Cybersicurezza

Il Motorola Signature 27 sarà il primo smartphone non Pixel con GrapheneOS

Susan Hill
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Chi voleva usare GrapheneOS, la versione di Android potenziata sul fronte della sicurezza e attenta alla privacy, finora doveva prima acquistare un Google Pixel. Motorola Signature 27 cambia le cose. Il progetto GrapheneOS ha confermato che il prossimo modello di punta sarà il primo smartphone al di fuori della gamma Google a ricevere il suo supporto ufficiale. Cade così una contraddizione piuttosto scomoda per chi diffida della raccolta dati di Google: per avere il telefono Android più riservato non sarà più necessario affidarsi a Google.

Per chi lo usa, GrapheneOS ha l’aspetto e il funzionamento di Android. La differenza sta sotto la superficie. È un sistema gratuito e open source, basato su Android Open Source Project, che non include app e servizi Google, permette di negare l’accesso alla rete alle singole app, rende più rigorosa la gestione delle autorizzazioni e aggiunge protezioni contro gli exploit assenti nella versione standard di Android. Le app del Play Store possono comunque funzionare: chi le desidera può installare Google Play come una normale app isolata in una sandbox, senza accessi speciali al sistema.

La scelta del telefono dipende dai componenti, non dal marchio. GrapheneOS supporta solo hardware che supera requisiti rigorosi, tra cui la marcatura della memoria a livello hardware, un elemento sicuro avanzato e un impegno di lungo periodo sugli aggiornamenti. Signature 27 supporta la marcatura della memoria e monta Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 di Qualcomm, le cui funzioni di sicurezza, secondo il team di GrapheneOS, hanno reso possibile l’accordo. Motorola promette sette aggiornamenti di Android e fino a sette anni di patch di sicurezza. Il modello si pone così sullo stesso piano dei Pixel 6, 7, 8, 9 e 10, finora gli unici telefoni supportati.

Anche sul fronte hardware si tratta del tentativo più ambizioso di Motorola di realizzare un top di gamma da anni. Signature 27 ha uno schermo OLED da 6,8 pollici con frequenza di aggiornamento a 165 Hz, superiore ai 120 Hz tipici della maggior parte dei modelli di punta; una batteria da 6.000 mAh con ricarica a 90 W; una fotocamera principale da 50 megapixel con sensore Sony Lytia 910; un teleobiettivo a periscopio da 200 megapixel e altoparlanti messi a punto da Bang & Olufsen. Per chi usa GrapheneOS ed è abituato a scegliere tra una manciata di Pixel, è un telefono davvero diverso.

Restano però lacune concrete nelle informazioni confermate finora. Motorola non ha annunciato il prezzo, anche se le specifiche fanno pensare a una fascia superiore ai 1.000 dollari, quella in cui si collocano Apple e Samsung. GrapheneOS ha detto che sta pianificando dispositivi con il sistema preinstallato, senza però fornire dettagli, e non ha spiegato come i proprietari di Signature 27 potranno installarlo; oggi chi possiede un Pixel se ne occupa da sé tramite un programma di installazione web. Con il software arrivano anche i suoi compromessi: alcune app bancarie e la funzione di pagamento contactless di Google Wallet si basano sui controlli Play Integrity di Google, che non accettano GrapheneOS. La situazione non cambia sui telefoni Motorola.

L’accordo conta anche al di là di questo singolo telefono. Motorola, di proprietà di Lenovo, ha dichiarato che integrerà alcune delle soluzioni di sicurezza di GrapheneOS nei suoi normali smartphone e sta presentando la partnership alle aziende insieme agli strumenti di sicurezza ThinkShield di Lenovo. Per il progetto GrapheneOS, l’arrivo di un secondo produttore mette fine a una dipendenza anomala: fino a oggi, tutti i telefoni supportati provenivano proprio dall’azienda la cui raccolta dati molti dei suoi utenti cercano di evitare.

Motorola e la GrapheneOS Foundation avevano annunciato per la prima volta la loro partnership al MWC Barcelona di marzo, senza indicare un dispositivo; all’epoca nessuno degli smartphone Motorola in commercio soddisfaceva i requisiti. Il sito nordamericano di Motorola indica ora Signature 27 per novembre, senza specificare una data precisa né il prezzo, e prevede una distribuzione globale più avanti nel corso dell’anno. GrapheneOS non ha comunicato quando sarà pronta la propria versione.

I pieghevoli Razr di Motorola previsti per il 2027 dovrebbero arrivare in seguito. Se sarà così, uno smartphone Android pensato per la privacy diventerà un prodotto che si può scegliere e acquistare, anziché un Pixel su cui installare un sistema operativo diverso.

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