Arte

Tate Modern, prima mostra di pittura a inchiostro: Hyundai spinge oltre il canone occidentale

Il centro di ricerca della Tate prepara un anno di resistenza, inchiostro e spiritualità, con il sostegno della casa automobilistica ormai prorogato al prossimo decennio
Lisbeth Thalberg
Aggiungici su Google

Le mostre sono il luogo in cui le tesi di un museo diventano pubbliche, raramente quello in cui prendono forma. Alla Tate, gran parte di questo lavoro di pensiero avviene in un’unità che la maggior parte dei visitatori non vede mai: lo Hyundai Tate Research Centre: Transnational, i cui simposi, seminari e curatori aggiunti alimentano le sale da dietro le quinte. Il programma del prossimo anno ribadisce di continuo una stessa tesi: l’arte moderna non ha mai avuto un unico centro.

La verifica più chiara di questa tesi sarà appesa alle pareti della Tate Modern. Ink è la prima mostra del museo dedicata alla pittura a inchiostro, una delle tradizioni artistiche più antiche del mondo, raccontata attraverso sette artisti moderni della Cina continentale, di Hong Kong e di Taiwan che l’hanno ripensata per il Novecento. La scheda della Tate si apre con Jadeite Cabbage (Cavolo di giadeite) di Yuan Jai, inchiostro e colore su seta, e articola la mostra attorno alla Vita, al Giardino e al Respiro, in aperta contrapposizione con i racconti occidentali sull’originalità e sull’avanguardia. Per un museo costruito sullo spettacolo della Turbine Hall, una mostra su pennello, acqua e respiro è un cambio di registro voluto.

L’anno si apre con il Simposio annuale, Transnational Resistances, organizzato con l’IMMA (Irish Museum of Modern Art) e il Mathaf: Arab Museum of Modern Art. Relatori come l’attivista per i diritti civili Bernadette Devlin, la storica della cultura visiva Zeina Maasri e il duo di artisti Basel Abbas e Ruanne Abou-Rahme si interrogheranno su come la resistenza venga praticata e incarnata attraverso l’arte. L’edizione successiva sarà dedicata ad arte e spiritualità, e un nuovo ruolo di curatore aggiunto in questo campo si affiancherà a quelli già esistenti in indigenità, ecologia, e Africa e diaspora caraibica.

Audience seated on the ground among birch trees outside Tate Modern during the Like Spores, We Spread event, with textile banners on a white tent
Like Spores, We Spread, Tate Modern, September 2026. Photo: Ben Fisher / Tate

La ricerca è già sulle pareti. Sostiene la mostra della Tate Modern sull’artista cubano-americana Ana Mendieta e l’esposizione gratuita Teach by Example, dedicata alle reti artistiche e agli spazi educativi fioriti in tutta l’Africa alla fine del Novecento. Accanto a Ink, una nuova esposizione gratuita, A Year in Art: Lebanon 1990, riunirà artisti che indagano come il conflitto e lo sfollamento abbiano plasmato la produzione di immagini e la memoria collettiva.

I formati più piccoli seguono lo stesso filo. Ink as Method, con la Chinese University of Hong Kong, scava nella filosofia dell’inchiostro. Per chiudere la Tate Britain Commission dell’artista Zineb Sedira, l’archivista algerino Nabil Djedouani presenta Café Alger, una conferenza-performance seguita da un set del DJ algerino-tunisino Cheb Mimo.

Tutto questo poggia sulla partnership di Hyundai Motor con la Tate, prorogata lo scorso anno fino al 2036 e che copre sia il centro di ricerca sia la Hyundai Commission della Turbine Hall. Una casa automobilistica che finanzia la rilettura della storia dell’arte di un museo merita attenzione critica; per ora, quei soldi stanno allontanando la Tate da un’unica storia per avvicinarla a molte.

Il simposio si tiene alla Tate Modern il 6 e 7 novembre 2026, seguito il 5 dicembre da Theatre of the Street, dedicato alla street art e all’arte pubblica. Ana Mendieta (£18) resta aperta fino al 17 gennaio 2027, e Café Alger si terrà alla Tate Britain a metà gennaio, in chiusura della commissione di Sedira. Ink (£18) sarà allestita dal 22 aprile al 30 agosto 2027 nelle Eyal Ofer Galleries; A Year in Art: Lebanon 1990 apre a ingresso gratuito il 12 aprile 2027.

La pittura a inchiostro sostiene che una pennellata conservi il respiro della mano che l’ha tracciata. Il centro di ricerca della Tate chiede al museo di cercare quella traccia in tradizioni che un tempo aveva lasciato ai margini.

Tag: , , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.