Affari e finanza

GTA 6, il leaker minaccia di diffondere tutta la storia se la sua memecoin tocca 30 milioni

Victor Maslow
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L’ultima minaccia del leaker di Grand Theft Auto VI sembra una richiesta di riscatto, ma ha il prezzo di un round di finanziamento. Cyberleek dice che pubblicherà l’intera storia del gioco, finale e titoli di coda compresi, a meno che Take-Two non ceda. Ma basta leggere le condizioni per capire che la posta in gioco non dipende da ciò che farà Rockstar. A far scattare tutto è il prezzo di una criptovaluta.

La distinzione conta più dell’allarme spoiler che domina la copertura della vicenda. Una minaccia con una scadenza mette sotto pressione un’azienda. Una minaccia legata a un obiettivo di prezzo fa pressione sugli acquirenti, e quelli a cui Cyberleek si rivolge sono gli stessi fan che sostiene di voler difendere.

Che cosa minaccia di fare Cyberleek

Il gruppo ha aggiornato il proprio sito con un avvertimento, riferisce IGN: se la sua memecoin raggiungerà una capitalizzazione di mercato di 30 milioni di dollari, pubblicherà una versione di GTA 6 con «l’intera modalità storia, giocata fino alla fine, titoli di coda compresi». Non è chiaro se si tratti di una versione scaricabile o di una partita registrata. Nello stesso avviso, il gruppo offre a Take-Two «una via d’uscita: copie fisiche e scuse pubbliche».

Sotto la minaccia principale si nasconde una serie di minacce minori, costruite intorno a Lucia, una dei due protagonisti del gioco. TheGamer elenca i vari livelli: un filmato in bikini al raggiungimento di una capitalizzazione di mercato di 2 milioni di dollari, immagini in topless a 3 milioni, nudità integrale a 4 milioni e primi piani a 6 milioni. L’invito rivolto ai possessori del token è esplicito: «chiedete quello che volete vedere e ve lo daremo». Sul sito si vota anche per decidere quale sarà la prossima fuga di notizie, e i voti si pagano in token.

Perché i numeri sono il punto centrale

La moneta, $CYBERLEEK, è una memecoin basata su Solana lanciata a metà agosto insieme alla prima serie di filmati, secondo GTA Boom. Al momento della pubblicazione dell’articolo di IGN, la sua capitalizzazione di mercato era di 3,8 milioni di dollari, dopo aver toccato un picco di 5,7 milioni quello stesso giorno, mentre la notizia si diffondeva sui social. Trenta milioni equivalgono a circa otto volte tanto, e IGN giudica improbabile che il traguardo venga raggiunto. Ecco perché quella cifra funziona: un obiettivo finale irraggiungibile tiene viva la minaccia a tempo indeterminato, mentre i livelli inferiori, più alla portata, danno agli acquirenti un motivo per far salire subito il prezzo.

Quanto emerso finora invita allo scetticismo. Un’analisi delle transazioni in criptovalute effettuate a fine agosto indica che il leaker avrebbe incassato circa 270.000 dollari, riferisce IGN. Ad agosto, il raggiungimento della soglia dei 3 milioni di dollari ha sbloccato un filmato ambientato in uno strip club, ha osservato FandomWire; inoltre, il primo ultimatum a diventare virale quel mese, in cui si prometteva di pubblicare la «versione completa», era uno screenshot falso che non è mai comparso sul sito del gruppo.

Il materiale, però, è autentico. Il pacchetto di filmati diffuso questa settimana, della durata di circa 24 minuti, mostrava scene d’intermezzo, momenti della trama, una visuale in prima persona e la possibilità di giocare nei panni di Jason e Lucia. Non è ancora chiaro come il filmato sia riuscito a superare le misure di sicurezza di Rockstar, scrive IGN. Rockstar aveva definito «devastanti» per i suoi sviluppatori le fughe di notizie di agosto, aggiungendo di sperare che tutti «aspettassero ancora un po’ per vivere il gioco in prima persona».

Una lamentela fondata, una soluzione fasulla

La richiesta di Cyberleek tocca un nervo scoperto. A giugno Rockstar ha confermato che le copie fisiche di GTA 6 conterranno un codice per il download, anziché un disco; rivenditori indipendenti come il canadese Video Games Plus e il negozio statunitense Loot Box Gaming hanno dichiarato che non lo metteranno in vendita. Ad agosto, una scritta comparsa sullo schermo del leaker accusava Sony e Rockstar di «uccidere il vostro diritto a possedere e rivendere i giochi». Eppure, proprio quel mese, il movimento di consumatori Stop Killing Games ha preso pubblicamente le distanze dal leaker, mentre IGN riferisce che molti dubitano che al gruppo interessino davvero i supporti fisici. Una protesta il cui successo si misura in base al prezzo di un token non è una protesta in difesa dei dischi.

Take-Two non sta trattando: sta facendo causa. Ad agosto ha presentato in un tribunale federale di New York citazioni in giudizio ai sensi del DMCA per ottenere da Microsoft e Discord i dati che potrebbero permettere di identificare chi si cela dietro il personaggio, ha riferito Video Games Chronicle; secondo GTA Boom, in seguito le richieste sono state estese a X e Google. Nessuno è stato identificato pubblicamente o arrestato. IGN osserva che riuscire a smascherare il leaker potrebbe dipendere dalla possibilità di obbligare i social network e gli exchange di criptovalute a fornire informazioni.

Che cosa significa per i giocatori

Per chi aspetta il gioco, la data di uscita non è cambiata. GTA 6 arriverà il 19 novembre su PlayStation 5 e Xbox Series X|S al prezzo di 79,99 dollari, e nella confezione ci sarà ancora un codice. Il primo rischio è quello degli spoiler: a poche settimane dall’uscita, la storia è diventata merce di scambio e qualsiasi cosa pubblichi Cyberleek può comparire tra i contenuti suggeriti. Il secondo è di natura economica. Comprare la moneta per votare sulle prossime fughe di notizie significa finanziare l’operazione, pagando un prezzo al quale chi la gestisce ha già dimostrato di essere disposto a vendere; GTA Boom avverte inoltre che le versioni rubate del gioco diffuse online potrebbero contenere malware.

Rockstar chiede 79,99 dollari per il finale di GTA 6. Cyberleek ha fissato il proprio prezzo, in una moneta che ha già fruttato un incasso a chiunque la gestisca; il conto, però, è rivolto ai fan.

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