Serie

Absolute Beginners: una storia di formazione sull’autismo fuori dagli schemi

Veronica Loop
Aggiungici su Google

La prima inquadratura di Absolute Beginners si sofferma sul Mar Baltico: la sua immensità fa apparire minuscole Lena (Martyna Byczkowska) e Niko (Bartłomiej Deklewa), mentre avanzano a fatica lungo la riva. Sotto un cielo coperto, il mare si estende a perdita d’occhio, metafora visiva dell’incertezza che attende i due amici d’infanzia. Creata da Kamila Tarabura e Katarzyna Warzecha, questa serie teen di Netflix racconta un’estate in cui Lena e Niko si preparano a entrare alla scuola di cinema e, al tempo stesso, fanno i conti con desideri nuovi e inattesi, risvegliati dall’incontro con Igor (Jan Sałasiński), un aspirante atleta.

Ciò che distingue Absolute Beginners dagli altri teen drama è la volontà di esplorare le sfumature della rappresentazione dell’autismo attraverso il personaggio di Lena. Martyna Byczkowska offre un’interpretazione che rifugge gli stereotipi e restituisce invece tutta la specificità del personaggio: i suoi comportamenti autostimolatori sono rappresentati con naturalezza e le sue relazioni sociali sono ricche di sfumature. Non è soltanto una storia di formazione: è il racconto di una presa di coscienza di sé, urgente e necessaria. Quando Lena fatica a esprimere a Niko ciò che prova, o trova conforto nel ritmo delle onde, questi momenti arrivano dritti perché nascono da un’autenticità profonda, non da stranezze esibite.

YouTube video

L’intesa tra Byczkowska e Deklewa è il perno della serie, e la loro amicizia risulta credibile proprio nel suo continuo alternarsi di vicinanza e tensione. La prova di Deklewa nei panni di Niko colpisce soprattutto per la vulnerabilità. Niko non è una semplice controparte di Lena: è un personaggio a tutto tondo, alle prese con le proprie paure e i propri desideri. Le scene insieme sono attraversate da una sincera intensità emotiva, che si tratti di discutere per divergenze creative o di sostenersi in silenzio durante momenti di crisi personale. Anche il cast di contorno è un punto di forza, in particolare Sałasiński nel ruolo di Igor, cui dà un’energia spontanea e sincera. Le sue scene con Deklewa sono cariche di tensione e curiosità, e raccontano il lato disordinato delle cotte adolescenziali senza ricorrere a cliché. La serie è uscita il 25 ottobre 2023.

Le interpretazioni degli adulti, soprattutto quelle di Tamara (Katarzyna Warnke) e Bogusia (Anna Krotoska), aggiungono spessore: non sono presenze di sfondo, ma figure partecipi, attente e disponibili sul piano emotivo, in modo piacevolmente realistico. La prova di Warnke nei panni della madre di Lena si distingue per la misura. Non si impone con sfoghi drammatici, ma offre una presenza costante e premurosa, che dà stabilità al percorso emotivo della figlia. Allo stesso modo, Bogusia, la madre di Niko interpretata da Krotoska, è caratterizzata da una forza discreta che dà ulteriore peso al suo ruolo di sostegno.

Dal punto di vista visivo, Absolute Beginners è una gioia per gli occhi. La fotografia sfrutta il paesaggio costiero per creare atmosfere e metafore, usando l’immensità del mare per rispecchiare i conflitti interiori dei personaggi. La serie è stata girata a Ustka, Sopot e Hel, e ciascuna località imprime alla storia un carattere peculiare. Le spiagge sabbiose di Ustka creano un netto contrasto con l’energia frenetica di Sopot, mentre le acque tranquille di Hel regalano momenti di pacata riflessione.

Absolute Beginners, però, non è priva di difetti. Il ritmo a tratti vacilla, soprattutto negli episodi centrali, quando la narrazione si disperde leggermente prima di ritrovare la propria direzione. Alcune sottotrame, come le vicende sentimentali di Malwina (Paulina Krzyżańska), sembrano poco sviluppate e avrebbero meritato più spazio per rafforzarne l’impatto emotivo. Inoltre, per quanto la fotografia sia spesso notevole, il ricorso occasionale a panoramiche molto ampie sul mare rischia di diventare eccessivo e, talvolta, distoglie l’attenzione dal percorso emotivo dei personaggi.

