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Obliterated: azione sfrenata e caos da post-sbornia

Alice Lange
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La scena iniziale di Obliterated è un vortice di neon e caos: una squadra delle forze speciali rientra barcollando da una missione a Las Vegas, con l’adrenalina ancora in circolo e la voglia di festeggiare. La macchina da presa indugia sugli occhi iniettati di sangue e sui bicchieri che tintinnano, dando subito il tono a questo ibrido di azione, commedia e dramma.

Creata da Jon Hurwitz, Hayden Schlossberg e Josh Heald, già noti per Cobra Kai, Obliterated è un frenetico intreccio di operazioni militari ad alto rischio e feste scatenate. La premessa è semplice: una squadra d’élite sventa un complotto terroristico a Sin City, poi si lascia andare a una notte di eccessi. Ma quando scopre che la bomba disinnescata era un’esca, comincia il vero spasso: combattere il male mentre si cerca di smaltire una sbornia micidiale.

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Il punto di forza è l’energia contagiosa che attraversa la serie. Il cast corale, guidato da Shelley Hennig nei panni della caposquadra Ava Winters e da Nick Zano in quelli del Navy SEAL Chad McKnight, sprigiona una chimica palpabile. Si distinguono anche Terrence Terrell e Paola Lázaro, che ancorano l’assurdità della vicenda con momenti di autentica complicità. Las Vegas è sfruttata con efficacia, tra inquadrature illuminate al neon che restituiscono tanto il glamour quanto il lato più ruvido della città.

La serie se la cava bene anche con i tempi comici. Le allucinazioni psichedeliche di Paul Yung (Eugene Kim), provocate dai funghi allucinogeni, sono visivamente fantasiose e irresistibili. La voce di Jason Mantzoukas nei panni di Zogg, il gremlin immaginato da Paul, aggiunge un ulteriore tocco di assurdità che funziona alla perfezione.

Tuttavia, Obliterated inciampa nel ritmo e nella coerenza tonale. Il passaggio dall’azione ad alta intensità alla commedia slapstick può risultare brusco, e alcuni episodi faticano a trovare un equilibrio tra le due anime. La serie risente inoltre della scarsa profondità dei personaggi: molti membri della squadra finiscono per essere caricature, anziché figure pienamente delineate. A tratti, poi, la trama diventa prevedibile, con colpi di scena che sembrano più artificiosi che guadagnati.

È un peccato che sia stata cancellata dopo una sola stagione, perché la premessa e il cast avevano un potenziale evidente. Con più tempo, la serie avrebbe potuto esplorare meglio i personaggi e affinare la sua miscela originale di generi.

Alla regia, Hurwitz, Schlossberg e Heald portano in Obliterated il loro stile inconfondibile, mescolando azione serrata e battute pungenti. La serie beneficia della loro esperienza sia nella commedia sia nel dramma e costruisce momenti tanto elettrizzanti quanto capaci di strappare risate sonore. La regia, però, non è sempre uniforme: alcune scene sono meno rifinite di altre.

Nel corso della serie vengono affrontati i temi della solidarietà tra compagni e delle conseguenze degli eccessi. Il legame tra i membri della squadra è messo alla prova non solo dalle minacce esterne, ma anche dalla loro stessa imprudenza. Questa doppia dimensione arricchisce la narrazione, anche se non viene sempre sviluppata fino in fondo.

Obliterated piacerà a chi ama gli ibridi di azione e commedia come 21 Jump Street e Bad Trip. Chi cerca una maratona spensierata, tutta adrenalina, troverà parecchio di cui godere. Gli spettatori in cerca di personaggi più approfonditi o di una narrazione più sfumata, invece, potrebbero restare insoddisfatti.

La serie può contare anche su un cast di supporto efficace, con le interpretazioni di spicco di Costa Ronin nel ruolo del sinistro trafficante d’armi Ivan Koslov e di Jason Mantzoukas, che presta la voce a Zogg. Entrambi aggiungono ai rispettivi ruoli un tocco di fascino e minaccia, dando maggiore spessore al materiale.

Sul piano dell’originalità, Obliterated si ritaglia uno spazio tutto suo. La combinazione di azione, commedia e dramma non è del tutto nuova, ma il modo specifico in cui la serie affronta questi generi la distingue. L’incontro tra operazioni militari ad alto rischio e l’energia caotica di una notte a Las Vegas è una variazione rinfrescante.

L’originalità della serie è però in parte indebolita dal ricorso a meccanismi già noti. La storia di una squadra in missione è stata raccontata molte volte e Obliterated non riesce sempre a introdurre elementi abbastanza freschi da giustificare la propria esistenza. L’umorismo, spesso efficace, a tratti appare derivativo e si affida troppo a gag ormai collaudate.

Quanto alla sua collocazione di genere, Obliterated è un risultato altalenante. Come commedia d’azione con elementi drammatici, si muove tra generi diversi con esiti variabili. Le sequenze d’azione sono ben coreografate e adrenaliniche, ma la commedia finisce talvolta per mettere in ombra il dramma, provocando bruschi sbalzi di tono.

Anche il ritmo è un problema. Alcuni episodi sembrano frettolosi: certi passaggi della trama si risolvono troppo in fretta e gli archi dei personaggi restano poco sviluppati. Altri, invece, si trascinano e indugiano su scene che non sempre fanno avanzare la narrazione. Questa discontinuità impedisce alla serie di trovare il proprio passo.

Nonostante i difetti, Obliterated regala momenti di autentica brillantezza. La chimica tra gli attori protagonisti è innegabile e le loro interpretazioni conferiscono una certa autenticità a una premessa altrimenti assurda. È apprezzabile la disponibilità della serie a correre rischi: mescolare i generi, sperimentare con il tono e spingersi oltre i limiti.

La cancellazione dopo una sola stagione è deludente: Obliterated avrebbe potuto diventare qualcosa di davvero speciale. Con più tempo, i suoi creatori avrebbero potuto trovare un equilibrio tonale più solido, approfondire i personaggi e perfezionare la struttura narrativa. Così com’è, resta un esperimento promettente, ma imperfetto.

In conclusione, Obliterated è una corsa sfrenata che non riesce del tutto a centrare il finale. Piacerà agli appassionati di ibridi d’azione e commedia, grazie alla sua miscela originale di generi e a un cast corale di talento.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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