Arte

Myths and Monsters all’M+ porta la Hong Kong sommersa di Kongkee nel canone fantastico asiatico

Lisbeth Thalberg
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River di Kongkee si regge su un’unica immagine: una figura gialla, mezza sommersa in un’acqua arancio sangue, legge un piccolo libro nero la cui copertina recita Borrowed Place, Borrowed Time. Intorno galleggiano le insegne dei negozi e i traghetti della Hong Kong in cui l’artista è cresciuto. Quelle parole sono il titolo del libro di Richard Hughes sulla città, da tempo formula sintetica per un territorio che vive sull’orologio di qualcun altro. L’animatore di Hong Kong prende il cliché alla lettera e lo allaga.

Quell’immagine sta per entrare in un discorso più ampio. M+, il museo di cultura visiva di Hong Kong, inserisce River in Myths and Monsters: The Art of Fantasy in Asia, una rassegna costruita in quattro capitoli: prima le xilografie ukiyo-e, il teatro delle ombre indonesiano e i rotoli buddhisti tibetani; poi il passaggio del Surrealismo in Asia e l’ascesa postbellica di manga e anime; infine l’estetica anime che oggi attraversa arte, design, moda, videogiochi e cultura digitale in tutto il mondo. L’elenco stilato dal museo va da Osamu Tezuka, il creatore di Astro Boy, all’artista singaporiano Ho Tzu Nyen. Collocare in questa genealogia la linea piatta e pulita, da rodovetro, di Kongkee è proprio il punto: la sua apocalisse è disegnata con la grammatica dei fumetti che lo hanno formato.

La notizia arriva da gdm (Galerie du Monde), la sua galleria di Hong Kong e Taipei, nel riepilogo di ottobre.

Geometric painting by Adia Millett with a dense grid of bright triangles in pink, yellow, green and blue
Adia Millett, opera da Power Unearthed alla gdm Taipei. Immagine: per gentile concessione dell’artista e di gdm

A Taipei, le pareti della galleria sono per l’artista statunitense Adia Millett e Power Unearthed: dipinti, tessuti e installazioni su come il potere si muove attraverso la terra, il corpo e lo spirito, mettendo al centro le donne, le comunità nere e le voci marginalizzate. La tela diffusa dalla galleria è un reticolo di triangoli rosa acceso, zafferano, smeraldo e nero, con una logica compositiva vicina a quella del quilt. Basta fare un passo indietro e sotto la griglia affiora un cerchio pallido, qualcosa di sepolto che si fa strada.

Il compianto pittore di Hong Kong Wesley Tongson, che ha spinto il mezzo oltre i suoi limiti usando il proprio corpo come pennello, è protagonista di Singing and Dancing with Brush and Ink all’Asia Society Hong Kong. A Londra, A Life of Navigation dell’artista taiwanese Musquiqui Chihying è alla Hayward Gallery. Il fotogramma condiviso dalla galleria mostra un ragazzo che corre a perdifiato lungo il nastro della cassa di un supermercato mentre il cassiere alza lo sguardo: la spesa come percorso a ostacoli.

Video still of a performer in white t-shirt and blue shorts running on a supermarket checkout counter as a cashier watches
Musquiqui Chihying, fotogramma video. Immagine: per gentile concessione dell’artista e di gdm

Più lontano, la videoartista Alison Nguyen presenta Perforation, Ellipse alla Biennale di Busan. L’artista di Hong Kong Lam Tung Pang porta Out of This World alla Richmond Art Gallery, alle porte di Vancouver. I’ll Catch You Later dell’artista Liu Sheng è al Guangdong Times Museum di Canton, mentre il compianto modernista thailandese Tang Chang è il fulcro di Giving Life al Dib Bangkok. Toil and Soil di Chiu Wei-Hsiang, di cui MCM ha scritto a settembre, prosegue alla gdm Hong Kong.

Myths and Monsters apre all’M+ il 17 ottobre e resta visitabile fino al 4 aprile 2027 nella West Gallery del museo. Power Unearthed è in mostra alla gdm Taipei fino al 7 novembre. La mostra di Tongson chiude l’11 ottobre, A Life of Navigation il 18 ottobre. Out of This World inaugura il 24 ottobre, la presentazione di Nguyen a Busan prosegue fino al 1º novembre, Toil and Soil fino alla fine di ottobre, I’ll Catch You Later fino al 31 gennaio 2027 e Giving Life fino al 3 maggio 2027.

Letto come calendario, è una pagina di appuntamenti. Letto attraverso River, è una mappa di luoghi disegnati come se fossero già mito.

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