Cinema

Un cucciolo per Natale su Netflix: a raccontarlo è un vecchio basset hound, non il corgi

Martha Lucas
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La voce narrante di «Un cucciolo per Natale» è Winstead, un vecchio bassotto, e la famiglia che descrive non è affatto pronta ad affrontare le feste. Sander Goss, il nonno interpretato da Dennis Quaid, ha perso la moglie due Natali fa e i rapporti con la nipote adolescente, Ello, si fanno sempre più tesi; poi Juliana, la madre di Ello, si ammala e viene messa in coma farmacologico. Il nuovo film per famiglie di Netflix, tratto dal romanzo dello stesso W. Bruce Cameron e diretto da Cathryn Michon, affida il racconto di questa crisi al testimone più anziano della casa.

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Winstead ha la voce di Thomas Haden Church. Una scelta che riguarda innanzitutto il tono. Church ha costruito la propria immagine sullo schermo con un umorismo impassibile, e un narratore con quel registro può descrivere il caratteraccio di un nonno senza chiedere subito al pubblico di compatirlo. Resta da vedere se il film riuscirà a mantenere questa asciuttezza per tutta la sua durata: è una domanda a cui potrà rispondere solo lo schermo, non il materiale stampa.

Di cosa parla «Un cucciolo per Natale»

La sinossi di Netflix è diretta: «La storia di una famiglia in crisi, in cui un’adolescente, suo nonno e il fedele bassotto di lui cercano di tenere unita la casa a Natale». La crisi è la malattia di Juliana. Con lei in ospedale, Sander ed Ello devono mandare avanti la casa insieme: due persone che già faticavano ad andare d’accordo, a cui arriva un aiuto piccolo e pieno di energia, Ruby, una cucciola di corgi.

Brooke Lena Johnson interpreta Ello e Kathleen Rose Perkins è Juliana. Milo Ventimiglia veste i panni di Hunter Goss, il personaggio che nel trailer comunica a Ello che sua madre è malata. Mary Steenburgen interpreta Claire, una donna che Sander comincia a frequentare, mentre Jennifer Tilly ed Ethan Loomis completano il cast principale. La storia è ambientata a Traverse City, in Michigan.

È una commedia drammatica per tutta la famiglia, il genere di film con cui Netflix inaugura la stagione natalizia, e chi l’ha realizzato ha già risposto alla prima domanda che i genitori si fanno quando si parla di film con i cani. Ne parliamo più avanti.

Dal romanzo di Cameron al set di Michon

Cameron ha pubblicato il romanzo «Un cucciolo per Natale» nel 2020. La descrizione dell’editore è attenta a non svelare subito l’evento centrale: i problemi della famiglia Goss sono «tutt’altro che unici» e poi «si presenta una vera emergenza, che rischia di rovinare non solo il Natale, ma tutto ciò che tiene unita la famiglia». La stessa presentazione si chiede se «l’arrivo di un cucciolo smarrito» sia un’altra disgrazia o proprio ciò di cui la famiglia ha bisogno, e promette al lettore «il punto di vista di un cane».

La promozione del film è meno reticente. Fin dall’inizio svela l’emergenza, un coma farmacologico, e indica il punto di vista: quello di Winstead, un bassotto anziano che da anni veglia sulla famiglia Goss. Per un adattamento, questo cambiamento è importante. Un romanzo può tenere nascosta l’emergenza per diversi capitoli, perché il lettore è già immerso nella voce narrante. Un trailer di due minuti non può farlo, perciò la campagna del film mette subito in primo piano la situazione.

L’adattamento nasce da una collaborazione creativa già consolidata. Cameron e Michon hanno scritto insieme le sceneggiature di A Dog’s Purpose, A Dog’s Way Home e A Dog’s Journey, ma quei film sono stati affidati ad altri registi: Lasse Hallström, Charles Martin Smith e Gail Mancuso. Questa volta Michon, che in precedenza ha diretto Muffin Top: A Love Story e Cook-Off!, dirige la sceneggiatura scritta insieme a Cameron. Appare anche sullo schermo, in un piccolo ruolo: è la signora O’Brien, accanto a Ventimiglia.

Nel suo racconto delle riprese, Michon parla soprattutto della cucciola. «Per gran parte del tempo ho diretto questo film tenendo amorevolmente tra le braccia uno dei tre cuccioli di corgi che interpreta Ruby», ha detto. Tre cani si sono alternati nel ruolo e Michon ha spiegato da dove venivano i loro nomi: «I nostri corgi si chiamavano Harry, William e Charles (sì, erano maschi e sì, li abbiamo chiamati così in onore della famiglia reale!)»

