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I Rolling Stones lanciano Foreign Tongues: 14 tracce oltre il catalogo

Alice Lange

Foreign Tongues, il nuovo album in studio dei Rolling Stones, arriva come una dichiarazione creativa a tutto tondo: 14 tracce di materiale inedito, non una logica da greatest hits. Il precedente disco della band, Hackney Diamonds, li aveva riportati al centro del dibattito su cosa fossero ancora in grado di creare; Foreign Tongues chiede se quel dibattito abbia gambe per camminare.

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Il titolo ha un peso. Foreign Tongues suggerisce che gli Stones attingano da un vocabolario esterno al loro repertorio consolidato, un cambio di registro, una sensibilità importata, o semplicemente il riconoscimento che il terreno culturale è cambiato intorno a loro. Se quella promessa sopravviva all’ascolto effettivo dei brani è la domanda che ogni ascoltatore si porta al primo giro.

I Rolling Stones occupano una posizione insolita nella musica contemporanea: così completamente mitizzati che ogni nuovo disco entra in una stanza già arredata intorno al loro passato. Foreign Tongues verrà confrontato con Exile on Main St. e Sticky Fingers nel momento in cui parte una singola nota. Quel paragone è la loro eredità più grande e il loro ostacolo più difficile, e non c’è modo di aggirarlo cambiando il titolo dell’album.

Lo scetticismo è d’obbligo. Gli Stones lavorano senza Charlie Watts, il batterista che ha ancorato la loro sezione ritmica per sei decenni, e la domanda se Steve Jordan dia a Foreign Tongues la stessa sensazione è una questione che l’album stesso deve risolvere. Un nuovo batterista non invalida un disco, ma cambia la fisica di come suona il disco.

L’assenza dell’album da Spotify al momento dell’uscita è una dichiarazione a sé, che sia deliberata o logistica. In un panorama in cui i conteggi dello streaming funzionano come voti pubblici sul valore di un disco nelle prime 48 ore, non essere reperibile sulla più grande piattaforma audio complica la portata. La band sembra aver deciso che questa complicazione sia accettabile. Gli ascoltatori nei mercati in cui Spotify è il servizio di streaming predefinito dovranno cercare l’album altrove.

Foreign Tongues è disponibile ora. La band che ha scritto il manuale su come dovrebbe suonare il rock ha presentato una nuova voce, e se reggerà non è una domanda a cui il titolo può rispondere.

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