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Underdogs lanciano Upset: cinque album di rock pesante fuori da ogni radar

Alice Lange

Gli Underdogs arrivano a Upset con tutto il peso di una carriera costruita ai margini del rock pesante italiano. Cinque album, un lungo hiatus alle spalle, la pazienza di chi non ha mai cercato la corsia preferenziale: il trio veneziano consegna dieci tracce che rifiutano ogni compromesso con le logiche dello streaming contemporaneo. Non è una posa. È il modo in cui questa band ha sempre lavorato.

Simone Vian alla voce e al basso, Michele Fontanarosa alla chitarra, Alberto Trevisan alla batteria. Il suono degli Underdogs affonda le radici nello stoner rock di Kyuss e Queens of the Stone Age, ma nel tempo ha assorbito grunge, hardcore punk e una propensione alle tensioni dinamiche che è diventata la loro firma. Upset porta avanti quel lavoro con più determinazione. Il titolo scelto, l’outsider che ribalta il pronostico, funziona come manifesto.

Go Down Records, etichetta indipendente di riferimento per il rock alternativo italiano, è il contenitore naturale per un progetto come questo. Rimanere nell’orbita dell’indipendente non è nostalgia: è una dichiarazione su dove vuole stare la band. Con il precedente Nine Ties, gli Underdogs avevano già dimostrato la capacità di attrarre collaboratori di peso. Nick Oliveri, ex bassista di Kyuss e Queens of the Stone Age, aveva partecipato come cantante senza che la band cedesse il controllo del suono. Upset segue la stessa logica, ma con meno mediazioni e più urgenza.

Il limite del modello emerge però dai numeri. Zero ascolti su Last.fm al momento dell’uscita, nessuna presenza consolidata sulle piattaforme principali: il circuito del rock underground italiano produce dischi di valore che raramente riescono a superare la soglia del riconoscimento algoritmico. La qualità non è in discussione. È la distribuzione digitale, e la capacità di costruire un pubblico prima ancora che il disco esca, a determinare la differenza tra una band che resta un segreto ben custodito e una che trova finalmente ascolto al di là del proprio pubblico abituale.

Il rock pesante italiano vive da anni in questo paradosso: musicisti cresciuti sugli stessi dischi dell’America desertica, con la stessa competenza tecnica e la stessa intensità creativa, senza trovare la stessa risonanza internazionale. La scena esiste e resiste, alimentata dai festival specializzati, dalle etichette come Go Down e dalle community di appassionati che si muovono fuori dai circuiti commerciali. Upset si inserisce in questo spazio con la coerenza di chi non ha cambiato rotta: non un disco di compromessi, non una conversione al pop, ma il lavoro di una band che sa chi è.

Upset degli Underdogs è disponibile dal 17 giugno, pubblicato via Go Down Records.

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