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The Rest Is Football: lo show di Gary Lineker arriva su Netflix per il Mondiale, senza un solo gol da mostrare

Jack T. Taylor

Per quasi trent’anni Gary Lineker è stato la voce che diceva all’Inghilterra che cosa aveva appena visto. Prima i gol — la Scarpa d’oro del Mondiale 1986, una carriera intera senza un solo cartellino — poi la poltrona che decideva quali novanta secondi di giornata contassero davvero. Lasciare quella poltrona è stata la scommessa più grande di una vita costruita sul non battere ciglio.

The Rest Is Football è ciò che ne ha fatto. Non è un podcast finito per caso in televisione: è il suono dell’autorità del calcio che cambia padrone, dall’emittente che possedeva la conversazione agli uomini che ora possiedono l’azienda che la produce. Lineker è socio di Goalhanger, la casa di diversi programmi in cima alle classifiche, e quello sul calcio è il più rumoroso di tutti.

Basta guardare come è costruito. Nessuna immagine delle partite. Nessuna. La piattaforma non detiene i diritti del Mondiale negli Stati Uniti né nel Regno Unito, quindi il programma non può rivedere un gol né congelare una difesa. La maggior parte degli studi si appoggia al replay; questo lo elimina e scommette l’ora intera su tre persone che parlano.

È costruito per reggere la scommessa. Alan Shearer porta la franchezza del miglior marcatore della storia della Premier League, uno che dice la cosa scomoda su un attaccante perché lo è stato. Micah Richards porta la risata che lo ha reso l’opinionista più disarmante in circolazione. Lineker sta in mezzo e fa la cosa che gli riesce meglio: la domanda breve che apre un tema. La chimica è il valore produttivo.

Per questo l’uscita dalla BBC pesa oltre la sua biografia. Per trent’anni la lettura nazionale di una partita scendeva da un solo edificio, con un ufficio norme alle spalle. La poltrona apparteneva all’istituzione, non all’uomo che ci sedeva, e quella distanza permetteva di criticare un allenatore, una federazione, persino i contratti dell’emittente. Ora la lettura appartiene ai suoi autori, la distribuisce una piattaforma e si registra lontano da casa.

Lo studio è a New York perché il torneo ha attraversato l’Atlantico: il primo Mondiale diviso tra Stati Uniti, Canada e Messico e il primo a quarantotto squadre. È qui che si annida il costo della libertà. L’analisi guadagna fiducia quando può mordere la mano che la nutre; qui poltrona, azienda e opinione appartengono alle stesse tre persone. La domanda che il verdetto quotidiano non potrà sciogliere: un’analisi che finalmente appartiene agli analisti dice ancora la verità quando sono loro a possedere lo show?

The Rest Is Football debutta su Netflix il 10 giugno 2026, un programma quotidiano che arriva il giorno prima della gara inaugurale e prosegue per tutto il torneo da uno studio di New York, con Lineker, Shearer e Richards e una sfilata di ospiti. Niente replay, niente diritti, nessuna emittente a cui rendere conto.

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