Applicazioni

WhatsApp lancia i nomi utente: il numero di telefono non serve più

Susan Hill

Dal 2009 a oggi, chiunque volesse comunicare su WhatsApp aveva un solo modo per farlo: condividere il proprio numero di telefono. Quella condizione — implicita, automatica, raramente messa in discussione — sta per cambiare. WhatsApp ha avviato il rilascio in beta limitata di una funzione di nomi utente che permette, per la prima volta, di entrare in contatto con nuove persone senza consegnare loro i propri dati telefonici. Due miliardi di utenti attendevano questa possibilità da anni.

Il funzionamento è chiaro. Gli utenti che ricevono l’aggiornamento trovano un nuovo campo nella sezione Profilo delle impostazioni dell’app. Scelto un nome utente — tra 3 e 35 caratteri, solo lettere minuscole, numeri, punti e trattini bassi — questo identificatore diventa l’unico elemento da condividere per avviare una conversazione con uno sconosciuto. Chi conosce il nome utente può cercarlo direttamente nell’app e scrivere senza vedere mai il numero. I contatti già salvati in rubrica continuano a vedere il numero come prima; la funzione è uno strato di privacy per le nuove relazioni, non una sostituzione dell’identità sulla piattaforma.

WhatsApp ha aggiunto una seconda barriera di protezione. Una “chiave del nome utente” opzionale di quattro cifre fa sì che anche chi conosce l’handle debba inserire quel codice per raggiungere la casella di posta principale. I messaggi inviati senza il codice finiscono in una cartella Richieste separata — lo stesso meccanismo che filtra già i messaggi da numeri sconosciuti.

Il nodo Meta

C’è però una trappola strutturale che vale la pena capire prima di entusiasmarsi. I nomi utente di WhatsApp non sono indipendenti dal resto dell’ecosistema Meta. La piattaforma richiede che l’handle scelto sia disponibile anche su Facebook e Instagram. Chi sceglie lo stesso nome utente che usa su Instagram rischia che un estraneo, scoprendolo, possa risalire facilmente al profilo su quel social. Chi vuole mantenere i propri account separati sulle diverse piattaforme Meta dovrà scegliere un identificatore diverso — e verificare la disponibilità su tutte e tre prima di decidere.

Va detto anche un’altra cosa con chiarezza: il numero di telefono rimane obbligatorio per registrarsi e mantenere un account WhatsApp. Il nome utente non lo sostituisce; è un filtro di privacy per i nuovi contatti, non uno strumento di anonimato completo. Chi sperava di poter usare WhatsApp senza che nessun numero fosse legato al proprio account non troverà qui quello che cercava.

Per verificare se la funzione è già disponibile sul proprio account, basta aprire WhatsApp, andare su Impostazioni e poi Profilo: se il campo del nome utente è visibile, il rilascio è arrivato. I nomi utente sono soggetti a un periodo di attesa di 14 giorni tra una modifica e l’altra, misura pensata per prevenire abusi di identità e impersonificazioni.

Il divario con Signal e Telegram

Il confronto con la concorrenza racconta da solo quanto questa novità fosse attesa. Signal e Telegram offrono da anni la possibilità di contattarsi tramite nome utente, e WhatsApp chiude con questa funzione un gap di privacy che era diventato uno degli argomenti più citati da chi aveva scelto app alternative. In Italia, dove la sensibilità verso la tutela dei dati personali è cresciuta significativamente negli ultimi anni, la possibilità di non dover condividere il numero con ogni nuova conoscenza professionale o personale ha un valore pratico immediato.

Il lancio globale è confermato per giugno 2026. Entro la stessa scadenza, WhatsApp ha fissato un termine anche per le aziende che usano le API Business: i loro sistemi dovranno integrare il nuovo sistema di identificazione basato sui nomi utente.

Altri articoli simili

Discussione

Ci sono 0 commenti.