Televisione

Midnight Mass su Netflix: l’horror di Mike Flanagan in cui la predica spaventa più del mostro

Molly Se-kyung

Guardi Midnight Mass una volta e noti gli spaventi. La riguardi e noti le parole. Mike Flanagan costruisce la serie sul discorso — lunghi monologhi senza stacco, detti a un tavolo di cucina o da un pulpito — e scommette che una voce, tenuta abbastanza a lungo, diventi lo strumento più temibile della stanza.

È una miniserie horror Netflix ideata, scritta e diretta da Mike Flanagan, e non lascia mai Crockett Island: un paese di pescatori che si assottiglia, poche centinaia di anime, una chiesa cattolica. In quel mondo chiuso arriva padre Paul Hill (Hamish Linklater), un giovane prete la cui venuta coincide con cose che l’isola non sa spiegare — guarigioni che sembrano miracoli, segni che sembrano avvertimenti. In sette episodi il fervore che accende si guasta e diventa altro.

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La scelta di regia

La vera scommessa di Flanagan è strutturale: trattiene. Per lunghi tratti rinuncia al soprassalto e affida lo schermo alla conversazione — al centro, uno scambio notturno tra Riley (Zach Gilford) ed Erin (Kate Siegel) su cosa ciascuno crede accada nell’istante della morte. Dura minuti, senza stacco, due persone e il buio. Non salta fuori nulla. Ed è la scena più inquietante della serie, perché insegna a temere un’idea prima di una sagoma nell’angolo dell’inquadratura.

La macchina da presa di Michael Fimognari tiene le distanze e lascia lavorare i volti; la musica dei Newton Brothers si infila sotto gli inni, non sopra. Quando l’orrore mostra infine le carte, è stato preparato per ore da qualcosa di poco aggressivo come un brav’uomo che dice cose ragionevoli con assoluta convinzione.

Midnight Mass (2021) su Netflix
Midnight Mass (2021), la miniserie di Mike Flanagan su Netflix

Le interpretazioni

Hamish Linklater regge tutto. Il suo padre Paul è caldo, tremante, del tutto persuasivo: un uomo certo di compiere l’opera dell’amore, ed è proprio questo a renderlo pericoloso. L’altro motore è Samantha Sloyan nei panni di Bev Keane, la bigotta del paese la cui Scrittura fatta arma spaventa più di qualsiasi mostro; è la vera cattiva, la rettitudine con la sicura tolta. Attorno a loro, il Riley pieno di sensi di colpa di Zach Gilford, l’Erin di Kate Siegel e lo sceriffo Hassan di Rahul Kohli — un musulmano, straniero in un paese che si serra attorno a un’unica fede — danno all’assunto il suo peso umano.

L’avvertenza onesta

È così lenta da metterti alla prova. La serie gira intorno per un bel po’ prima che l’ultimo atto paghi, e chi cerca una macchina di spaventi convenzionale sentirà la pazienza come lentezza. Quella pazienza è il punto — ma è giusto avvisare che c’è.

Ciò che resta è l’ambizione: una serie horror che si misura davvero con la fede stessa, il suo conforto e il suo pericolo, e che rifiuta di scegliere il lato facile della questione. La fede è insieme il mostro e la misericordia. Da vedere.

Scheda tecnica

Ideatore / Regia: Mike Flanagan
Sceneggiatura: Mike Flanagan, James Flanagan, Jeff Howard, Dani Parker, Elan Gale
Musiche: The Newton Brothers
Fotografia: Michael Fimognari
Cast: Hamish Linklater, Zach Gilford, Kate Siegel, Samantha Sloyan, Rahul Kohli, Henry Thomas, Annabeth Gish, Kristin Lehman, Alex Essoe, Michael Trucco

Dove vederla

Sette episodi, su Netflix. Uscita: 24 settembre 2021.

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