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Women on the Edge: una commedia femminista di vendetta, brillante per le interpretazioni viscerali e l’umorismo tagliente

Veronica Loop
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La scena iniziale di “Women on the Edge” è una lezione magistrale di sovversione. Ángela, interpretata da Carla Peterson, e Vera, interpretata da Julieta Díaz, entrambe in tute gialle abbinate, irrompono in una sala operatoria con una lista di rimostranze contro il dottor Edgardo Sanchez Leven (Salvador del Solar). È un momento che definisce subito il tono della commedia di Azul Lombardía: audace senza compromessi, cupa e divertente, oltre che piacevolmente femminista.

Il film segue Ángela e Vera, che si incontrano in un gruppo per la gestione della rabbia dopo aver avuto, separatamente, a che fare con lo stesso chirurgo. Unite da un trauma comune e dal desiderio di vendicarsi, si mettono in moto per smascherare le discutibili pratiche del dottor Leven. L’idea di partenza è semplice, ma Lombardía la arricchisce con una scrittura incisiva e con la volontà di esplorare le molte sfaccettature della rabbia femminile.

Peterson e Díaz sono il cuore del film e offrono interpretazioni al tempo stesso esilaranti e strazianti. Peterson, in particolare, si distingue nel ruolo di Ángela, una donna la cui apparente durezza nasconde una profonda fragilità. La scena in cui affronta la famiglia da cui si è allontanata è tra le più riuscite: mette in luce la versatilità di Peterson e la capacità di Lombardía di accostare l’umorismo a un’autentica intensità emotiva.

Díaz, dal canto suo, dà a Vera un’intensità trattenuta: un personaggio definito dalla sua capacità di resistere alle avversità. La loro intesa è evidente e la loro amicizia passa da un’alleanza ancora incerta a un legame profondo. La scena in cui condividono una bottiglia di vino e si raccontano il proprio passato è un esempio splendido di come Lombardía usi l’umorismo per esplorare le sfumature dell’amicizia tra donne.

Anche il cast di supporto è notevole. Esteban Lamothe e Martín Garabal regalano momenti comici quanto mai opportuni nei panni di Fercho e Fede, gli amici pasticcioni che finiscono coinvolti nel piano di Ángela e Vera. Le loro gag slapstick fanno da contrappunto ai temi più cupi del film e alleggeriscono il tono senza sminuire la serietà della vicenda principale.

Salvador del Solar, invece, è deliziosamente viscido nel ruolo del dottor Leven e incarna alla perfezione il cattivo, con il suo fascino untuoso e la sua etica discutibile. La sua interpretazione ricorda che i migliori antagonisti comici sono quelli che si prendono totalmente sul serio, anche mentre il mondo intorno a loro sprofonda nel caos.

Il punto debole di “Women on the Edge” è il ritmo. Il secondo atto fatica a mantenere lo slancio delle scene iniziali. La sottotrama di Natalia (Celina Font), una giornalista che indaga sul dottor Leven, è poco sviluppata e spezza il flusso della narrazione. Font offre una prova convincente, ma il ruolo del suo personaggio nella storia non viene mai chiarito del tutto e Natalia finisce così per sembrare un ripensamento.

Inoltre, alcune gag non funzionano e si affidano troppo alla comicità fisica, anziché ai dialoghi arguti che rendono così coinvolgente il primo atto. La scena in cui Fercho e Fede tentano di introdursi nell’ufficio del dottor Leven, per esempio, si dilunga eccessivamente e non strappa le stesse risate delle sequenze precedenti.

La fotografia si distingue per i colori vivaci e i movimenti dinamici della macchina da presa. Lombardía ricorre a diverse soluzioni visive per sottolineare gli stati d’animo dei personaggi: dai primi piani che ne mettono in risalto le espressioni alle inquadrature ampie che restituiscono la portata della loro impresa. Anche la colonna sonora, che alterna brani pop energici e composizioni originali, si accorda alla perfezione con il tono del film.

“Women on the Edge” affronta questioni serie senza mai dimenticare le proprie radici comiche. È una celebrazione dell’amicizia e dell’emancipazione femminile, una critica feroce alle istituzioni patriarcali e, allo stesso tempo, una fantasia di vendetta dal gusto nero. L’esplorazione di temi come il trauma, la resilienza e la forza dell’azione collettiva è attuale e incisiva: il film è una visione imperdibile per chiunque sia interessato al cinema femminista.

Il film si distingue anche per l’attenzione alla rappresentazione. Dal cast a maggioranza femminile alla trattazione di temi come la malasanità e la discriminazione sul lavoro, “Women on the Edge” offre una prospettiva nuova sul genere comico. Sa che la risata può essere uno strumento di resistenza e usa l’umorismo per mettere in discussione le norme sociali e invocare un cambiamento.

Alla regia, Lombardía dimostra di avere una mano sicura tanto nella commedia quanto nel dramma. Ha un occhio attento per la narrazione visiva e usa la macchina da presa per sottolineare i passaggi emotivi della storia. Colpisce soprattutto la sua capacità di gestire i toni, passando con naturalezza dalle scene che fanno ridere a crepapelle a momenti di profonda tristezza e rabbia.

I temi del film sono attuali e rilevanti e si intrecciano con il dibattito contemporaneo su genere, potere e giustizia. La rabbia femminile è raccontata in tutta la sua complessità, non come un difetto da correggere, ma come una forza capace di generare cambiamento. Il percorso di Ángela e Vera, da vittime a protagoniste del proprio destino, è ispirante e dà forza.

“Women on the Edge” saprà conquistare chi ama le commedie nere con una vena femminista. Chi apprezza film come “Bridesmaids”, “The Heat” o “Ocean’s 8” troverà molti motivi per appassionarsi, così come chi è interessato al punto d’incontro tra genere e commedia. La capacità del film di affrontare temi seri all’interno di una cornice comica lo rende accessibile e coinvolgente anche per chi di solito non si avvicina al cinema femminista.

In definitiva, “Women on the Edge” sfugge a ogni facile definizione. È una commedia nera, una fantasia di vendetta, una critica alle istituzioni patriarcali e una celebrazione dell’amicizia femminile, tutto in un solo film.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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