Cinema

Con ‘Job Trafficking’, Prime Video trasforma l’epidemia delle truffe online in un dramma di sopravvivenza con Nimrat Kaur

Jun Satō

La truffa del “pig-butchering” — la paziente truffa online che si protrae per mesi e ha prosciugato miliardi di dollari dalle vittime in tutto il mondo — è diventata il crimine transnazionale che definisce il decennio, gestito da complessi fortificati dove lavoratori trafficati sono costretti a ingannare sconosciuti che non incontreranno mai. È anche, sempre più spesso, materiale da televisione di prestigio. La filiale indiana di Prime Video scommette che il fenomeno possa reggere un dramma di sopravvivenza in otto episodi, puntando un cast di primo piano sull’idea che il pubblico voglia un realismo da streaming preso direttamente dalle notizie che lo turbano.

Come riportato in esclusiva da Deadline, la piattaforma ha avviato le riprese di Job Trafficking, una serie in hindi creata e diretta da Prashant Nair. La narrazione intreccia tre vite intrappolate nel meccanismo della frode industrializzata — un truffatore imprigionato in cerca di una via d’uscita, una casalinga raggirata in cerca di risposte e un amministratore delegato finito nel fuoco incrociato — trattando l’economia delle truffe meno come un giallo e più come un sistema in cui ogni gradino ha le sue vittime.

Il casting è la dichiarazione d’intenti. Nimrat Kaur, che ha sfondato a livello internazionale con The Lunchbox e da allora è entrata a far parte di The Family Man su Prime Video, è la protagonista insieme a Pavan Malhotra, il veterano la cui interpretazione in Tabbar lo ha reso una delle presenze più silenziosamente minacciose della televisione indiana. Roshan Mathew porta la sua credibilità del cinema malayalam da Choked e Kappela in un ruolo da protagonista in hindi, mentre Kavya Trehan, reduce da The Royals, completa un quartetto scelto per la consistenza più che per il richiamo da rotocalco.

Nair è una scelta mirata. I suoi film — Umrika, Tryst With Destiny — hanno ruotato attorno a migrazione, aspirazione e costo morale del successo, esattamente il registro che richiede una storia su chi cerca lavoro all’estero, viene attirato con l’inganno e ridotto in schiavitù per commettere truffe. La serie arriva anche mentre le piattaforme indiane virano da saghe criminali patinate verso drammi a tessitura sociale, inseguendo la via del prestigio aperta da The Family Man e Paatal Lok piuttosto che un altro veicolo per star.

Job Trafficking è prodotta da Pratik Khanuja, Sameer Chand, Vikesh Bhutani e Shujaat Saudagar sotto i marchi Select Media Holdings e Chalkboard Entertainment. Prime Video ha rilasciato finora solo un’anteprima, senza una data di lancio, mentre la produzione è in corso.

La scommessa è tanto tonale quanto commerciale: far sedere un pubblico di massa accanto alle persone dall’altra parte della chiamata truffa — non come macchiette, ma come prigionieri — e chiamarlo comunque intrattenimento.

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