 2014 e ha venduto oltre 250 milioni di copie, generando una serie sequel, film e videogiochi che tengono Konoha in circolazione da un quarto di secolo.

È questo che rende il bando aperto la mossa più rivelatrice di tutte. Da qualche parte, in un provino non ancora archiviato, in un paese che i casting director potrebbero non aver mai esplorato, c’è l’intera scommessa dello studio: che il prossimo volto di un franchise da un miliardo di dollari sia oggi un completo sconosciuto — e che trovarlo in pubblico sia la vera proposta.

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