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Aiden Markram, l’eroe di Lord’s che il Sudafrica mette ancora alla prova

Penelope H. Fritz
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Aiden Markram
Aiden Markram
Photo: Michael Sherman / CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita4 ottobre 1994
Centurion, South Africa
ProfessioneGiocatore di cricket
PremiVincitore del ICC World Test Championship · Giocatore del match della finale del ICC World Test Championship · ICC Men's Player of the Month · Vincitore della Coppa del Mondo di Cricket Under-19 ICC come capitano · Giocatore del torneo della Coppa del Mondo di Cricket Under-19 ICC · Campione SA20 come capitano · ICC T20I Team of the Year

Il cricket sudafricano aspettava da quando era adolescente un Aiden Markram ben preciso: il leader pacato, dal classico drive in copertura, che Graeme Smith aveva indicato come futuro capitano della nazionale. Il Markram che si è poi presentato in campo è più difficile da inquadrare. Può sembrare intoccabile per una sessione e uscire al battitore successivo. Ha perso abbastanza partite a eliminazione diretta da conoscere ormai a memoria la routine. Poi, un pomeriggio a Lord’s contro l’Australia, ha trascinato il suo Paese oltre il traguardo, cambiando il dibattito sul Sudafrica. Ma la discussione su Markram non si è chiusa lì.

È cresciuto a Centurion, alle porte di Pretoria, e si è iscritto alla Pretoria Boys High School per la sua tradizione sportiva. La prima prova concreta che le aspettative avessero fondamento arrivò a Dubai, dove guidò il Sudafrica alla vittoria della Coppa del Mondo giovanile e fu nominato miglior giocatore del torneo. Tra i suoi lanciatori veloci c’era Kagiso Rabada. Fu il primo capitano sudafricano a vincere una Coppa del Mondo di cricket, anche se in una categoria d’età.

Quel titolo alla Coppa del Mondo ICC Under-19 arrivò all’inizio del 2014, pochi mesi prima che compisse 20 anni, a ottobre, e fu costruito sui suoi 370 punti, con una media di 123,33. Il salto al cricket dei grandi fu rapido. Esordì nel cricket di prima classe con i Northerns nell’ottobre 2014, segnò molti punti per i Titans e nel 2017 fu nominato miglior esordiente della stagione nazionale da Cricket South Africa. A settembre realizzò 97 punti al debutto nei Test contro il Bangladesh, poi ne segnò 143 nella seconda partita e, a dicembre, diventò il primo sudafricano a firmare due centurie nei suoi primi tre Test. Nel febbraio 2018, a 23 anni, sostituì l’infortunato Faf du Plessis come capitano della squadra di un giorno contro l’India: fu il secondo più giovane a guidare il Sudafrica in quel formato, dopo lo stesso Smith. Poche settimane più tardi segnò 152 punti contro l’Australia al Wanderers, tuttora il suo massimo nei Test.

L’ascesa era stata troppo lineare per durare, e il modo in cui si interruppe dice molto di lui. Sui campi che favorivano le rotazioni, la sua tecnica sembrava fragile: nel 2018 in Sri Lanka viaggiò su una media di circa 10 punti e, in India l’anno successivo, a Pune rimase a zero in entrambe le riprese. In una fu eliminato lbw al secondo pallone; nell’altra l’arbitro lo dichiarò out lbw e lui non chiese la revisione, anche se i replay mostrarono che la palla sarebbe passata oltre i pali. Furioso con sé stesso, colpì un oggetto solido, si fratturò il polso destro e saltò l’ultimo Test a Ranchi. Non cercò di minimizzare. «Le emozioni sono intense e a volte la frustrazione prende il sopravvento», disse, definendo inaccettabile il proprio comportamento e precisando che non c’erano scuse. Per un giocatore presentato come il pacato erede di Smith, fu una rivelazione scomoda: la sua compostezza era autentica, ma lo era anche la pressione che si metteva addosso.

