Televisione

Yellowstone è finito: Dutton Ranch porta Beth e Rip nel sud del Texas

Lo spin-off in nove episodi di Chad Feehan su Paramount+ sposta i due ultimi superstiti della famiglia Dutton verso un sud del Texas che non sa chi siano.
Martha O'Hara

I Dutton sono usciti da Yellowstone come la serie è uscita dal palinsesto: male, a metà e con quasi tutta la famiglia morta o scritta fuori. Due sono sopravvissuti ai rottami. Dutton Ranch, lo spin-off in nove episodi firmato Chad Feehan per Paramount+ e Paramount Network, raccoglie Beth Dutton e Rip Wheeler in una zona del paese che non ha la minima idea di chi siano.

Il sud del Texas è il dispositivo. Kelly Reilly e Cole Hauser tornano senza il resto della famiglia che hanno protetto per cinque stagioni, in uno stato la cui cultura dell’allevamento è più antica e più chiusa di quella del Montana, contro un ranch rivale che non sarà fermato né dai soldi né dal cognome Dutton. La premessa è costruita per verificare se la coppia centrale della serie madre era abbastanza forte da reggere una serie da sola, o se è sempre stata una funzione della famiglia intorno. Feehan, salito alla guida da showrunner dopo che Taylor Sheridan è passato al ruolo di produttore esecutivo tramite la sua etichetta Bosque Ranch, riceve il lancio più esposto che l’universo Sheridan abbia mai avuto in televisione.

YouTube video

Reilly torna a Beth alla stessa temperatura con cui aveva chiuso la matrice: fredda, esatta e disinteressata a piacere. Il pilota la mette in stanze dove il cognome non funziona più come valuta. Il Rip di Hauser resta il centro etico della serie, vale a dire l’unico personaggio la cui violenza è mostrata come mestiere e non come difetto. La scommessa del cast è che il pubblico che ha seguito questi due per cinque stagioni li seguirà fuori dal Montana, e che il pubblico che non ha mai finito Yellowstone li leggerà come protagonisti nuovi in un western di forestieri. Le due scommesse convivono dentro lo stesso ordine di nove episodi.

Finn Little torna come Carter, il ragazzo che Beth e Rip avevano mezzo adottato nelle stagioni intermedie di Yellowstone, e la serie lo usa come tessuto di raccordo con la matrice. Juan Pablo Raba interpreta Joaquin, l’uomo di fiducia del ranch rivale, e la finzione lo piazza come il nuovo opposto etico che Rip deve leggere dall’altra parte della recinzione. Jai Courtney compare come Rob-Will, in un ruolo che il trailer tiene fuori inquadratura per ragioni di marketing. Gli altri ruoli principali si dispongono intorno. Il cast è più corto di quello di Yellowstone: la serie ha deciso che quell’ampiezza era una funzione della scala, e uno spin-off scambia la scala con la messa a fuoco.

Feehan non è la scelta ovvia per la sedia. È arrivato a questo incarico attraverso Banshee e Ray Donovan, due serie che hanno installato la violenza fisica dentro una struttura di compromessi morali, e l’universo Sheridan fino a oggi era stato scritto in larga parte dallo stesso Sheridan. Il passaggio di testimone è la notizia strutturale del lancio. È la prima serie dell’orbita Sheridan la cui direzione creativa non è di Sheridan. Se la serie mantiene il ritmo di piani lunghi, dialoghi asciutti e clima come personaggio, la franchise avrà dimostrato di viaggiare. Se quel ritmo lo perde, avrà imparato i propri limiti dentro lo spin-off più ambizioso.

Paramount+ e Paramount Network stanno gestendo il debutto con il formato lineare-più-streaming che lo studio aveva già rodato con i prequel di Yellowstone. Il primo episodio è andato in onda il 15 maggio. Il secondo è fissato per il 22 maggio. La stagione è di nove episodi, senza pausa di metà corsa annunciata. Lo studio non ha confermato una seconda stagione, postura standard per uno spin-off il cui futuro dipende dalla tenuta del debutto. I numeri di Yellowstone sono stati il dato più rumoroso del cavo americano nell’ultimo ciclo; capire se Dutton Ranch ne erediti una fetta rilevante, o se la franchise resti incastrata nel Montana nella testa dello spettatore, è la domanda a cui risponderanno i prossimi otto giovedì.

Il segnale di genere è interessante. Yellowstone è stato venduto come western e guardato come dramma familiare; la stampa di prestigio lo ha letto come entrambe le cose, poi come nessuna, infine come la fiction più vista del cavo americano. Dutton Ranch viene venduto come western e drama, in quest’ordine, e il pilota tiene la macchineria del dramma familiare fuori dal tavolo fino al secondo atto. Non c’è John, non c’è Jamie, non c’è Kayce, non c’è Monica. Non c’è un casolare da difendere. La serie che arriva è più vicina, nella forma, a un film di Sheridan (Hell or High Water, Wind River, Sicario) che alla soap multigenerazionale in cui la matrice si era trasformata. Capire se fosse questo che il pubblico voleva è la seconda domanda.

La classificazione TV-MA regge. Il pilota non addolcisce la violenza che la matrice aveva iniziato a contenere nel suo tratto finale, e l’argomento strutturale della stagione è che i Dutton sono più esposti nel sud del Texas di quanto non lo siano mai stati a casa. Il ranch rivale tiene la propria contabilità; Beth ha meno banca e nessuna copertura politica. La serie fa i conti espliciti nella seconda metà del pilota.

Dutton Ranch dura nove episodi tra Paramount+ e Paramount Network. L’episodio due arriva il 22 maggio 2026, e Feehan ha già la stagione completa chiusa al montaggio.

Tag: , , , , , , ,

Discussione

Ci sono 0 commenti.