Cybersicurezza

Il fisco olandese abbandona Microsoft 365 e porta la posta sui propri server

Susan Hill
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L’autorità fiscale olandese ha abbandonato il progetto di passare alla suite per ufficio cloud di Microsoft e gestirà email, calendari e strumenti di lavoro su server di sua proprietà o sotto il suo controllo, con il supporto di software open source europei. Il Belastingdienst, insieme al servizio doganale olandese e all’agenzia che eroga le prestazioni sociali, avrebbe dovuto lavorare nel cloud pubblico di Microsoft, usando Outlook, Teams e le app di Office online. Ora l’istituzione che custodisce i dati finanziari di ogni contribuente olandese riporta queste attività sui propri sistemi.

A far scattare la decisione è stato il giudizio dell’organo di controllo informatico del governo. L’Advisory Council on ICT Assessment ha concluso che il progetto basato sul cloud pubblico «non è all’altezza in termini di sicurezza delle informazioni, trattamento dei dati e capacità di reggere il futuro», come ha riferito The Register. L’elenco dei problemi sembra una lista di controllo che qualsiasi organizzazione nel cloud di Microsoft potrebbe usare per valutare la propria situazione: documenti riservati che transitano su server americani e la crittografia standard di Microsoft al posto della Double Key Encryption, l’opzione che lascia una delle chiavi nelle mani del cliente.

Il consiglio ha inoltre rilevato che, per impostazione predefinita, le chiamate individuali su Teams non erano crittografate end-to-end e che non era possibile applicare questo tipo di crittografia alle chiamate di gruppo. Ma il problema più grave era il vincolo a un unico fornitore: una sola azienda americana e nessuna strategia di uscita nel caso in cui l’ufficio delle imposte avesse avuto bisogno di andarsene. I parlamentari olandesi avevano già sostenuto che affidarsi a un solo fornitore statunitense espone una funzione fondamentale dello Stato, perché la legge americana può obbligare le aziende statunitensi a consegnare i dati, ovunque siano conservati.

Fino a poco tempo fa, l’ufficio delle imposte sosteneva che un’alternativa sovrana «non fosse realistica né praticabile». A cambiare le cose, secondo il sottosegretario di Stato alle Finanze Eelco Eerenberg, è stata la capacità disponibile: il Belastingdienst ha ampliato i propri centri dati a sufficienza per ospitare direttamente i software. Per contenere i costi, riutilizzerà le licenze esistenti ogni volta che sarà possibile e seguirà il consiglio di scegliere gli strumenti in base alle singole funzioni, invece di acquistare un’unica suite da un solo fornitore.

Il piano presenta ancora delle lacune. Il governo non indica alcun prodotto: «open source europeo» è una direzione, non ancora una scelta. Alcune funzioni di gestione documentale integrate in Microsoft 365 non hanno un equivalente installabile sui server dell’organizzazione, che sta ancora cercando come sostituirle. Circa 5.000 delle 47.500 persone che lavorano nei settori fiscale, doganale e delle prestazioni sociali erano già passate al cloud, secondo The Register, e nessuno ha quantificato il costo dell’inversione di rotta. Anche le prime valutazioni delle alternative europee hanno dato risultati contrastanti: Politico ha riferito che un dipendente della Commissione europea ha criticato duramente il concorrente di Teams, Element, su una bacheca interna.

Microsoft ha rifiutato di commentare. I fornitori che potrebbero trarre vantaggio dalla decisione si sono fatti avanti più rapidamente. Frank Karlitschek, amministratore delegato di Nextcloud, ha accolto con favore la decisione e ha dichiarato che lo scorso anno la sua azienda ha aggiunto oltre due milioni di postazioni di lavoro sovrane. Matthew Hodgson, amministratore delegato di Element, ha descritto i riscontri dei clienti come «solo positivi e costruttivi» e ha aggiunto che era prevedibile qualche resistenza da parte degli utenti contrari ai cambiamenti.

Al di fuori dei Paesi Bassi, la decisione conta più come precedente che come progetto informatico. Le autorità fiscali sono tra le istituzioni statali più avverse al rischio e questa ha messo nero su bianco che una delle principali suite cloud statunitensi non ha superato la sua verifica di sicurezza. Le debolezze indicate dal consiglio non riguardano impostazioni insolite: la crittografia predefinita, le chiamate su Teams e il contratto con un unico fornitore sono ciò che la maggior parte delle organizzazioni si ritrova quando sottoscrive Microsoft 365. E la maggior parte degli enti pubblici olandesi usa ancora il cloud di Microsoft.

Per prima cosa, nel 2027, email e calendari passeranno ai server dell’ufficio delle imposte. Gli strumenti europei open source per l’archiviazione personale e la collaborazione arriveranno più avanti, tra il 2027 e il 2028, mentre la Camera dei rappresentanti riceverà una tabella di marcia dettagliata nel primo trimestre del 2027. Eerenberg ha illustrato il piano in una lettera al Parlamento il 6 ottobre, in risposta alle domande dei deputati.

La prima vera prova sarà la posta in arrivo: la mattina in cui decine di migliaia di dipendenti dei settori fiscale, doganale e delle prestazioni sociali apriranno le email su server controllati dallo Stato olandese, accorgendosi che non è cambiato nulla oppure di ogni singola differenza.

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