Musica

Dave Matthews, Trey Anastasio e Chris Stapleton al gala T.J. Martell per il loro stesso manager

Alice Lange

Sulla carta sembra la chiusura di un festival da sogno: Dave Matthews, Trey Anastasio e Chris Stapleton, tre dei nomi più redditizi della scena live americana, che condividono un palco a New York per una sola notte. A guardare meglio, il cartellone si rivela qualcosa di più di un supergruppo. È una riunione di famiglia, e l’uomo del momento firma gli assegni di tutti e tre.

La T.J. Martell Foundation consegnerà a Coran Capshaw il suo Lifetime Music Industry Award, e la line-up annunciata insieme a questo riconoscimento è, in sostanza, la sua lista di clienti che si presenta per fare una serenata al capo. Non è una critica. È il punto centrale, e la finestra più chiara su come la filantropia funzioni davvero nel mondo della musica moderna.

Capshaw non è un nome familiare come quello dei suoi artisti, e questo è voluto; i migliori manager raramente lo sono. Ha fondato la Red Light Management a Charlottesville, in Virginia, dove gestiva un club chiamato Trax e ha dato a un gruppo locale spiantato chiamato Dave Matthews Band il suo primo ingaggio regolare. Quel rapporto è diventato il seme di quella che Red Light oggi definisce la più grande azienda indipendente di management artistico al mondo, una società la cui portata è facile sottovalutare proprio perché tiene i riflettori puntati sul talento, non su se stessa.

Ed è questo che rende la line-up del gala così rivelatrice. I Phish di Anastasio, i Dave Matthews Band e Stapleton sono tutti artisti Red Light; un report di settore lo ha detto chiaramente, osservando che Capshaw supervisiona le carriere di tutti e tre gli uomini che saliranno sul palco. Il roster dietro di loro è ancora più profondo, dai The Strokes e Primus a Luke Bryan, Lionel Richie e Alabama Shakes. Quando un singolo manager è in grado di convocare un talento di quel calibro per una serata, non si assiste a una coincidenza di agende generose. Si osserva il meccanismo di un’industria consolidata fare esattamente ciò per cui è stata costruita.

Quel meccanismo è la vera storia che l’annuncio minimizza. La beneficenza dell’industria musicale ama presentarsi come una comunità ampia che si stringe attorno a una causa, e nello spirito è così. In pratica, si basa sul capitale relazionale concentrato in una manciata di centri di potere: i manager, gli agenti e i capi delle etichette che possono trasformare una rubrica personale in una sala piena. Capshaw è uno di quei centri, probabilmente il più influente nell’economia della musica dal vivo, e il gala Martell è un ritratto di come il suo tipo di influenza venga metabolizzata in qualcosa di utile. La stessa concentrazione che rende possibile una serata come questa è quella che decide quali artisti possano mai avvicinarsi a un palco di queste dimensioni.

E la parte utile è genuinamente utile. La fondazione è stata avviata dal dirigente musicale Tony Martell in memoria del figlio T.J., e da allora ha trascorso decenni a convogliare la ricchezza dell’industria verso la ricerca sul cancro presso ospedali di primo piano, avvicinandosi ai trecento milioni di dollari raccolti nella sua storia. Il New York Honors Gala è il suo evento di punta, la notte in cui escono i libretti degli assegni. Qualunque cosa si pensi del sistema di star che riempie la sala, i soldi alla fine sono reali e vanno da qualche parte che conta.

I dettagli sono quasi irrilevanti, ma vale la pena registrarli. La 51ª edizione si terrà il 15 settembre al Cipriani 42nd Street, con Live Nation che firma come primo sponsor del red carpet e il giornale dei tributi digitali che chiude all’inizio di settembre. La sala, prevedibilmente, è già al completo.

Quindi godetevi l’impensabile spettacolo di Matthews, Anastasio e Stapleton nello stesso edificio. Ma sappiate cosa state davvero guardando: non un allineamento di stelle irripetibile, ma un impero manageriale che mette in scena il proprio tributo, trasformando la concentrazione di potere che definisce il business in un assegno per la ricerca sul cancro che nessuno nella sala rimpiangerà.

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