L’originalità della serie sta nel rifiuto di ridurre l’esperienza adolescenziale a lezioni edificanti o percorsi morali lineari. Alla fine, l’amicizia tra Lena e Niko non viene «aggiustata»: cambia, in modi tanto frustranti quanto commoventi. L’episodio conclusivo, che culmina nel colloquio di ammissione alla scuola di cinema, presieduto da Agnieszka Holland nel ruolo di sé stessa, è uno dei momenti più riusciti. Il film che i due presentano per l’ammissione diventa un efficace racconto nel racconto, capace di riflettere sulla loro crescita e di ricomporre i temi della serie in un finale di forte risonanza emotiva.

Absolute Beginners forse non reinventa il teen drama, ma fa così tante cose nel modo giusto che i suoi passi falsi risultano perdonabili. È una testimonianza della forza delle storie autentiche e dell’importanza della rappresentazione. È una serie per chiunque si sia sentito fuori posto, per chi fatica a esprimersi e per chi apprezza interpretazioni sfumate e una regia attenta.

La serie si distingue anche per il modo in cui racconta il processo creativo. Il percorso di Lena e Niko verso la scuola di cinema non è un semplice espediente narrativo, ma un tema centrale che dà a ogni episodio una precisa direzione. Le difficoltà legate alla creatività, ai dubbi su sé stessi e alla ricerca di una visione artistica sono descritte con una ricchezza di dettagli che le rende al tempo stesso personali e universali. Questa attenzione al processo creativo distingue Absolute Beginners dagli altri teen drama, che spesso privilegiano le storie d’amore o i conflitti familiari rispetto alla crescita intellettuale e artistica.

Il ritratto dell’autismo è particolarmente degno di nota per sensibilità e accuratezza. Lena non è definita dal suo autismo: ne è, piuttosto, arricchita. La serie evita le trappole della cosiddetta «pornografia dell’ispirazione» e presenta Lena come una persona pienamente delineata, con i propri punti di forza, le proprie fragilità e le proprie aspirazioni. Questo approccio non solo restituisce umanità al personaggio, ma invita anche a considerare l’autismo come parte di uno spettro più ampio dell’esperienza umana.

Absolute Beginners è anche una serie che conosce la forza del silenzio. Molti dei suoi momenti più toccanti nascono da scambi quieti e spontanei tra i personaggi. Uno sguardo tra Lena e Niko, un’esitazione prima di parlare o il rumore delle onde che si infrangono sulla riva: sono questi dettagli piccoli e apparentemente insignificanti a dare alla serie la sua profondità emotiva.

Un altro elemento di spicco è il modo in cui la serie esplora l’amicizia. Il rapporto tra Lena e Niko è complesso e sfaccettato: comprende amore, rivalità, sostegno e conflitto. La loro dinamica appare autentica perché è disordinata e imprevedibile, proprio come le amicizie nella vita reale. La serie resiste alla tentazione di ridurre il loro legame a una semplice storia di lealtà o tradimento e lo presenta invece come una relazione viva, che si trasforma nel tempo.

Come teen drama, Absolute Beginners funziona benissimo, ma supera i confini del genere grazie alla profondità dei temi e all’evoluzione dei personaggi. Piacerà agli amanti delle storie di formazione, ma anche a chi cerca narrazioni curate e stimolanti, a prescindere dal genere.

La regia è un altro punto di forza. La visione di Tarabura e Warzecha è chiara e coerente: ogni episodio riprende il filo del precedente e contribuisce a costruire un arco narrativo compatto. Il ritmo può perdere colpi, ma la struttura complessiva è ben congegnata e ogni linea narrativa si intreccia con cura nel quadro più ampio del percorso di Lena e Niko.

Absolute Beginners non è una serie soltanto per adolescenti: saprà parlare a spettatori di ogni età. I temi della scoperta di sé, dell’amicizia e dell’espressione artistica sono universali e permettono di apprezzarla su più livelli.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

Tag: , , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.