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Osvaldo Benavides, dal bambino di María la del Barrio alla regia di Noche de bodas

Penelope H. Fritz
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Su internet Osvaldo Benavides è ancora schedato come adolescente: Nandito, il ragazzo che Soraya Montenegro non smetteva di inseguire in María la del Barrio, riciclato da tre decenni come meme. Lui, intanto, questo ottobre è comparso contemporaneamente su due schermi. Su Netflix è Jaime, un uomo d’affari che tratta informazioni altrui nel thriller El círculo. Su ViX interpreta un personaggio ispirato al produttore al centro del capitolo più scomodo della cultura pop messicana, nella serie Timbiriche, di cui è anche produttore esecutivo. La distanza fra queste due versioni di sé non l’ha colmata restando dov’era. Benavides ci è arrivato andando via.

Ragazzo di Città del Messico, ha cominciato a recitare a nove anni e ha ottenuto presto la sua prima telenovela: El abuelo y yo lo ha inserito in un cast con altri due bambini, Gael García Bernal e Ludwika Paleta, che nei decenni successivi avrebbero dimostrato di essere molto più dei ragazzi di Televisa. Poi è arrivata María la del Barrio, il melodramma con Thalía in cui interpretava Nandito, il figlio perduto della protagonista, mentre Soraya Montenegro, interpretata da Itatí Cantoral, faceva del ragazzo l’oggetto di un’ossessione che la televisione latinoamericana non ha mai smesso del tutto di citare.

Nandito è apparso in 185 episodi e gli è valso il premio TVyNovelas come miglior giovane attore protagonista. Te sigo amando, in cui interpretava Lazarito accanto a Claudia Ramírez, gli ha fatto vincere lo stesso riconoscimento una seconda volta: è così a pari merito con Ernesto Laguardia come nome più premiato della categoria. Il cinema è arrivato quando era ancora adolescente: Benavides è nato il 14 giugno 1979. La primera noche gli ha offerto il primo ruolo cinematografico, mentre la commedia on the road Por la libre, in cui interpretava Rocco, ha confermato che poteva reggere un lungometraggio. In rapida successione sono arrivati Piedras verdes, La segunda noche e Seres humanos, poi la parte di Curiosito nella satira di Luis Estrada Un mundo maravilloso. A teatro ha affrontato Trainspotting, Zucco e un adattamento de The Graduate.

Poi, per lo più, è uscito dal tritacarne delle telenovelas. Invece di inseguire il contratto da protagonista che di solito segue i premi di una giovane star, Benavides è passato dietro la macchina da presa, dirigendo spot pubblicitari e videoclip per Agave Shots, una casa di produzione di Città del Messico. È il periodo meno documentato della sua carriera, ma anche quello che aiuta a capire tutto il resto: ha imparato il mestiere dal lato in cui si prendono le decisioni.

Il ritorno è arrivato passando dalla porta principale di Televisa. Nel 2011 il produttore José Alberto Castro lo ha scelto per La que no podía amar, dopo piccole parti nella serie Soy tu fan. Nel 2013 ha interpretato Dimitrio Mendoza in Lo que la vida me robó di Angelli Nesma, accanto ad Angelique Boyer e Sebastián Rulli; nel 2015 ha finalmente ottenuto il ruolo principale, quello di Adrián Olmedo, al fianco di Camila Sodi in A que no me dejas. Estrada lo ha richiamato per La dictadura perfecta, il suo film del 2014 contro l’alleanza fra televisione e potere politico, una pellicola che oggi si presta a una certa ironia, ora che Benavides è tornato a fare televisione proprio negli studi di Televisa.

L’era dello streaming ha allargato la mappa. Ha interpretato Andrés Carranza nel dramma di Netflix sulla dinastia della tequila Monarca, per poi passare alla televisione generalista americana. The Good Doctor lo ha presentato nel finale della quarta stagione nei panni del dottor Mateo Rendón Osma, un chirurgo che segue Audrey Lim, interpretata da Christina Chang, fino a San Jose; ABC lo ha promosso a membro regolare del cast per la quinta stagione, per poi farlo uscire di scena già al quinto episodio, spedendo Mateo in Guatemala. La porta di Hollywood si è aperta e richiusa nel giro di pochi mesi. Lui è tornato subito al lavoro in spagnolo, da protagonista accanto a Silvia Navarro in La suerte de Loli di Telemundo.

Il suo primo lungometraggio da regista, Noche de bodas, una commedia romantica che ha anche scritto, prodotto e interpretato accanto a Ludwika Paleta, porta con sé un’ombra che non ha mai cercato di nascondere. Durante le riprese a Oaxaca, nell’ottobre 2022, due comparse, Marco Antonio Curiel Pérez e Luis Manuel Gutiérrez, sono annegate dopo essere state sorprese dalla marea sulla spiaggia. Benavides ha dichiarato pubblicamente che l’incidente è avvenuto nel loro giorno libero, lontano dal set. Il film è arrivato al pubblico nel 2024. Nello stesso anno si è unito al cast di Cada minuto cuenta di Prime Video, il dramma sul terremoto di Città del Messico del 1985, nel ruolo di Ángel.

È con Timbiriche che la sua carriera e le sue convinzioni vengono messe alla prova sotto gli occhi di tutti. Il personaggio che interpreta è ispirato a Luis de Llano, il produttore che Sasha Sokol ha accusato di aver abusato di lei quando era minorenne; la vicenda legale è ancora aperta. Benavides, produttore esecutivo della serie, ha dichiarato alla stampa a Televisa San Ángel che «non si può ignorare la realtà» quando si racconta una persona ancora in vita, insistendo però, nello stesso respiro, sul fatto che la serie è «prima di tutto un prodotto d’intrattenimento». Le due posizioni non si conciliano facilmente. Sei membri della formazione originale della band, fra cui Sokol insieme a Benny Ibarra, Alix Bauer, Mariana Garza, Diego Schoening ed Erik Rubín, hanno dichiarato di non aver partecipato al progetto né autorizzato l’uso della propria immagine; gli avvocati di De Llano hanno annunciato la sua opposizione a qualsiasi utilizzo della sua. Benavides ha ammesso che non si sarebbe scelto per quella parte. La domanda che la serie gli lascia è più difficile di una scelta di casting: un attore-produttore può rivendicare al tempo stesso la responsabilità sociale e il diritto di limitarsi a intrattenere, ed essere creduto su entrambi i fronti?

Il resto dell’anno è stato fitto di impegni. All’inizio del 2026 è tornato negli studi di Televisa dopo un decennio di assenza con Hermanas, un amor compartido, interpretando Alonso, l’uomo di cui si innamora il personaggio di Danna García. Ha condiviso il palcoscenico con Esmeralda Pimentel in Siete veces adiós. El círculo, adattamento del romanzo Los corruptores di Jorge Zepeda Patterson creato da Alejandro Lozano, è arrivato su Netflix il 7 ottobre con Zuria Vega, Michel Brown e Raúl Briones; nel giro di due giorni si è piazzato al secondo posto fra i titoli più visti sulla piattaforma in Messico. Timbiriche ha debuttato su Las Estrellas l’8 ottobre, prima di approdare su ViX il giorno successivo.

Benavides tiene la sua vita privata per lo più lontana dai riflettori; è padre di due figli. Di Nandito oggi dice che il personaggio «mi ha formato» e che gli è caro. La cosa più interessante è il tono con cui lo afferma. Per anni Benavides è scappato dal ragazzo che il pubblico non voleva lasciar andare; ora è tornato a decidere che cosa quel pubblico può vedere. Timbiriche sarà il banco di prova per capire quanto saprà usare questa posizione.

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