Cinema

Con ‘The Wedding Dress’ Edoardo Ponti torna agli sfollati che non smette di raccontare

Il regista di ‘La vita davanti a sé’, candidato ai Golden Globe, ha concluso a Bucarest una storia d’amore ambientata nella Seconda guerra mondiale, con Ivanna Sakhno protagonista
Camille Lefèvre

Edoardo Ponti ha costruito un corpus di lavoro piccolo ma ostinato attorno alle persone che la storia lascia ai margini: gli orfani, gli esuli, gli sfollati. Il suo film ‘La vita davanti a sé’ ha regalato a Sophia Loren uno dei trionfi della sua tarda carriera, nei panni di una sopravvissuta all’Olocausto che cresce un ragazzo migrante in una città portuale italiana. Con ‘The Wedding Dress’, le cui riprese si sono appena concluse, Ponti si insedia nello stesso terreno emotivo: le macerie dell’Europa del dopoguerra e l’improbabile ostinazione della tenerezza che vi sopravvive.

Il film è ambientato in un campo profughi in Germania all’indomani della Seconda guerra mondiale e si ispira alla storia vera di due giovani sopravvissuti, Lilly e Ludwig, che si incontrano nel campo e decidono di fare l’impensabile: sposarsi. Come ha rivelato in esclusiva Deadline con un primo sguardo al film, la sposa è alla fine costretta a una scelta straziante tra un passaggio verso la famiglia che la attende in America e l’uomo che ha trovato tra le rovine.

Il cast conferisce alla premessa una carica contemporanea spiazzante. La sposa è interpretata da Ivanna Sakhno, l’attrice ucraina che il pubblico internazionale conosce soprattutto come Shin Hati in ‘Ahsoka’, e la scelta di mettere un’interprete ucraina al centro di una storia sullo sfollamento causato dalla guerra annulla in silenzio la distanza tra il 1945 e l’oggi. Accanto a lei, Lucas Englander (‘Transatlantic’) è Ludwig, mentre Billie Boullet (‘A Small Light’), Anika Boyle (‘Stranger Things: The First Shadow’), la star tedesca Veronica Ferres e Sasha Alexander completano l’ensemble.

Per Ponti il progetto è insieme un ritorno e una scommessa dichiarazione d’indipendenza. ‘La vita davanti a sé’ ottenne una candidatura ai Golden Globe e una nomination all’Oscar per la canzone di Diane Warren, ma fu inevitabilmente letto attraverso la figura di sua madre. ‘The Wedding Dress’, co-sceneggiato con Victoria Rose, è quel tipo di progetto del cuore ambientato in Europa e costruito sull’ensemble — in lavorazione da oltre dodici anni — che un regista realizza per essere misurato secondo i propri parametri. «Quando mi sono imbattuto per la prima volta in questa straordinaria storia d’amore vera», ha dichiarato Ponti, «sono rimasto colpito non solo dalla sua forza emotiva, ma dal coraggio, dall’empatia e dalle scelte difficili che Lilly e Ludwig hanno affrontato per ritrovarsi tra le braccia l’uno dell’altro».

Prodotto da Envision Media Arts, con Lee Nelson, David Buelow e David Tish produttori insieme a Ponti, il film ha concluso le riprese questo mese a Bucarest, sempre più il set europeo prediletto per le produzioni in costume che cercano respiro epico con budget contenuti. Non è ancora stato annunciato alcun distributore: un’assenza vistosa per un cineasta candidato ai Golden Globe, e un promemoria che oggi anche il prestigio entra in un mercato dei compratori con il film già in scatola.

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