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Anthropic versa 15 miliardi di dollari l’anno a SpaceX, di Elon Musk, per la potenza di calcolo

Susan Hill

Anthropic si è impegnata a trasferire 1,25 miliardi di dollari ogni mese a SpaceX in cambio di capacità GPU per addestrare e servire i propri modelli di frontiera. La cifra è uscita allo scoperto nel prospetto di quotazione depositato questa settimana da SpaceX e ammonta a circa 15 miliardi di dollari l’anno. Per SpaceX un solo cliente quasi raddoppia il fatturato annuo; per Anthropic, il laboratorio dietro Claude finisce dentro l’orbita finanziaria di Elon Musk proprio mentre il modello di Musk, Grok, è uno dei rivali più rumorosi.

Se nessuna delle due parti si tirerà indietro, SpaceX incasserà oltre 40 miliardi di dollari sull’intera durata del contratto, una cifra che assomiglia meno a una bolletta di cloud e più a un piano di infrastruttura nazionale. Ciascuna parte può uscire con 90 giorni di preavviso, una clausola sorprendentemente breve per un accordo di calcolo pluriennale e che funziona come copertura contro l’economia volatile dell’IA di frontiera.

La capacità arriva da Colossus, il campus di data center di Memphis dove le GPU sono fisicamente installate. Anthropic parte con 300 megawatt a Colossus 1 e sta già crescendo verso Colossus 2 con silicio Nvidia GB200, l’architettura che i laboratori più grandi si contendono per metterla in produzione. Trecento megawatt non sono una cifra da cruscotto di sala server: sono carico che si sente sulla rete elettrica regionale, la soglia oltre la quale un inquilino diventa cliente della società elettrica tanto quanto del proprietario dell’immobile.

A rendere l’accordo editorialmente strano, oltre che enorme, è la questione di chi paghi chi. Anthropic è nata su una tesi safety-first che si posizionava esplicitamente contro l’accelerazionismo di Musk. Negli ultimi due anni l’azienda ha costruito Claude come alternativa prudente a Grok di xAI, eppure la potenza di calcolo che serve a sostenere quel discorso passa adesso attraverso i conti di una società guidata da Musk. I soldi di Anthropic non comprano Grok, ma contribuiscono a finanziare l’infrastruttura su cui poggia gran parte del portafoglio di Musk, incluso lo stesso sito di Colossus che xAI ha reso popolare come sinonimo di calcolo di frontiera.

Dietro l’ironia c’è un vincolo che nessun laboratorio di frontiera ha risolto: non esiste, oggi, abbastanza potenza di calcolo nel mondo, alla tensione e alla latenza giusta, per nutrire ciò che i modelli più grandi chiedono. I ricavi di Anthropic crescono ormai con una pendenza tale da far parlare le proiezioni interne di un primo trimestre in utile, del trimestre successivo decisamente in nero, e di una possibile quotazione con valutazione discussa in trilioni di dollari. Niente di tutto questo regge se l’azienda non riesce a servire i propri clienti paganti, e l’accordo con SpaceX è la risposta più diretta possibile a quel collo di bottiglia.

Il prezzo risponde anche a una domanda che SpaceX coltivava in silenzio da tempo: quale sarà la seconda attività della società, una volta saturata la cadenza dei lanci e raggiunto il picco di investimenti di Starlink. L’infrastruttura per l’IA come servizio, venduta alla scala di un singolo contratto da 15 miliardi l’anno, compare ora nei documenti di quotazione proprio come quella seconda attività in movimento. Musk ha presentato pubblicamente l’accordo con Anthropic come la prova che SpaceX può fornire compute-as-a-service a una scala che il resto del mercato non riesce ancora a eguagliare, una lettura che funziona anche come pubblicità per la quotazione stessa.

Ci sono ragioni per leggere il quadro con cautela. Trecento megawatt sono molti, ma restano una frazione della capacità che i tre principali cloud provider americani hanno schierato per l’IA nella stessa finestra. La clausola di uscita a 90 giorni taglia in entrambe le direzioni: dà ad Anthropic una via di fuga rapida se emerge un fornitore più economico, e dà a SpaceX una via d’uscita se la crescita di Anthropic si raffredda prima della fine del contratto. I pagamenti sono ridotti nella fase di avvio, il che significa che la cifra di 1,25 miliardi al mese sottostima la tariffa reale una volta completato il ramp. E il modello di pagare l’ecosistema di un concorrente per i picconi e le pale della propria attività ha precedenti storici, ma il precedente è scomodo: il fornitore alla fine decide di competere con il cliente, o il cliente alla fine giudica il fornitore troppo rischioso.

Anche la geografia conta. Colossus si trova a Memphis, su una rete che la Tennessee Valley Authority sta già tirando per stare al passo con la domanda dell’IA. L’espansione a Colossus 2 aggiunge carico che deve uscire da qualche parte, e l’appetito energetico del settore è ormai questione politica in diversi stati del sud-est degli Stati Uniti. Anthropic, di fatto, sta agganciando Claude a un dibattito energetico regionale che non ha aperto e che non può rimodellare in modo sostanziale.

Per un lettore internazionale il quadro più utile è probabilmente questo: il prezzo per far funzionare un modello di frontiera è ora visibile sul mercato aperto, ed è dell’ordine di 1,25 miliardi di dollari al mese per una capacità che è solo una fetta di quanto consumano i laboratori più grandi. Quella cifra cambia il modo di leggere ogni annuncio di modello, ogni livello di prezzo e ogni limite di API. Cambia anche il modo di leggere ogni rivendicazione di indipendenza da parte di un laboratorio safety-first: indipendenza, in questo settore, significa oggi scegliere a quale gigante affittare l’infrastruttura.

Il prospetto S-1 di SpaceX è il documento che ha portato la cifra sui registri pubblici. La società punta a quotarsi sul Nasdaq con il ticker SPCX, e la voce relativa al contratto con Anthropic è uno dei dati più pesanti del prospetto. Il contratto, in sé, corre fino a maggio 2029, con tariffe ridotte durante il ramp di maggio e giugno e prezzo pieno una volta che la nuova struttura sarà completamente operativa. Anthropic, dal canto suo, ha fatto trapelare una quotazione prevista per fine anno. Il prossimo passaggio è il ramp di Colossus 2, che Anthropic dice di voler accelerare nel mese di giugno, momento in cui l’azienda prevede di assorbire molta più capacità GB200 a mano a mano che il sito si riempie.

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