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Il Caos di Roma: Un’Epoppea Criminale Persa nella Propria Ambizione

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La prima inquadratura di Suburræterna è un lungo piano sequenza delle caotiche strade di Roma, la macchina da presa che si muove tra la folla e il traffico come uno spirito inquieto. È una scelta audace, che stabilisce il tono di questa ampia saga criminale che riprende dove Suburra: Blood on Rome aveva lasciato. Condivide il DNA con i suoi predecessori – lotte di potere avvincenti, ambiguità morali e una città sull’orlo del collasso – ma la serie inciampa sotto il peso delle proprie ambizioni.

Suburræterna, uscito su Netflix a novembre 2023, è l’ultimo capitolo della saga Suburra, iniziata con il film neo-noir del 2015 e continuata con la serie Suburra: Blood on Rome nel 2017. Creato da Ezio Abbate e Fabrizio De Angelis, questo episodio vede Giacomo Ferrara tornare nel ruolo di Alberto ‘Spadino’ Anacleti, un boss della malavita che rientra a Roma in mezzo a turbolenze politiche e religiose. La città stessa è un personaggio, le sue strade un campo di battaglia per il potere mentre alleanze consolidate crollano e nuove minacce emergono.

La serie ha debuttato al 18° Festival del Cinema di Roma il 28 ottobre 2023 prima di approdare su Netflix il 14 novembre. Le riprese sono iniziate nell’ottobre 2022, con un cast che include Filippo Nigro, Carlotta Antonelli, Federica Sabatini e Marlon Joubert, tra gli altri. La colonna sonora, composta da Ariel Lerner, presenta brani come “Triplets (Main Theme)” che amplificano la tensione.

La premessa è semplice ma potente: Spadino torna a Roma dopo il carcere, determinato a riprendere il suo impero criminale. La città è nel caos – i governi crollano, il Vaticano è in crisi e le strade sono letteralmente in fiamme. La serie si tuffa a capofitto in questo tumulto, esplorando temi di lealtà, potere e redenzione.

Giacomo Ferrara brilla nel ruolo di Spadino. Porta una vulnerabilità sfumata al personaggio, bilanciando la sua spietatezza con momenti di introspezione. Filippo Nigro, nei panni di Amedeo Cinaglia, offre un masterclass di intensità controllata, il suo personaggio è un perno nelle manovre politiche della serie. Carlotta Antonelli interpreta Angelica Sale, fornendo un’ancora emotiva che tiene salda la narrazione nell’umanità.

La fotografia è un altro punto forte. Roma è catturata in tutta la sua bellezza e decadenza, la macchina da presa indugia su facciate crollanti e piazze affollate. La storia della città è palpabile, le sue strade testimoniano secoli di lotte per il potere. La colonna sonora completa questo banchetto visivo, aggiungendo un bordo ultraterreno agli eventi.

Tuttavia, Suburræterna fatica a mantenere il ritmo. Laddove Suburra: Blood on Rome prosperava grazie al suo ritmo incalzante e alla violenza viscerale, questa serie riduce l’azione, sostituendola con manovre politiche prolungate. La trama divaga a volte, perdendo di vista i suoi obiettivi nel tentativo di gestire più filoni narrativi. La decisione di ridurre il fascino sessuale e la brutalità esplicita che caratterizzavano le precedenti opere toglie parte dell’energia grezza che le rendeva coinvolgenti.

Il passo falso più grande della serie è il suo affidarsi alla conoscenza pregressa degli spettatori. Sebbene sia possibile seguire Suburræterna come opera a sé stante, chi non conosce i precedenti film e la serie perderà contesti cruciali. La narrazione presuppone familiarità con personaggi ed relazioni già stabiliti, lasciando i nuovi arrivati smarriti nella complessa tela di alleanze e tradimenti.

Ciò che salva Suburræterna dal collasso totale è il suo impegno nell’autenticità. Roma non è solo uno sfondo; è un personaggio vivo, la sua storia e il suo caos intrecciati in ogni fotogramma. Le interpretazioni sono uniformemente solide, anche se a volte lo script inciampa. E sebbene il ritmo perda colpi in alcuni punti, la serie culmina in una conclusione soddisfacente che premia gli spettatori pazienti.

La serie esplora anche temi di famiglia e lealtà, con il ritorno di Spadino che lo costringe ad affrontare il suo passato e le scelte fatte. La famiglia Luciani, un altro attore chiave nella trama, deve navigare le proprie alleanze, aggiungendo strati di complessità alla storia. L’involucro del Vaticano aggiunge un ulteriore livello di intrigo, con il potere religioso che si intreccia con le imprese criminali.

Rispetto ai suoi predecessori, Suburræterna sembra più contenuto. Laddove Suburra: Blood on Rome era un viaggio viscerale e adrenalinico, questa serie è una combustione lenta. È una scelta che non sempre paga, con la narrazione che a volte perde slancio. Tuttavia, il punto di forza della serie risiede nelle interpretazioni e nella rappresentazione spietata di Roma.

Il verdetto? Suburræterna è un capitolo imperfetto ma affascinante dell’universo Suburra. Manca l’immediatezza e il brivido viscerale dei suoi predecessori, ma si rifà con l’atmosfera, le solide interpretazioni e un amore profondo per la sua ambientazione. È una serie che risuonerà soprattutto con i fan più accaniti della saga, offrendo un seguito di trame e personaggi familiari.

Per i nuovi arrivati, tuttavia, Suburræterna potrebbe risultare impegnativa. La complessa rete di alleanze e tradimenti richiede conoscenze pregresse per essere apprezzata appieno. Senza di esse, gli spettatori potrebbero ritrovarsi smarriti nelle sottigliezze della narrazione.

In definitiva, Suburræterna è una serie pensata per chi ama i drammi criminali con un taglio politico, dove ogni alleanza è temporanea e ogni vittoria effimera.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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