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The Wow! Signal: Muse tornano al futuro del rock con dieci tracce

Alice Lange

I Muse raramente pubblicano dischi trascurabili — anche quando non riescono a mantenere le promesse dell’ambizione. The Wow! Signal, il loro decimo album in studio, invece mantiene: dieci brani costruiti attorno al suono colossale che li ha resi celebri, consegnati con una convinzione che non si sentiva da Black Holes and Revelations.

Il titolo dell’album prende il nome dal segnale radio più forte mai registrato come possibile provenienza extraterrestre — un breve impulso captato da un radiotelescópio nell’Ohio che gli astronomi non hanno mai potuto spiegare del tutto. Quella indeterminatezza si trasferisce sulla musica: i Muse non firmano qui un disco di nostalgia, ma un tentativo di recuperare il loro registro più ambizioso e portarlo qualche passo più avanti.

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L’argomento iniziale è Nightshift Superstar, il primo singolo. Il riff di basso di Chris Wolstenholme stabilisce il tono dal primo secondo: un groove fisico e trascinante che si colloca tra Justice e Daft Punk senza smettere di suonare come i Muse. Il falsetto di Matt Bellamy vi si adagia con una naturalezza che poche voci nel rock possono permettersi. Il paragone con Supermassive Black Hole è inevitabile — ma Nightshift Superstar è più diretto, più grezzo e più difficile da togliere dalla testa.

The Wow! Signal non è un album perfetto. The Sickness In You & I e Unravelling offrono la texture abituale del gruppo senza la sorpresa che rende i momenti migliori dell’album così efficaci. Il duetto con Ellie Goulding, Hush, resta sospeso tra calcolo commerciale ed esperimento genuino senza decidersi per nessuno dei due. Chi si aspettava una reinvenzione completa troverà in questi brani i limiti del disco.

Il cuore dell’album si rivela nella sezione cosmica centrale — Hexagons, Cryogen e Space Debris — dove i Muse accumulano atmosfera e complessità con una convinzione che rimanda ai loro dischi più riusciti. Non sono autocitazioni: è la band che onora le proprie esigenze invece di aggirarle.

Con The Wow! Signal, i Muse dimostrano che il rock da stadio può ancora significare qualcosa quando è sostenuto da vera competenza. Per un decimo album, è un risultato non scontato.

The Wow! Signal è uscito a fine giugno per Warner Records e l’etichetta di proprietà della band, Helium-3. Nessuna data di tour è stata annunciata finora.

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