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In «S&X» Kento Nakajima recita sottovoce: il sessuologo che ascolta più di quanto parli

Veronica Loop

C’è una stanza in cui quasi nessuno si siede, e non è la camera da letto. È quella in cui qualcuno pronuncia finalmente, ad alta voce, ciò che non ha mai confessato sul proprio desiderio. «S&X» costruisce tutto il suo mondo dentro quella stanza, e ribadisce che il difficile non è mai stato desiderare, ma dirlo.

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Kento Nakajima interpreta Ichito Shimotori, un terapeuta del sesso che gestisce una piccola clinica dove i pazienti arrivano con ciò che non possono confidare né al partner né al medico. La serie Netflix riprende una vecchia tradizione televisiva giapponese: un mestiere insolito diventa una lente sulle vite comuni, un caso a settimana. In gioco c’è la distanza tra provare un desiderio e avere le parole per nominarlo.

La scelta del protagonista è la decisione più rumorosa della produzione, e va letta come strategia. Nakajima è un idolo popolare, un volto di cui il pubblico si fida, e quella fiducia viene puntata su un tema che la tv giapponese di solito tiene fuori campo. Il regista Shogo Kusano lo allontana dalla seduzione verso il controllo: questo Ichito ascolta più di quanto reciti. Il controllo è la tesi.

La struttura è una macchina delle confessioni. Ogni episodio accoglie un paziente privo di vocabolario e si chiude quando lo trova. Sotto i casi settimanali corre la vera domanda della stagione: il terapeuta che distribuisce agli altri un linguaggio del desiderio nasconde una ferita propria, e la serie chiede se saprà mai applicare a sé ciò che prescrive.

Il materiale viene da un manga di Kisei Tada, pubblicato sulla rivista Morning di Kodansha, con un messaggio insolitamente diretto: nessuno deve portare da solo queste inquietudini, e ci sono luoghi in cui chiedere aiuto. Non è una provocazione, ma una frase di sanità pubblica travestita da dramma. E arriva in un Paese che, sondaggio dopo sondaggio, risulta tra i meno attivi sessualmente del mondo sviluppato.

È qui che il dramma giapponese diventa una scommessa di Netflix. La piattaforma è passata dall’acquisto di titoli giapponesi alla produzione di originali pensati per viaggiare. Il true crime viaggia, il romance viaggia; resta da dimostrare se un dramma su ciò che le persone non riescono a dire possa varcare i confini, sorretto da un volto noto e da un silenzio che alla fine non è giapponese, ma quasi universale.

S&X
Photo: Kumiko Tsuchiya/Netflix

Il cast punta alla credibilità più che allo spettacolo: Yuko Araki, Ryota Miura, Sawako Fujima, Aoi Nakamura e Rinka Kumada circondano lo studio, mentre i veterani Sayaka Yamaguchi, Yusuke Santamaria e Shiro Sano portano un registro più maturo. La composizione della serie è di Tomoko Yoshida. Ciò che «S&X» non risolve è proprio ciò che vale: trovare le parole non garantisce di essere capiti, e chi le distribuisce forse non dirà mai le proprie.

«S&X» debutta su Netflix in tutto il mondo il 20 agosto 2026, in giapponese con sottotitoli, adattato dal manga di Kisei Tada e diretto da Shogo Kusano su una composizione di Tomoko Yoshida. Che il mondo si sieda in quella stanza è la scommessa della piattaforma.

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