Cinema

Asakusa Kid guarda il giovane Takeshi Kitano imparare la comicità mentre si spegne il palco che lo ha creato

Jun Satō

Asakusa Kid racconta come un ragazzo sboccato e svogliato sia diventato Beat Takeshi, e lo racconta dalle quinte di un teatro che già si spegneva. Gekidan Hitori, comico lui stesso, dirige il suo primo lungometraggio dalle memorie dello stesso Takeshi Kitano, e quello che firma è meno un biopic che una lettera d’amore a un maestro che il mondo ha quasi dimenticato.

Al centro c’è un rapporto. Yuya Yagira interpreta il giovane Take, un ragazzo scontroso che sale le scale del teatro di varietà France-za in cerca di lavoro e trova un maestro. Yo Oizumi è quel maestro, Senzaburo Fukami, un comico brillante e vanesio la cui stella sbiadisce proprio mentre quella dell’allievo comincia a sorgere. Tutta la tenerezza del film vive nello spazio tra i due.

YouTube video

Il France-za e una Asakusa che già chiude

L’Asakusa degli anni Sessanta è un regno morente dell’avanspettacolo: spogliarelli con siparietti comici tra un numero e l’altro, tip tap, le schermaglie del manzai, tutta una cultura teatrale popolare che il televisore in salotto svuota in silenzio. Hitori la filma con affetto: i camerini angusti, il fumo di sigaretta, le ballerine, il cameratismo ruvido di artisti che sanno già che il pubblico si assottiglia.

In questo mondo Fukami addestra l’apprendista nell’unico modo che conosce. Ballare il tip tap fino a farsi sanguinare i piedi. Calibrare una battuta sul mezzo secondo. Non far mai vedere alla platea che sudi per la risata. Le sequenze dell’apprendistato sono il meglio del film — divertenti, dure, stranamente commoventi — e sostengono l’idea che la comicità sia un mestiere esigente quanto un’arte classica, imparato a forza di ripetizione, umiliazione e qualche schiaffo.

Due interpretazioni che reggono il film

Oizumi è la ragione per cui funziona. Il suo Fukami è vanitoso, generoso e terrorizzato dall’irrilevanza tutto insieme, e l’attore trova la malinconia sotto la spavalderia senza mai mendicarla. Yagira, presenza attenta sullo schermo fin da bambino, rende Take come una porta chiusa che si apre piano; la celebre faccia impassibile di Kitano è già lì, in embrione. Mugi Kadowaki, nella ballerina Chiharu, dà calore ai margini.

Un biopic reverente e i suoi limiti

Dove il film si fa prudente è con Kitano stesso. È un ritratto rispettoso — forse troppo — che ammira il protagonista da una distanza educata e quasi mai si spinge negli angoli più duri e strani dell’uomo che sarebbe diventato Takeshi Kitano, il regista e il provocatore. Come biopic di spettacolo resta in superficie, scandendo le tappe prevedibili dell’ascesa: la prima vera risata, la rottura del duo, l’inevitabile addio al maestro. A salvarlo dalla solita blandezza del genere sono la sincerità e un sentimento autentico per un mondo scomparso.

Il nostro giudizio

Asakusa Kid è un film caldo, ben confezionato, un po’ convenzionale, sorretto da due interpretazioni eccellenti e da un lutto sincero per il palco che ha creato il suo eroe. Dirà di più a chi è curioso di sapere da dove venga Beat Takeshi — e a chi ha amato un maestro i cui giorni migliori erano alle spalle. Modesto, ma ti resta dentro.

Regia

Gekidan Hitori

Gekidan Hitori

Cast

Tag: , , , , ,

Discussione

Ci sono 0 commenti.