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BMO Field, lo stadio che il Canada costruì prima di meritarselo

Jack T. Taylor

La norma FIFA sui nomi commerciali obbliga lo stadio affacciato sul lago Ontario a trascorrere l’estate rispondendo al nome di Toronto Stadium anziché BMO Field. Il cambio di denominazione non modifica quello che il luogo è: un impianto progettato esclusivamente per il calcio, con un manto erboso naturale e una copertura che trattiene il rumore, costruito qui prima che la nazionale canadese avesse un momento degno di essere ospitato. Adesso ce l’ha. Il 12 giugno il Canada scenderà in campo contro la Bosnia-Erzegovina per la partita più importante che la storia del calcio di questo paese abbia mai vissuto in casa propria.

Lo stadio aprì nel 2007 sull’area del vecchio Exhibition Stadium, realizzato per ospitare la Coppa del Mondo Under 20 FIFA e progettato dal primo bullone esclusivamente per il calcio. Lo si vede in ogni scelta architettonica: la tribuna avvolge il terreno di gioco da vicino, non ci sono corridoi da hockey né spalti da football americano che allontanino i settori superiori dall’azione, e le prime file sono così vicine alla linea laterale che un giocatore sente ciò che gli grida la prima fila. Il Toronto FC arrivò come inquilino principale quello stesso anno e diede all’impianto la sua identità.

I Toronto Argonauts condividono il prato durante la stagione CFL, una coabitazione che funziona perché il campo è in erba naturale e si riprende. Per il Mondiale sarà nelle migliori condizioni di giugno. L’erba naturale in un torneo che in altri stadi accoglie anche superfici sintetiche è una distinzione che gli attaccanti e le ali sentono già al primo scatto.

BMO Field interior during a Toronto FC match, 2024
Photo: H4stings / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Quattro gironi — B, E, I e L — convergono al Toronto Stadium in cinque partite della fase a gironi e un incontro della fase a eliminazione diretta, rendendolo uno degli stadi più attivi nella tappa canadese del torneo. La Germania affronta la Costa d’Avorio il 20 giugno nella seconda giornata del Gruppo E, uno scontro che oppone la disciplina del campione europeo a uno dei centrocampi più fisici e organizzati d’Africa. Il Senegal incontra l’Iraq il 26 giugno nel Gruppo I: i quarti di finalista africani del 2022 contro una nazionale alla sua appena terza partecipazione a un Mondiale. Il Gruppo L porta Ghana-Panama il 17 giugno e poi Panama-Croazia il 23, due sfide consecutive che potrebbero decidere il passaggio del turno in uno dei raggruppamenti più equilibrati del torneo.

Ma la partita che resterà più a lungo nella memoria di chi siederà sugli spalti è la prima. L’esordio del Canada — 45.500 posti il 12 giugno, una nazione che ha costruito questo stadio quando la sua nazionale aveva ancora qualcosa da dimostrare — è il momento in cui essere paese ospitante smette di essere un concetto astratto e diventa qualcosa che si avverte nella pelle. Che la FIFA chiami lo stadio come vuole; il pubblico lo chiama casa.

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