Cinema

Giusto in tempo per Natale è una commedia gentile: l’idea è migliore della sceneggiatura

Aleksandra Kułakowska e Maciej Prykowski firmano nel 2022 la commedia natalizia polacca di Netflix su una corriera in corsa contro il tempo.
Martha O'Hara
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Una fattorina, una collega che le sabota il lavoro e il Natale che si avvicina: Giusto in tempo per Natale (in originale Jeszcze przed świętami) parte da una premessa che si afferra in dieci secondi. È una commedia romantica polacca uscita su Netflix il 6 dicembre 2022, diretta da Aleksandra Kułakowska e Maciej Prykowski, e dura un’ora e trentasette minuti. Non promette più di una serata in compagnia, e su quel terreno si muove senza troppi sussulti.

Marysia Kwiecień (Monika Frajczyk) fa la corriere. Una collega rancorosa le sabota le consegne, e i regali di Natale rischiano di non arrivare a chi li aspetta. Per rimetterli nelle mani giuste Marysia può contare su Krzysiek (Piotr Pacek), un cliente che si dà da fare più di quanto sarebbe tenuto a fare. Lo schema è quello della corsa contro il tempo: due persone costrette a collaborare per rimediare a un guaio. Il cinema natalizio lo ha usato molte volte e il film non prova a reinventarlo. In compenso la posta in gioco è chiara dall’inizio alla fine, e in una commedia di questo tipo vale più di quanto sembri, perché nessuno deve chiedersi che cosa stiano inseguendo i personaggi.

A reggere il film sono i due protagonisti. Frajczyk dà a Marysia l’aria di chi ha sempre un problema altrui da risolvere e nessun minuto libero, e Pacek le risponde con un tono più pacato. Le scene in cui i due si limitano a reagire a ciò che accade funzionano meglio di quelle in cui si cerca la battuta a tutti i costi. La chimica non è travolgente, ma è credibile, e basta a sostenere una storia che altrimenti avrebbe poco altro a cui appoggiarsi. Krzysiek, poi, aiuta perché è un cliente di buona volontà, non perché il film voglia farne un eroe. Questa piccola cortesia quotidiana dà alla vicenda il suo colore più caldo.

Intorno a loro ruota un cast più ampio di quanto la durata permetta di sfruttare. Franciszek Krupowicz è Maks, il figlio di Marysia; Dorota Kolak è Estera e Mirosław Baka è Ernest. Barbara Jonak e Łukasz Simlat sono Mariola e Michał, i genitori di Mirek, a cui dà il volto Łukasz Gawroński. Zdzisław Wardejn è Alojzy, il nonno di Krzysiek, e Zuzanna Puławska l’agente Barbara Pasterz. Tante famiglie e tanti destinatari danno alla storia un andamento corale che le giova, perché il film ruota attorno a regali che devono arrivare a persone precise. In meno di un’ora e quaranta, però, solo pochi personaggi hanno il tempo di diventare qualcuno. Molti compaiono per far avanzare la vicenda, e la sceneggiatura non li lascia andare oltre.

Anche la parte sentimentale segue il percorso che chiunque conosca il genere può immaginare. L’avvicinamento tra Marysia e Krzysiek arriva dove deve arrivare, e il copione sembra più attento a rispettare le tappe che a dare ai due una ragione tutta loro per stare insieme. La collega che sabota le consegne esiste per innescare il guaio e poco altro: le manca un movente che si possa discutere, e così la rivalità resta sulla carta e non lascia il segno. L’umorismo si tiene su toni dimessi e rende di più quando nasce dalla fretta delle consegne che quando prova a farsi spiritoso per conto suo.

La durata gioca a favore. Il film non si trascina, e la struttura a consegne dà a ogni sequenza un obiettivo preciso. Il prezzo è che i personaggi si fermano di rado. Il film sembra puntare a un calore che a un certo punto dovrebbe arrivare, ma la fretta non lascia il tempo di costruirlo, e il momento resta più accennato che sentito. Alcuni ostacoli si risolvono senza grande fatica, come se alla storia premesse più andare avanti che soffermarsi su ciò che si inceppa.

Su Decider la recensione dice più o meno questo: il film è un po’ sciocco e probabilmente meno commovente di quanto vorrebbe, ma se la cava grazie a un fascino modesto. Difficile dare torto a quella sintesi. Chi si siede senza grandi attese passa una serata piacevole; chi spera in più troverà un film che si ferma a metà strada.

Per misurarne le ambizioni basta guardare a cosa usciva nello stesso anno: Violent Night mandava in giro un Babbo Natale guerriero vichingo immortale, interpretato da David Harbour. Giusto in tempo per Natale sta all’estremo opposto, senza risse né effetti speciali: una fattorina, un cliente, una pila di regali e l’idea che portare il pacco giusto alla persona giusta conti ancora qualcosa. Tra un mese lo avremo dimenticato, ma una sera di dicembre, davanti alla tv e senza pretese, può andare benissimo così.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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