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The East Palace su Netflix: il regista di The Devil Judge porta il potere a processo in casa

Molly Se-kyung

Un palazzo si costruisce per ricordare alcuni e per dimenticarne altri. The East Palace comincia dalla dimenticanza, e da un re che ha deciso di non potersi più permettere il silenzio su cui poggia la sua stessa casa.

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The East Palace è un sageuk dark fantasy, un mistero in costume con i morti scritti nei muri. La premessa è concreta e fisica. Gu-cheon attraversa il confine tra vivi e morti e abbatte uno spirito con la spada. La dama di corte Saeng-gang ode ciò che i defunti cercano ancora di dire. Il re li convoca entrambi nella residenza reale perché spieghino perché ha smesso di comportarsi come un edificio e ha cominciato a comportarsi come un testimone. Nam Joo-hyuk è il cacciatore di fantasmi nel suo primo ruolo da protagonista dopo il servizio militare; Roh Yoon-seo è la donna il cui orecchio, non la spada di qualcuno, è l’arma vera; Cho Seung-woo è il re che punta entrambi contro casa propria.

Ciò che separa la serie da un corridoio di spaventi è la scelta che la regge. I due protagonisti non sono una storia d’amore con uno scudiero. Sono un unico strumento spezzato in due: uno raggiunge i morti, l’altra li interroga, e nessuna metà serve da sola. Gu-cheon può stare davanti a uno spirito senza capirlo; Saeng-gang lo capisce senza raggiungerlo. Ogni rivelazione si apre solo quando i due concordano su ciò che hanno visto. Per questo la serie mette in scena testimonianze, non spettacolo.

Dirige Choi Jung-kyu, e la discendenza conta. Il suo The Devil Judge trasformava un tribunale in un’arena televisiva dove il potere recitava la giustizia davanti a un pubblico. Qui porta lo stesso istinto al chiuso: il pubblico che guarda è la dinastia stessa, e il verdetto arriva alla cerchia ristretta che già sa cosa ha fatto. I fantasmi sono la tribuna. Aspettano in quella stanza dall’inizio.

Gli sceneggiatori Kwon So-ra e Seo Jae-won hanno scritto Bulgasal, una serie costruita su debiti che sopravvivono a chi li ha contratti. The East Palace gira sullo stesso motore. Un torto non finisce con la morte della vittima: diventa un registro che i vivi ereditano senza averne letto la prima pagina. Il palazzo è quel registro.

L’architettura è l’argomento. Donggung, il palazzo d’oriente, è la residenza del principe ereditario, il luogo dove si decide la successione, e dunque il posto esatto in cui una dinastia seppellirebbe ciò che la successione è costata. Qui i fantasmi non sono atmosfera: sono la testimonianza che la cronaca ufficiale si è rifiutata di mettere a verbale. È questa la sua provocazione sommessa: chi una corte era disposta a cancellare per fabbricare un re?

La tv di genere coreana ha passato l’era dello streaming a dimostrare che un sageuk regge molto più del costume. Kingdom ha fatto correre la politica dinastica alla velocità di una peste. The East Palace stringe la domanda su un solo edificio e la affila. Il re non combatte il soprannaturale: lo arruola, perché il fantasma è l’unico investigatore che non si può comprare, intimidire o cancellare dagli archivi.

The East Palace
The East Palace CHO SEUNG WOO as Yi Yeon in The East Palace Cr. Garage Lab/Netflix © 2026

È la tensione che la serie rifiuta di sciogliere presto. Lo strumento che placa le presenze del palazzo è lo stesso che accusa il trono che lo ha eretto, e il re lo ha comunque commissionato. Ciò che una corte deve ai morti su cui si fonda non è un debito che una spada salda o una confessione chiude.

The East Palace debutta su Netflix il 17 luglio 2026: una stagione di otto episodi di circa un’ora ciascuno, in coreano sottotitolato, per il catalogo mondiale. Cho Seung-woo, Nam Joo-hyuk e Roh Yoon-seo guidano il cast, con Jang Young-nam e Park Soo-yeon nella corte intorno a loro.

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