Dennis Quaid, un uomo diverso nello stesso universo canino

Quaid è il filo che collega questo film ai precedenti adattamenti delle opere di Cameron. In A Dog’s Purpose e A Dog’s Journey interpretava Ethan Montgomery adulto, il padrone al centro di quelle storie. Qui veste i panni di tutt’altra persona: Sander Goss, un vedovo il cui dolore si è trasformato in scontrosità. Per il pubblico che lo ricorda come Ethan, la scelta dell’attore crea una sorta di discreta prova: lo stesso interprete, lo stesso autore, un uomo nuovo il cui cane, a giudicare dal trailer, è con lui fin da quando era un cucciolo uscito da un regalo di Natale.

Ventimiglia porta con sé un’altra storia. È stato protagonista di The Art of Racing in the Rain, un altro film raccontato dal punto di vista di un cane, Enzo, a cui dava voce Kevin Costner. Due film narrati da un cane nella carriera di un attore sono ormai un motivo ricorrente, che dice qualcosa sul modo in cui il genere rappresenta gli esseri umani: persone che l’animale osserva con più attenzione di quanta ne riservino a se stesse.

Cosa mostra il trailer

Nel trailer, il legame nasce da un regalo. Un giovane Winstead salta fuori da un pacco di Natale e viene affidato a Sander. Poi ci racconta che le cose non sono più state le stesse da quando è morta la moglie di Sander, mentre Ello non si fa problemi a definire suo nonno un brontolone.

La gag più efficace del trailer è il cane che prende il comando. A metà della cena, Winstead tira via la tovaglia dal tavolo e costringe nonno e nipote a giocare insieme. Il cane espone anche apertamente il tema del film, con una battuta che il trailer gli affida: «Lo scopo di un cane è rendere felici le persone». È un’eco di A Dog’s Purpose, il romanzo e film che hanno trasformato le storie canine di Cameron in un franchise, e chiarisce al pubblico che tipo di storia lo aspetta.

Perché affidare al cane il Natale di un nonno

La premessa ruota attorno a una situazione che molte famiglie conoscono: un genitore in ospedale nel momento peggiore dell’anno e chi resta a casa costretto a condividere cucina e impegni. Storie così prevedono spesso un discorso già sentito, la scena in cui qualcuno finalmente dice ciò che tutti hanno cercato di evitare. La voce narrante di un cane offre un’altra strada. Winstead può raccontare ciò che gli esseri umani non riescono a dirsi, e la premessa suggerisce che sia la comicità sia la tristezza nascano proprio da questa distanza.

C’è anche una lettura legata alle logiche dell’industria. Netflix apre con questo film la propria programmazione festiva: è il primo dei quattro film di Natale presentati in un unico teaser, e un dramma per famiglie narrato da un cane, tratto dall’opera di un autore di successo, è una scelta stagionale a rischio piuttosto contenuto. La scelta più interessante riguarda l’età del narratore. I cani più celebri di Cameron tornano a vivere una vita dopo l’altra; la sinossi del film presenta Winstead come un cane anziano e mette accanto a un nonno in lutto proprio un cane avanti con gli anni.

«Un cucciolo per Natale»: le domande dei lettori

«Un cucciolo per Natale» è tratto da un libro? Sì. È l’adattamento dell’omonimo romanzo del 2020 di W. Bruce Cameron, che ha scritto la sceneggiatura insieme a Cathryn Michon.

Il cane muore? No. Michon lo ha detto chiaramente, con queste parole: «SPOILER: non muore nessun cane!»

Chi dà la voce a Winstead? Thomas Haden Church. Winstead è la voce narrante del film.

È un sequel di A Dog’s Purpose? No. Condivide l’autore e gli sceneggiatori con quel film e con A Dog’s Journey, e Dennis Quaid compare in tutti e tre, ma qui interpreta un personaggio diverso.

Dove è stato girato? La storia è ambientata a Traverse City, in Michigan, ma le riprese si sono svolte a Vancouver.

Mary Steenburgen, Dennis Quaid with Winstead the basset hound, and Ethan Loomis at a Christmas event in A Dog’s Perfect Christmas
Mary Steenburgen, Winstead, Dennis Quaid and Ethan Loomis in A Dog’s Perfect Christmas. Photo: Diyah Pera / Netflix

Quando arriva su Netflix «Un cucciolo per Natale»

«Un cucciolo per Natale» debutta su Netflix mercoledì 4 novembre 2026 e dura 99 minuti. È stato girato a Vancouver tra la fine di ottobre e la metà di dicembre 2025, con Fezziwig Studios alla produzione. In vista dell’uscita, Steenburgen ha registrato un audiolibro del romanzo di Cameron e una versione per bambini. «Essendo un’esperta di cani e film di Natale, mi è piaciuto molto farne parte», ha dichiarato.

Michon ha già chiarito chi sopravvive. Resta aperta la domanda a cui la premessa non può dare una risposta definitiva: che cosa può vedere un cane anziano in una casa in lutto, qualcosa che nessun Natale può aggiustare.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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