Arte

L’“American Gothic” di Grant Wood diventa inquietante: tre artiste aprono la nuova mostra di Bardin Gallery

Denise Brown, Heather Gorham e Carolyn Zacharias McAdams parlano a Dallas di carta catramata intagliata, bronzo e pittura onirica
Lisbeth Thalberg
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Pochi dipinti sono stati presi in prestito tanto quanto l’“American Gothic” di Grant Wood. Il contadino con il forcone, la donna accanto a lui, la finestra ogivale della casa alle loro spalle: l’immagine è stata parodiata così tante volte che quasi non la si guarda più. New American Gothic, la collettiva di Bardin Gallery a Dallas, assume la tela di Wood come punto di partenza e pone una domanda più difficile di quelle delle parodie. E se il gotico non fosse un costume ma una condizione, l’attimo in cui qualcosa di ordinario comincia a sembrare leggermente sbagliato?

Denise Brown risponde con la materia prima ancora che con le idee. La sua scultura The Horse and the Stag supera il metro e novanta ed è realizzata in legno intagliato e in carta catramata intagliata e dipinta, l’umile foglio nero con cui si impermeabilizzano i tetti. A prima vista sembra una porta stretta o un armadio con le persiane: listelli, una corda arrotolata che pende al centro, piccoli pannelli dipinti con fiori e cavalieri e un palco di cervo a coronarla. La carta catramata appartiene al fienile e alla rimessa, all’architettura del lavoro dietro la fattoria di Wood, e Brown la intaglia come se fosse preziosa.

Denise Brown beside her carved wood and painted tarpaper sculpture The Horse and the Stag
Image: Bardin Gallery

Brown è una delle tre artiste della mostra che si siederanno insieme in galleria per una conversazione pubblica sul proprio modo di lavorare. Con Heather Gorham e Carolyn Zacharias McAdams parlerà delle idee e delle influenze dietro le sue opere e di come ciascuna pratica si collega al territorio della mostra: il familiare, il misterioso e l’inatteso. Secondo la galleria, Brown costruisce narrazioni stratificate a partire dalla storia, dal simbolismo e dal comportamento umano, tra pittura, incisione e superfici intagliate.

Gorham lavora su un registro più leggero, che però non resta leggero a lungo. Il suo bronzo Dreaming in a Bird’s World, del 2011, posa la testa di un neonato addormentato sul corpo di un uccello dalla patina verde, appollaiato su un cono sottile sopra un nido con le uova. Fa sorridere, poi non più. La galleria descrive il suo immaginario come un intreccio di umorismo, fantasia ed esperienza personale, un mondo in cui il familiare incontra l’inatteso.

Heather Gorham beside her bronze Dreaming in a Birds World, a sleeping infant head on a bird body above a nest
Image: Bardin Gallery

McAdams parte dall’estremo opposto del processo. I suoi quadri, spiega la galleria, nascono dall’intuizione e si sviluppano senza bozzetti né progetti preliminari, nutriti di sogni, emozioni ed esperienze personali. Un dettaglio del suo piccolo olio su tavola Watershed Moments mostra il risultato: una notte blu profondo sotto una luna segnata da cicatrici, nuvole che gocciolano, un albero spoglio su una collina verde, un piccolo fuoco acceso su un’isola galleggiante e un gatto nero che osserva dall’erba.

Le tre condividono le pareti con Marcos Alvarado, Ian Grieve, Justin Penov e Tom Pribyl, in una mostra che mescola artisti della galleria e indipendenti invitati. È anche uno dei primi programmi con il nome Bardin nello spazio del Design District a lungo conosciuto come Craighead Green.

L’incontro con le artiste si terrà sabato 24 ottobre, dalle 14 alle 15, alla Bardin Gallery, 167 Parkhouse Street, Dallas. New American Gothic resta visitabile fino al 14 novembre, con ingresso gratuito.

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