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Delta V apre «In fatti ostili» a 11 remix a nove mesi dall’originale

Alice Lange

Il progetto “In fatti ostili RMX” dei Delta V prende l’album più socialmente impegnato del duo electro-pop italiano — undici tracce di commento serrato sull’ostilità e l’individualismo moderni — e affida ogni brano a un produttore diverso per una ricostruzione da zero. Il risultato sono undici letture parallele dello stesso argomento, ora disponibili su Spotify come pubblicazione distinta dall’originale.

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L’album oggetto del remix ha un peso reale nella scena pop italiana. “In fatti ostili” è il settimo disco di Carlo Bertotti e Flavio Ferri, con la voce di Martina Albertini, pubblicato da Universal Music Italia come ritratto lucido della società italiana contemporanea: chiusa in sé stessa, ostile a livello individuale, distratta da sé. La produzione di Paolo Gozzetti e Roberto Vernetti ha incorniciato il materiale in un electro-pop misurato che l’RMX ora apre a nuove interpretazioni.

La portata di “In fatti ostili RMX” va ben oltre il classico remix di un singolo. Undici tracce rielaborate suggeriscono l’intenzione della band di far passare l’intero discorso sociale attraverso una lente sonora diversa, invitando i produttori a scoprire quali parti del materiale originale reggono diversamente in nuove condizioni. Un album di remix costruito con questa lunghezza funziona come un documento parallelo, non come un supplemento: chiede di essere ascoltato come un’affermazione coerente a sé stante.

Quello che il formato remix non può fare è aggiornare la diagnosi di fondo. I testi di “In fatti ostili” descrivono uno stato specifico della vita sociale italiana, e quelle parole non cambiano sotto una nuova produzione. Gli ascoltatori che già conoscono l’originale vivranno l’RMX come una serie di confronti: come si trasforma “Regole a Milano”, uno dei singoli chiave dell’album, quando il suo contesto sonoro cambia? Per chi arriva senza quel contesto, l’album veicola un commento sociale senza l’impalcatura esplicativa che l’originale forniva. Nessuna delle due esperienze è sbagliata, ma entrambe hanno limiti che il formato RMX introduce senza risolvere.

I Delta V erano tornati in studio dopo una pausa di diversi anni con “Heimat” prima di dedicarsi a “In fatti ostili”, un pattern coerente con un gruppo che considera secondario il ritmo di pubblicazione rispetto al consolidamento. Il progetto remix estende quella logica: invece di procedere verso un nuovo album con nuove argomentazioni, la band ricircola un disco esistente attraverso mani diverse. Per un gruppo electro-pop italiano con la loro carriera, la mossa segnala fiducia nel fatto che il materiale meriti l’investimento aggiuntivo, e che lo stato della vita sociale italiana descritto nell’originale resti una diagnosi accurata.

“In fatti ostili RMX” è ora in streaming su Spotify, catalogato su MusicBrainz in undici tracce. Estende la pubblicazione originale di Universal Music Italia dell’ottobre 2025 in un nuovo formato e segna l’ultima dichiarazione in studio dei Delta V in questa estate.

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