Cinema

Tyler Rake: il film d’azione Netflix che ha scommesso tutto su una sequenza

Liv Altman

Sam Hargrave è arrivato al cinema d’azione dalla porta più fisica che esista: anni come coordinatore degli stunt nell’universo Marvel, risolvendo i problemi che i registi gli delegavano senza sempre capire cosa stessero delegando. Tyler Rake è la risposta alla domanda che quel curriculum implicitamente poneva: cosa succede quando chi capisce meglio il corpo in movimento è quello che decide l’inquadratura?

Quello che succede è piuttosto notevole. Il cuore tecnico del film è un inseguimento e combattimento nelle strade di Dhaka presentato come un piano sequenza ininterrotto di dodici minuti, che segue Tyler Rake su tetti, corridoi e in un’auto in volo, con una coerenza spaziale che il cinema d’azione convenzionale raramente si permette. Nella tradizione delle sequenze che giustificano tutto il resto — il piano sequenza della Copacabana in Quei bravi ragazzi, il combattimento nell’appartamento in Oldboy — questa guadagna il suo posto.

Tyler Rake è una figura più familiare. Joe Russo gli assegna un mercenario con un figlio morto e una voglia di morire appena dissimulata, ma Hemsworth la porta senza sottolinearla. Il dolore rimane ai margini dell’azione, non al centro, e quella compostezza è ciò che impedisce al personaggio di affondare sotto il peso della sua storia. David Harbour aggiunge uno strato di ambiguità morale a Gaspar che la sceneggiatura non richiedeva ma che il film sa sfruttare. Golshifteh Farahani offre la performance più controllata del cast.

Dhaka è il personaggio più sottovalutato del film. La densità visiva della città — la stratificazione verticale delle sue strade, la texture delle sue folle — dà all’azione una specificità che la eleva al di sopra del generico sfondo che una produzione minore avrebbe scelto. La fotografia di Newton Thomas Sigel tratta il luogo con rispetto mentre il film lo demolisce.

Quello che Tyler Rake non fa, e di cui non si scusa, è costruire una storia all’altezza della sua coreografia. Il viaggio di redenzione del protagonista scorre su binari prevedibili, l’antagonista esiste per creare ostacoli piuttosto che per significare qualcosa. Per chi capisce che il cinema d’azione ha un contratto proprio con il pubblico — che è sempre stato un mezzo per l’espressione fisica precisa — questo è semplicemente il prezzo di qualcosa che mantiene la sua promessa con un impegno raro.

Il sequel, Tyler Rake 2, è arrivato nel 2023 con un piano sequenza più lungo e una tela più vasta. È per certi versi più ambizioso. Ma l’originale conserva qualcosa che i sequel raramente recuperano: la sensazione di un cineasta che scopre in tempo reale di cosa è capace.

Regia

Sam Hargrave

Sam Hargrave

Cast

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