Cinema

Wingwomen: parte alla grande, ma si sgonfia strada facendo

Martin Cid
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La rapina iniziale di Wingwomen è una scarica di adrenalina: una danza coreografata al millimetro tra Alex, interpretata da Adèle Exarchopoulos, e Carole, interpretata da Mélanie Laurent, mentre portano a termine un colpo ad alto rischio con la precisione di professioniste consumate. È un inizio che dà il tono a quello che avrebbe potuto essere un avvincente mix di azione, commedia e dramma, ma il film non riesce mai a impegnarsi fino in fondo in questa direzione. Diretto da Laurent, che è anche tra le interpreti, Wingwomen è tratto dalla graphic novel La Grande Odalisque ed è uscito su Netflix nel 2023. Un film ricco di potenziale, che però inciampa nella sua realizzazione.

La storia segue Alex e Carole, due ladre al servizio dell’enigmatica Madrina (Isabelle Adjani). Quando Carole decide di ritirarsi dopo aver scoperto di essere incinta, le due fuggono in un rifugio segreto, ma vengono braccate dai mercenari mandati dalla Madrina. Il conflitto centrale ruota attorno alla decisione di tentare un ultimo colpo, coinvolgendo Sam (Manon Bresch), pilota automobilistica, come autista per la fuga.

Exarchopoulos è la vera rivelazione del cast. La sua Alex è un concentrato instabile di rabbia e vulnerabilità, una donna che ha trascorso anni in fuga e ora si confronta con la possibilità di una vita normale. Exarchopoulos dà al personaggio un’intensità viscerale, facendo apparire autentici i suoi scatti emotivi, senza mai scivolare nel melodramma. La Carole di Laurent bilancia questa intensità con un calore concreto, soprattutto nelle scene in cui confida le sue paure legate alla maternità e al futuro. La chimica tra Exarchopoulos e Laurent è il punto di forza del film e lo tiene in piedi anche quando la sceneggiatura vacilla.

Sam, interpretata da Bresch, è una gradita aggiunta al duo, ma il suo arco narrativo sembra sbrigativo. Il film avrebbe guadagnato da un’esplorazione più approfondita del rapporto con Alex e Carole, soprattutto mentre le tre imparano a fidarsi l’una dell’altra e a essere leali. Invece, il suo personaggio finisce spesso in secondo piano, sacrificato al dramma delle due protagoniste. Abner, interpretato da Philippe Katerine, e Clarence, interpretato da Félix Moati, sembrano aggiunti all’ultimo momento: i loro ruoli sono poco sviluppati e la loro presenza finisce per distrarre, anziché arricchire il film.

I momenti migliori arrivano quando il film fa leva sul suo nucleo emotivo: il legame tra Alex e Carole, il dolore di Sam, da poco vedova, e la tensione che accompagna il colpo finale. La sequenza della rapina è coreografata con precisione, mentre la regia di Laurent mantiene il ritmo serrato e la posta in gioco alta. La sceneggiatura, però, inciampa quando cerca di tenere insieme umorismo e dramma, e le battute comiche spesso non funzionano.

Isabelle Adjani, nei panni della Madrina, si prende la scena ogni volta che compare, con una presenza magnetica e minacciosa. Il confronto con la Carole di Laurent è carico di tensione, ma non basta a risollevare il film dalla fiacca parte centrale. Le scene d’azione sono ben costruite, ma manca loro quel guizzo visivo che potrebbe farle andare oltre la semplice efficacia.

Sul piano tematico, Wingwomen affronta la lealtà, la redenzione e la lotta per la libertà. Il percorso di Alex, che passa da una vita criminale alla possibilità di un’esistenza normale, è coinvolgente, ma il film fatica a trovare un equilibrio tra il peso emotivo della storia e gli elementi comici. Nel finale, Carole si sacrifica per garantire la libertà di Alex: una scena pensata per colpire sul piano emotivo, ma che non riesce nel suo intento a causa del ritmo irregolare e delle sottotrame poco sviluppate.

Wingwomen offre momenti di grande efficacia — la chimica tra Exarchopoulos e Laurent, l’interpretazione magnetica di Adjani e alcune sequenze memorabili —, ma è frenato da una sceneggiatura che non sa decidere quale storia vuole raccontare. Piacerà a chi ama i film di rapina e i drammi incentrati sui personaggi, ma gli mancano la coerenza e la profondità necessarie per distinguersi in entrambi i generi.

Rispetto a film come Ocean’s 8 o Thelma & Louise, Wingwomen è meno riuscito sul piano del ritmo e dell’impatto emotivo. Quelle pellicole riescono a fondere azione, commedia e dramma; Wingwomen, invece, fatica a trovare un equilibrio tra i cambi di tono.

In definitiva, Wingwomen può contare su interpretazioni solide e su una premessa avvincente, ma a penalizzarlo sono una sceneggiatura e una regia disomogenee.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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