Cinema

Imagine e PTS Taigi scommettono che “Gunshot” renda il poliziesco in taigi un prodotto d’esportazione

Un poliziesco in otto episodi nato dal laboratorio EMERGE di TAICCA e Imagine, con un cast premiato ai Golden Horse e il singaporiano Mark Lee
Jun Satō

La strategia di Imagine Entertainment in Asia è cambiata in sordina: dall’acquisto di storie locali per rifarle in inglese al sostegno dei creatori nelle loro lingue e nei loro mercati. L’avvio delle riprese di “Gunshot” è il punto in cui questa tesi incontra una macchina da presa: un poliziesco in otto puntate girato non in mandarino ma in taigi, la lingua taiwanese a lungo confinata alla commedia e al melodramma nella televisione locale, a cui ora si chiede di reggere una serie criminale di prestigio con ambizioni internazionali. È una scommessa sulla lingua come risorsa e non come ostacolo.

Come ha rivelato per primo Deadline, la taiwanese PTS Taigi ha iniziato a girare con S11 Partners e Third Culture Content, con il sostegno costante di Imagine. Il progetto è nato da EMERGE, il laboratorio di sviluppo che la TAICCA gestisce con Imagine per far crescere i creatori asiatici: una filiera che da anni finanzia sceneggiature e solo ora ne porta una sul set. Producono Cora Yim di S11 e Janice Chua di Third Culture Content.

Kent Tsai, rivelazione di “The Teenage Psychic”, è Hao, un detective la cui carriera vacilla dopo un controverso uso della forza; Chan Tzu-Hsuan è una recluta idealista e Cheng Chih-Wei un veterano pragmatico vicino alla pensione. La vincitrice del Golden Horse Lu Hsiao-Fen fa da ancora al cast, e il singaporiano Mark Lee, anch’egli premiato ai Golden Horse, interpreta Long, un boss la cui calma è la cosa più pericolosa di lui. La premessa mette tre poliziotti con idee inconciliabili di giustizia di fronte a un sistema che premia la visibilità più della virtù.

La scelta di Mark Lee è il segnale. Star di lingua hokkien seguita a Singapore e in Malesia, estende “Gunshot” oltre Taiwan verso la più ampia diaspora hokkien: l’aritmetica di pubblico che rende un dramma in lingua minoritaria leggibile per un partner di Hollywood. Co-diretta da Hsiao Li-Hsiu e Chang Kai-Chih e scritta da Chen Fang-Chi e Hsu Shih-Hui, la serie è anche una scommessa di soft power per la TAICCA, che da un decennio cerca di trasformare i contenuti taiwanesi in una categoria d’esportazione e non solo di consumo interno.

Le riprese sono ora in corso su otto episodi, e la PTS Taigi non ha ancora fissato una finestra di messa in onda. La scommessa di fondo è ostinata: che una storia di polizia, social media e responsabilità pubblica, raccontata in taigi — una lingua che la maggior parte degli acquirenti internazionali non saprebbe collocare su una mappa — viaggi tanto più lontano proprio perché nessuno ha provato a tradurla a monte.

Tag: , , , , ,

Discussione

Ci sono 0 commenti.