La ricostruzione fu graduale. In Pakistan, all’inizio del 2021, segnò il suo primo centinaio nei Test da oltre due anni e mezzo e chiuse la serie come miglior realizzatore, nonostante la sconfitta del Sudafrica. Il cricket a palla bianca gli diede una seconda identità. Alla Coppa del Mondo ODI del 2023 raggiunse il centinaio contro lo Sri Lanka in 49 palloni: per un breve periodo fu il più veloce nella storia del torneo, finché Glenn Maxwell non fece meglio. Nella nuova lega SA20 guidò i Sunrisers Eastern Cape alla vittoria in ciascuna delle prime due stagioni. L’IPL fu meno generosa. Nel 2023 i Sunrisers Hyderabad lo nominarono capitano, chiusero all’ultimo posto e l’anno seguente affidarono il ruolo a Pat Cummins.

Il Sudafrica lo nominò capitano della squadra T20 internazionale nel marzo 2023 e nel 2024 lui la guidò alla prima finale maschile di Coppa del Mondo T20, persa contro l’India. Con la mazza disputò un torneo poco brillante e in seguito disse di essersi sentito impotente dopo essere stato eliminato.

Fu proprio quella sensazione che portò a Lord’s per la finale del World Test Championship, nel giugno 2025. Nel primo inning fu eliminato senza segnare da Mitchell Starc e, quando il Sudafrica partì all’inseguimento di 282 punti per vincere, aveva già eliminato Steve Smith con il suo off-spin. Batté per 383 minuti, realizzando 136 punti con 207 palloni; aggiunse 147 punti insieme a Temba Bavuma, che zoppicava, e uscì quando ne mancavano ancora sei alla vittoria. Il Sudafrica vinse con cinque wicket di scarto, conquistando il primo trofeo ICC senior dal 1998, e Markram fu nominato miglior giocatore della partita. «A tutte le domande che mi sono state rivolte in passato, per fortuna, ora è stata data una risposta», disse, aggiungendo che sarebbe stato fantastico non sentire mai più la parola “chokers”. Quando cercò di spiegare l’inning in seguito, si mostrò insolitamente poco sentimentale: «Non mi sono mai sentito davvero “dentro” la partita».

I mesi successivi a Lord’s mostrarono tutta la sua versatilità. A Guwahati, nel novembre 2025, prese nove prese in un Test, un record per un giocatore di movimento che non fosse un wicketkeeper, mentre il Sudafrica sconfiggeva l’India con 408 punti di scarto e vinceva una serie di Test in India per la prima volta in 25 anni. A dicembre realizzò un centinaio in una partita di un giorno contro l’India e fu di nuovo nominato miglior giocatore dell’incontro.

La Coppa del Mondo T20 del 2026, disputata in India e Sri Lanka, riportò in scena il vecchio copione. Markram guidò la squadra in apertura, con 86 punti senza essere eliminato contro la Nuova Zelanda e 82, sempre senza essere eliminato, contro le Indie Occidentali; il Sudafrica rimase imbattuto fino alla semifinale di Eden Gardens, dove la Nuova Zelanda lo batté con nove wicket di scarto. Markram definì la serata sfortunata e ammise che 169 punti per otto wicket non erano semplicemente bastati. La stagione nelle leghe aveva dato meno soddisfazioni. Nell’IPL, con i Lucknow Super Giants, segnò 231 punti senza mai arrivare a quota 50, mentre la squadra chiuse all’ultimo posto; nella SA20, la sua nuova formazione, i Durban’s Super Giants, terminò quinta nonostante i suoi 108 punti in 58 palloni nell’ultima partita della fase a gironi.

Fuori dal campo mantiene un profilo basso. Nel luglio 2023 ha sposato Nicole O’Connor, la sua compagna da oltre dieci anni.

Ha compiuto 32 anni all’inizio di questo mese, poco prima di una serie casalinga di Test contro l’Australia. Nella sconfitta di Durban ha battuto 237 palloni per realizzare 75 punti, mentre il resto dell’ordine di battuta crollava attorno a lui; a Gqeberha Scott Boland lo ha eliminato bowled per 11 nella prima mattinata, rovinata dalla pioggia, quando il Sudafrica era già sotto per 1-0. Resta ancora un terzo Test e, oltre a quello, la Coppa del Mondo ODI del 2027, che si giocherà in parte in casa. Lord’s ha chiarito se il Sudafrica fosse in grado di vincere il grande titolo. Quello che Markram deve ancora dimostrare, da capitano e da battitore d’apertura, è che l’inning giocato lì rappresenta la regola, non l’eccezione.

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