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Marked for Mayhem apre il primo playtest pubblico, e a essere messa alla prova è l’amicizia

Bladework Games apre il suo dungeon crawler a quattro giocatori, dove la missione è condivisa e la gloria va a un solo Operatore
Cassian Vale
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Ogni gioco competitivo finisce per scoprire che cosa i suoi giocatori sono disposti a farsi a vicenda, e nessun documento di design può prevederlo. Marked for Mayhem ha fatto di questa scoperta la sua intera premessa. Bladework Games ha costruito una spedizione cooperativa nei dungeon in cui la squadra ha bisogno di ogni membro per sopravvivere, ma il tabellone premia uno solo di loro, e così il sistema più importante del gioco non è un’arma né un boss. È il momento in cui un amico decide che il tuo vantaggio spetta a lui. Quel momento non si può simulare in uno studio. Servono sconosciuti, rancori e una vera posta in gioco, ed è per questo che lo studio ora apre le porte al pubblico.

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La struttura è facile da descrivere e difficile da bilanciare. Quattro Operatori partecipano a un torneo di combattimento che HAVEN, un’organizzazione fittizia, mette in scena tra dimensioni in collisione e gestisce per il divertimento di una folla di spettatori. Si fanno strada combattendo tra i paesaggi frantumati di Galus, guadagnano medaglie per uccisioni, sfide e boss abbattuti e scalano una classifica condivisa. Il colpo di scena sono i Disruptor, abilità che si possono scagliare contro i nemici o puntare contro altri Operatori per rubare punti e rimescolare la classifica. Nell’annuncio, lo studio riassume l’intera idea in una sola frase: «la missione è condivisa, la gloria no».

Four Operators dodge laser beams during an arena challenge in Marked for Mayhem
Image: Bladework Games

Attorno a questa tensione ruota un loop roguelite piuttosto classico. Ogni missione comincia con la scelta di un’arma, e la build cresce strada facendo grazie ad abilità e modificatori acquistati nel negozio di HAVEN, insieme a un drone potenziabile tra una partita e l’altra. La pagina Steam elenca anche gli eventi secondari che scandiscono ogni run: giochi nell’arena, sfide nello spazio mentale e prove a tempo di attraversamento, confronti testa a testa pensati per trasformare un corridoio tranquillo nell’ennesima discussione su chi meriti il primo posto.

È qui che un test pubblico dimostra il proprio valore. Il sabotaggio funziona come design solo se sembra una scommessa e non uno strumento per tormentare gli altri, e il confine tra le due cose lo tracciano i giocatori, non i fogli di calcolo. Una missione condivisa che crolla ogni volta che qualcuno ruba una medaglia spezzerebbe la metà cooperativa della promessa; un Disruptor che nessuno osa usare spezzerebbe quella competitiva.

The HAVEN shop screen where Operators buy gadgets and augments in Marked for Mayhem
Image: Bladework Games

Marked for Mayhem ha avuto la sua anteprima mondiale al PC Gaming Show Tokyo Direct il 20 settembre 2026, ed è il debutto di Bladework. Secondo quanto riportato in occasione della presentazione, gli sviluppatori dello studio indipendente hanno lavorato a Heroes of the Storm, WildStar, Guild Wars 2 e World of Warcraft, una genealogia di giochi online che sanno come le comunità piegano un sistema. Lo studio si descrive come intenzionato a creare giochi che rischiano tutto invece di ripetere ciò che esiste già.

Il primo playtest pubblico si terrà dal 6 all’8 novembre 2026 su PC. L’accesso passa dalla community ufficiale su Discord, e lo studio chiede ai giocatori di aggiungere il gioco alla lista dei desideri su Steam e su Epic Games Store, dove la scheda Steam indica per ora un’uscita nel 2027. Bladework afferma che il lancio sarà solo l’inizio, con nuovi nemici, biomi, armi e Disruptor pianificati insieme alla community.

Tre giorni sono una finestra breve per un gioco il cui vero tema è la fiducia. Ma dovrebbero bastare a rivelare ciò che nessun trailer può mostrare: per quanto tempo quattro amici restano amici una volta che le medaglie cominciano a contare.

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