Cinema

Wild Wild Punjab: un caotico road trip tra risate e passi falsi

Veronica Loop
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La scena d’apertura di Wild Wild Punjab — un matrimonio caotico in cui Gaurav Jain (Jassie Gill) finisce per sposare inavvertitamente la sposa dopo che il futuro marito si è tirato indietro — dà subito il tono a questa commedia frenetica. Diretto da Simarpreet Singh, il film racconta un movimentato viaggio on the road attraverso il Punjab insieme a quattro amici, ciascuno alle prese con i propri guai. La premessa è semplice: aiutare uno di loro a dimenticare un’ex, ma lo svolgimento scivola spesso nella farsa, non senza conseguenze.

Wild Wild Punjab sa perfettamente che tipo di film vuole essere: una commedia chiassosa e sfrenata, piena di disavventure e umorismo assurdo. Abbraccia senza riserve il genere e mantiene la promessa di intrattenere. La fotografia restituisce la vivacità dei paesaggi del Punjab, ricorrendo a inquadrature ampie per sottolineare la vastità degli spazi, in netto contrasto con il caos claustrofobico in cui si ritrovano i personaggi. Questo contrasto visivo è uno degli aspetti più riusciti del film e dà concretezza all’assurdità della vicenda, ancorandola a un luogo ben definito.

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Le interpretazioni sono di livello altalenante. Varun Sharma, nei panni di Rajesh Khanna, ruba la scena grazie al tempismo comico e alla capacità di pronunciare battute che colpiscono nel segno. Le sue reazioni impassibili alla follia che cresce intorno a lui regalano alcuni dei momenti più divertenti del film. Jassie Gill regge bene il peso del conflitto interiore di Gaurav, anche se l’evoluzione del personaggio è piuttosto prevedibile. Sunny Singh nel ruolo di Mayank ‘Maan’ Arora e Manjot Singh in quello di Honey Singh risultano poco approfonditi: i loro personaggi funzionano più da spalla comica che da figure compiutamente delineate. Ishita Raj Sharma dà vivacità a Meera, ma il suo ruolo è purtroppo limitato dal ricorso del film a un umorismo misogino.

I punti di forza del film sono il montaggio e il ritmo comico, giustamente lodati dalla critica. Il ritmo è serrato e i passaggi tra le diverse sequenze caotiche — che si tratti di irrompere ubriachi a un matrimonio o di evadere di prigione — scorrono con fluidità. In questi momenti la comicità centra il bersaglio, soprattutto quando il gruppo si trova ad affrontare situazioni assurde, come consegnare droga per conto di Meera o sfuggire ai gangster. È in queste sequenze che emerge l’originalità del film: la commedia fisica si mescola a quella di situazione, dando vita a momenti freschi e coinvolgenti.

Tuttavia, Wild Wild Punjab inciampa nel modo in cui rappresenta le donne e nel suo affidarsi all’umorismo misogino. Radha (Patralekhaa), la sposa finita per errore al centro della vicenda, viene ridotta a un espediente narrativo e la sua capacità di agire passa in secondo piano rispetto alle trovate degli uomini. Meera è più assertiva, ma resta comunque tratteggiata come una caricatura: la sottotrama dello spaccio sembra aggiunta a posteriori, anziché integrarsi con naturalezza nella storia. La comicità indulge spesso in battute volgari e gag fisiche che, se a volte divertono, finiscono per sconfinare di frequente in un repertorio stanco.

L’originalità del film è ulteriormente frenata dalla sua familiarità. Wild Wild Punjab attinge molto ai cliché delle commedie on the road e, sebbene cerchi di distinguersi con la sua impostazione farsesca, spesso ricorda film come Fukrey. La colonna sonora, composta da Guru Randhawa e altri, dà energia al racconto, ma non riesce a elevarlo oltre una struttura convenzionale. Le musiche di Hitesh Sonik svolgono il loro compito, anche se manca loro quella personalità che avrebbe potuto aiutare il film a distinguersi.

Alla regia, Simarpreet Singh fatica a orchestrare i diversi livelli di caos comico a cui chiaramente ambisce. Il ritmo è lodevole, ma la narrazione nel complesso appare discontinua: sottotrame come la consegna della droga e l’inseguimento dei gangster sembrano più ostacoli da superare che parti essenziali della storia. La struttura manca di coesione e diventa così difficile partecipare davvero al percorso dei personaggi.

Wild Wild Punjab offre momenti di autentica comicità, ma i suoi difetti ne appesantiscono il risultato. È una commedia che probabilmente conquisterà chi cerca un intrattenimento spensierato e senza pretese, ma non riesce a diventare un film memorabile o incisivo. L’umorismo alterna battute riuscite e momenti meno efficaci, mentre il modo in cui sono rappresentati i personaggi femminili lascia parecchio a desiderare.

In definitiva, Wild Wild Punjab conosce il proprio pubblico: chi ama la comicità farsesca e le avventure on the road troverà parecchio di cui divertirsi. Chi invece cerca temi più profondi o personaggi sviluppati con maggiore sfumatura resterà probabilmente deluso.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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